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Oscurantismo, Illuminismo, Romanticismo, Decadentismo, Materialismo 

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Paradiso, Il tempo non esiste

Da “Il tempo non esiste” di Carmine Paradiso 

Oscurantismo, Illuminismo, Romanticismo, Decadentismo, Materialismo.

Vita è vivere, comunicare, relazionarsi, confronto con il prossimo, è normalità quotidiana, incontro con se stesso e con il proprio simile, regole comportamentali nella vita di relazione, nel lavoro, nello svago, in ogni aspetto della vita comune. 

La realtà contemporanea, però, presenta ostacoli e anomalie sempre più difficili da superare nei rapporti interpersonali, con serie difficoltà di reciproca comprensione nel porgere e ricevere domande e risposte anche nelle situazioni più elementari.

Accantonando quelli che sono aspetti patologici indotti dai problemi esistenziali, maleducazione, atteggiamenti nevrastenici, sempre più di frequente si incontrano difficoltà che rendono complicato lo svolgersi di una normale vita di relazione.

Quali i motivi, le responsabilità se ve ne sono, del tumultuoso svilupparsi della società?

Il mondo cambia, cambiano le persone, i modi di essere e vivere, mutano usi e consuetudini, le generazioni mature e le nuove non s’incontrano più, non si comprendono. Profonde difficoltà scavano solchi di incomunicabilità che alterano la qualità di vita.

È sempre accaduto dalla notte dei tempi e sempre accadrà. 

Nelle epoche passate, però, c’era una maggiore continuità tra le diverse età senza forti contrasti, oggi è tutto più violento, diverso, con contrasti molto più sensibili.

Tornare indietro nel tempo può aiutare a comprendere meglio i passaggi epocali e generazionali.

Trascorso il XVII secolo che ha fatto da ammortizzatore tra la fine dello splendore rinascimentale e il futuro che si affacciava, l’Occidente è stato catapultato nel secolo dei Lumi, il 1700. 

Come la stessa parola dice, una luce nuova rischiarava l’Umanità dopo il parziale buio del 1600.

Sorgeva all’orizzonte l’Illuminismo che, eleggendo la Ragione come fonte primaria di ogni cosa, cancellava l’oscurantismo, le superstizioni, il bigottismo, l’inquisizione che avevano devastato il passato. 

Filosofi e pensatori come Voltaire, Diderot, D’Alambert, il geniale Montesquieu ideatore della Tripartizione dei Poteri dello Stato, Alexis de Tocqueville con il suo Viaggio in America alla scoperta di un popolo nuovo, gettavano i semi e le basi di quelli che sarebbero divenuti i futuri Stati di Diritto, sino a quel momento inesistenti.

Il risveglio ebbe l’effetto di un vento impetuoso e gentile, pervasivo e coinvolgente che portava aria fresca a rivitalizzare le menti e i cuori, nel pensiero come nell’industria con le innovazioni tecnologiche che mutarono per sempre i sistemi di produzione ponendo le basi della futura industrializzazione che non si sarebbe più arrestata cambiando per sempre i rapporti di lavoro nella società. 

I due grandi eventi rivoluzionari si ebbero in America nel 1773/1776 ed in Francia nel 1789. Entrambi certamente subirono gli influssi dei Lumi ma non ne furono una loro diretta derivazione, era impensabile che simili episodi si verificassero nel secolo precedente.

Comunque, nasceva un Tempo Nuovo in ogni senso che, per naturale evoluzione non programmata, avrebbe stimolato una diversa sensibilità nell’individuo e nella società destinata a perpetuarsi nei secoli futuri.

Le persone si vedevano individualmente per se stessi e reciprocamente si raffrontavano come mai prima si erano relazionate. 

Come un refolo d’aria fresca entra da una finestra in una stanza prima chiusa, così idee nuove, mai apertamente professate dopo la lontanissima nel tempo esperienza di Atene classica, iniziavano a diffondersi e permeare i comportamenti di tutti e di ciascuno, aprendo orizzonti invisibili perché nascosti da una nebbia secolare. 

Ragione, quindi, e non solo, ma ricerca, studio, invenzioni, filosofia, nuovi sistemi di vita e di politica, mutamenti che facevano apparire il passato anche recente come un’era geologica antica di millenni.

Iniziava un’era che da noi posteri (fa un certo effetto definirsi “posteri”) verrà definita “Moderna” che, nel bene e nel male, condurrà l’umanità sino ai giorni contemporanei, diretta emanazione di quel secolo nuovo, innovativo e tumultuoso.

Quindi il 1700, secolo della rinascita e riscoperta della Ragione, ma anch’esso dovrà cedere il passo al suo successore, il 1800 che, arricchito di fermenti ricevuti in dote, darà la nascita, per naturale reazione ed evoluzione, al Romanticismo, facendo dei sentimenti il suo carattere distintivo, superando il razionalismo, per affidarsi, questa volta, alle ragioni del cuore. 

Come accade quasi in tutte le situazioni nella vita, si passa da una determinata situazione al suo esatto opposto. 

Se, quindi, per un lungo secolo aveva dominato lo spirito razionale per reazione all’oscuro, falsato spiritualismo patologico del 1600, era naturale che dovesse, come ovvia reazione al materialismo razionale del 1700, prodursi una sensibile inclinazione verso i sentimenti, i dettami del cuore, verso il Romanticismo in tutta la sua forza prorompente, lo “Sturm und drang”, Tempesta e assalto che libererà e porterà ad esternarsi la prorompente vitalità nascosta nell’animo. 

L’Uomo, forse prima che essere razionale, è dominato dalle passioni di ogni genere site nella sua natura animale, controllate solo dal Pensiero ma che spesso prendono il sopravvento. Ecco, che i Lumi dovettero cedere parte della loro razionalità all’essere romantico insito nella natura umana.

Quindi, il 1800 secolo romantico per antonomasia, ha manifestato questa sua natura in ogni aspetto, dalla letteratura, alla poesia, alla filosofia, al modo di vivere comune, nell’abbigliamento sia femminile che maschile con abiti ricchi e affascinanti che colpissero vista e il cuore.

Fu il secolo de I Miserabili di Hugo, I Promessi Sposi di Manzoni, Leopardi che cantava Silvia, che andava in estasi nel suo Infinito. Foscolo con la sua passionale irruenza, la angosciosa nostalgia per Zacinto, il riandare alle sue ombre di futuri cipressi.

Infinita è stata la produzione di un secolo ricco di umanità, sentimenti, di trasporto verso l’intimo sentire verso se stessi o verso un impossibile amore.

Il Tempo scorre inesorabile e trasporta via con sé il meglio di noi, il materialismo più becero, ma questa volta, privato della ragione illuministica, attendeva al varco, pronto a dilagare, portando con sé non solo progresso e benessere ma aridità d’animo e violenza, trasformando il denaro non solo in mezzo necessario per vivere ma in un idolo, nel Vitello d’oro di biblica memoria. 

Si aprivano i cancelli del 1900 con la sua rutilante giostra industriale e tecnologica che avrebbe schiavizzato le genti offrendo loro un benessere avvelenato da un subdolo stile di vita pregno di malessere e malattie del corpo e dello spirito, nella inconsapevolezza di sé.

Guerre e distruzione hanno sempre afflitto le genti schiave dei loro governi in ogni angolo del mondo anche il più sperduto, ma il secolo breve, che tale non fu, dava la stura ai peggiori sentimenti dell’indole umana.

Guerre altamente distruttive come la moderna tecnologia permetteva, mosse non solo per desiderio di conquista e denaro, ma per affermare ideologie perverse, distruttive e massificatrici che avrebbero segnato l’Umanità in eterno, senza offrire niente di buono se non distruzione fisica, morale e ideologica.

Si stavano aprendo le porte del Decadentismo già a metà dell’Ottocento, impossessandosi del modo di pensare e vivere. 

Precursori della sensibilità decadente furono autori come Charles Baudelaire (1821 – 1867) e Théophile Gautier (1811 – 1872), volendo testimoniare una condizione di disagio e di rottura rispetto agli ideali della società borghese.

Movimento artistico e letterario sviluppatosi in Francia e poi diffusosi nel resto d’Europa, tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento, che si contrapponeva alla razionalità del positivismo scientifico e del naturalismo. 

«Io sono l’Impero alla fine della decadenza».

Il Decadentismo nasce come reazione alla crisi del Positivismo e del pensiero scientifico. La sfiducia nella ragione, tanto esaltata prima nel Positivismo, determinò nel campo morale la crisi dei valori tradizionali (libertà, patria, trascendenza, progresso…), generando insicurezza, scetticismo e un senso di angoscia esistenziale.

I suoi caratteri fondamentali furono: la mancanza di fiducia nella ragione e nella scienza, il non sentirsi appartenenti alla propria epoca, l’esaltazione della propria persona e il senso di crisi, angoscia e solitudine di cui vengono pervasi i poeti.

La visione del mondo decadente è un irrazionalismo misticheggiante che esaspera le posizioni della cultura romantica. Il rifiuto del Positivismo borghese, in quanto si ritiene che la ragione e la scienza non possano dare la vera conoscenza del reale.

L’Italia produsse il mito di Gabriele D’Annunzio i cui caratteri fondamentali furono: la mancanza di fiducia nella ragione  e nella scienza, il non sentirsi appartenere alla propria epoca, l’esaltazione della propria persona e un senso di crisi e angoscia dilagante.

Il futuro verrà, ma sarà peggiore del presente che, scavalcando lo spartiacque del millennio, ha già dato prova di sé e non sembra avere mantenuto le annunziate sfolgoranti aspettative anzi si è dichiarato con clamorosi attentati, primavere infuocate e nuove guerre, oltre, naturalmente, le continue crisi economiche mondiali e locali in un pianeta che  non ha mai goduto di un così elevato grado di benessere. 

Sono le contraddizioni dell’epoca digitale, cibernetica e globalizzata nella quale siamo tutti liberi di scegliere la nostra schiavitù, tutti felici di consumare beni inutili globalizzati, specchiandosi nell’illusione di un inesistente avatar appagante del proprio miserevole Ego.

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