Mai come in questo periodo la decisione del Comune di Padova di aumentare il costo del parcheggio rappresenta una visione miopie e deleteria per l’intera comunità.
Con una crisi economica ormai conclamata, (fatturato industria ad agosto -5% anno, -0,4% sul mese sul mercato interno -5,7% anno, -0,6% mese) ed all’interno di un contesto internazionale disastroso e conseguenza di un anno di pandemia e con ben due guerre in corso, questo ennesimo aumento si manifesta con una mancanza di visione futura che si riflette accrescendola nell’immediato la spirale inflattiva.
Nella città del Santo, per disinnescare questa situazione di difficoltà legata alla minore disponibilità economica comune con l’intera comunità, si sono aumentati gli stipendi, +41%, del sindaco e degli assessori comunali come previsto dal governo Draghi, quello dei “migliori” (*).
Con l’obbiettivo di sostenere questa ulteriore crescita dei costi della struttura ovviamente si devono aumentare i costi dei servizi ai cittadini.
Va sottolineato, in più , come contemporaneamente questa politica amministrativa renda però sempre meno attrattiva la città di Padova e soprattutto meno competitive, sotto il profilo economico, le attività economiche, per esempio, a tutto favore dei centri commerciali come dello stesso e-commerce.
Va ricordato, infatti, come per buona parte dei cittadini sia impossibile adeguare i propri stipendi in rapporto alla crisi economica ed all’inflazione, quindi un maggiore costo determini inevitabilmente la contrazione dei consumi.
In più, la stessa redditività delle attività della città subiranno una ulteriore flessione proprio a causa dell’aumento del costi dei parcheggi ed alla diminuzione dei flussi.
Ecco spiegata, con un semplice esempio “locale”, il concetto del ceto politico padovano di ” economia circolare”.
Questo principio di circolarità a completo onere dei cittadini, ovviamente, trova la propria espressione appunto non solo a livello locale, quanto a livello regionale nazionale e soprattutto europeo con effetti proporzionati al livello istituzionale .
La sintesi di complessiva di questa circolarità risulta assolutamente evidente e viene confermata appunto dal costante impoverimento delle famiglie.
Non comprendere i deleteri effetti recessivi di questa “economia circolare” dimostra il senso di incompetenza unito ad un sostanziale disinteresse , e forse persino disprezzo , nei confronti delle ” banali ” priorità dei cittadini.
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