Home Politica estera ORMAI È CHIARO, C’È UNA CUPOLA DA ISOLARE ED ESTINGUERE

ORMAI È CHIARO, C’È UNA CUPOLA DA ISOLARE ED ESTINGUERE

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Gli Stati Uniti d’America hanno perso la faccia e stanno per perdere la credibilità esterna e anche quella interna.

La nazione che si è proposta, con il suo eccezionalismo, come quella che è inviata da Dio a esportare la democrazia e la libertà, è ormai da tempo prigioniera di una cupola di delinquenti che fanno strame della democrazia e della libertà.

Piegato dalla dottrina woke, che lo vuole penitente, ora il popolo americano deve assistere al continuo tentativo di eliminare fisicamente un candidato alla presidenza degli States con uomini e metodi che più nessuno è tanto idiota da pensare che riguardino isolati tentativi di pazzi.

Dietro ai tentativi di eliminare Trump c’è una regia che, sempre più, prende forma, delineando un’immagine della Cupola delinquenziale che ora, se vuole recuperare credibilità, l’America degli States deve eliminare, eradicare, distruggere alle fondamenta.

Il tempo è finito, perché ormai è del tutto chiaro che la regia esiste, che si muove su più piani e che mette in discussione i fondamenti della democrazia e della libertà dell’Occidente.

Il secondo tentativo di assassinio di Donald Trump non lascia più margini per narrazioni manipolatorie, con le quali far intendere che c’è un giovanotto esaltato e deficiente che vuole ammazzare Trump e, poi, che c’è un cinquantottennte esaltato e deficiente che vuol far fuori Trump.

Un’America piena di idioti esasperati tutti pronti in proprio a far fuori Trump? No.

Vadano a raccontarla a chi crede che gli asini volano.

Le analisi relative al primo attentato dimostrano che il giovanotto ucciso dopo aver sparato era uno specchietto per le allodole.

In un’intervista a Mark Gammon, riproposta da Roberto Mazzoni, l’avvocato Robert Barnes afferma: “C’è un fattore chiave che prendo sempre in considerazione quando cerco di stabilire se un particolare evento costituisce una falsa bandiera. A volte le persone fraintendono il significato di false flag, falsa bandiera, pensando che la frase indichi un evento che non si è mai verificato. Invece, in senso letterale, falsa bandiera indica l’antica usanza dei pirati che issavano una falsa bandiera per potersi avvicinare indisturbati alla nave che volevano razziare. Aspettavano di arrivare proprio accanto alla nave vittima, prima di issare la bandiera pirata rivelando di non essere, in realtà, un vascello inglese, francese o spagnolo. Tradotto in termini moderni, significa che il colpevole non viene mai identificato correttamente. E questo non significa che il colpevole da loro incolpato non possa anche essere uno dei colpevoli a propria volta. Significa solo che prediligono la narrazione dell’assassino solitario, perché l’America è unica in questo senso. Siamo l’unico paese che sembra avere solo assassini solitari. Se guardiamo a tutte le altre persone che vengono uccise nel mondo, oppure ai vari tentativi di omicidio, il più delle volte, vediamo che già nella narrazione ufficiale si parla di cospirazione. Ma, negli Stati Uniti – continua Bernes -, abbiamo sempre solo pazzi solitari che fanno tutto da soli, in modo da escludere a priori qualsiasi complicità. Ma il modo in cui è successo, le prove che si stanno già sviluppando, indicano diversamente. Tra l’altro, in questo preciso momento Chris Martenson sta facendo un ottimo lavoro di analisi dell’audio che suggerisce fortemente che ci sono stati più tiratori, e che i proiettili chiave non sono venuti dal presunto assassino. Il solo fatto che ci sono state enormi falle nella sicurezza, è un chiaro segnale di allarme che indica la presenza di una messa in scena. Infatti, una delle caratteristiche ricorrenti degli eventi di falsa bandiera, è la presenza di falle di sicurezza insolite e inaspettate. Ciò suggerisce che qualcuno all’interno si sta assicurando che determinati eventi possano verificarsi. Quindi mi sembra che molto probabilmente ci fossero più tiratori, ed, in effetti, i colpi tirati erano ottimi dal punto di vista di un cecchino, ma Trump ha girato la testa esattamente al momento giusto. Insomma, è stata proprio una questione di pochi millisecondi. Bastava che girasse la testa in un’altra direzione e sarebbe sicuramente morto”.

Assassino solitario, pazzo, anche quello del secondo tentativo? Non siamo così idioti, anche in questo caso, da credere alle favole e agli asini che volano.

L’insieme della caratteristiche che emergono dai vari racconti ne fanno piuttosto un contractor, un mercenario procacciatore di mercenari e come tale non sconosciuto ai servizi.

Un mercenario assodabile da chi vuole uccidere Trump? Pare evidente.

Il sospettato arrestato dopo il secondo tentativo di assassinio dell’ex presidente Donald Trump sarebbe stato precedentemente segnalato per comportamento anomalo nei confronti dell’Ucraina.

Ryan Wesley Routh, 58 anni, è inoltre accusato di possesso di arma da fuoco con un numero di serie cancellato, nonostante sia un criminale condannato.

Lunedi il Wall Street Journal ha riferito che Routh ha allarmato la gente dopo essersi recato in Ucraina nella speranza di unirsi alla lotta contro la Russia subito dopo l’invasione delle forze del presidente Vladimir Putin nel 2022.

Un’infermiera, preoccupata per le minacce di violenza di Routh dopo averlo incontrato a Kiev, ha affermato di aver denunciato l’uomo a un agente della dogana e della protezione delle frontiere all’aeroporto Dulles di Washington nel giugno 2022.

Quindi non era uno sconosciuto.

Secondo quanto riportato dal WSJ, Chelsea Walsh ha dichiarato all’agente che Routh era tra gli americani più pericolosi che avesse incontrato durante la sua visita di sei settimane in Ucraina.

E l’agente che ha fatto? Si è bevuto un caffe?

Sarah Adams, ex agente della CIA, che ha contribuito a gestire una rete che collegava 50 gruppi di aiuto per condividere informazioni e coordinare gli sforzi umanitari e di volontariato, ha affermato che Routh era noto come un “truffatore” e “una specie di pazzo”.

Un truffatore e una specie di pazzo, conosciuto dalla Cia, va e viene dall’Ucraina e cerca contractor da inviare al fronte e nessuno dice niente?

E la Cia che fa? Insegue gli asini che volano.

All’inizio di giugno, i gruppi umanitari hanno bandito Routh dai loro gruppi Signal Messenger e hanno segnalato le sue attività al Dipartimento di Stato.

La Adams, sempre quella della Cia, ha detto che i gruppi erano preoccupati che Routh potesse essere coinvolto in traffico di esseri umani o frode sull’immigrazione.

Un francese, secondo il quale Routh lo aveva aiutato a ottenere un posto in un’unità dell’esercito ucraino, ha aggiunto che l’americano era arrabbiato con Trump.

“Ryan era molto arrabbiato per il fatto che Trump stesse cercando di negoziare un accordo con Putin invece di cercare davvero di sostenere l’Ucraina”, ha detto l’uomo, che ha chiesto di non essere identificato.

L’FBI venne a conoscenza di Routh nel 2019, quando un informatore disse che aveva un’arma da fuoco nonostante fosse un criminale.

Il casellario giudiziale di Routh elenca accuse che vanno dall’emissione di assegni scoperti a possesso di arma da fuoco, al possesso di un veicolo rubato e a molteplici capi d’imputazione per possesso di un’arma di distruzione di massa nel 2002, in particolare un “esplosivo binario con una miccia di detonazione da 10 pollici e una capsula detonante”.

Routh ha, inoltre, ripetutamente condiviso il suo sostegno all’Ucraina su varie piattaforme di social media.

Un sito web dedicato, chiamato “Fight for Ukraine” (Lotta per l’Ucraina), con le sue informazioni di contatto, compresi e-mail e numero di telefono, era ancora online nel pomeriggio di lunedì. Euronews ne ha confermato l’autenticità dopo averlo identificato esaminando i suoi post passati su X e altri social media e confrontando i dati personali disponibili pubblicamente.

Attraverso questo sito web, Routh ha pubblicizzato i suoi presunti sforzi di reclutamento, fornendo dettagli piuttosto vaghi su come gli stranieri di “tutte le età, sesso e livelli di abilità” potessero unirsi all’esercito ucraino. In particolare, forniva istruzioni dettagliate su come i potenziali volontari potessero entrare in Ucraina, affermando che potevano “semplicemente prendere tutto l’equipaggiamento militare e i soldi e volare a Cracovia” in Polonia. Da lì, il sito web forniva il seguente itinerario: prendere un treno intercity o un autobus fino a Przemyśl e poi un treno locale o un autobus fino al valico di frontiera di Medyka con l’Ucraina.

Sebbene Medyka sia un valico di frontiera molto popolare per entrare e uscire dall’Ucraina, è uno dei tanti e non è chiaro il motivo per cui il sito web associato a Routh abbia suggerito questo itinerario.

Il quadro generale del soggetto, ben conosciuto anche dalla Cia, ne fa un elemento perfetto da reclutare per compiere l’attentato a Trump.

Che ci sia una regia è ormai incontrovertibile.

Tra il primo e il secondo attentato si sono verificati due inspiegabili incidenti agli aerei di Trump e di Vance, costringendo i piloti ad atterraggi di fortuna.

Il Deep State Usa, ora, non ha più alibi e se l’America vuole recuperare credibilità e dignità deve eliminare alla radice la banda di delinquenti che dietro le quinte manovra per distruggere la democrazia e la libertà negli Stati Uniti d’America e nell’Occidente.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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