
La Russia ha lanciato un massiccio attacco missilistico su varie regioni ucraine anche al confine con la Polonia.
Lo segnala il sito Ukraninska Pravda.
Secondo l’aeronautica, sono stati lanciati un totale di 26 missili, 13 dei quali sono stati abbattuti. Tutti i missili russi che volavano su Kiev sono stati intercettati e non ci sono state vittime o distruzioni in città, ha reso noto il sindaco della capitale, esortando la cittadinanza a rimanere nei rifugi.
Ci sono state persone ferite invece a Leopoli, Zaporizhzhia e Poltava. Le autorità della capitale hanno riferito che l’allerta è durata più di due ore, ma che le difese aeree hanno “distrutto tutti i missili nemici” su Kiev.
Le Forze armate ucraine, nel frattempo, hanno colpito la grande nave da sbarco russa Tsezar Kunikov al largo della Crimea.
“Le Forze armate ucraine, insieme all’unità di intelligence del ministero della Difesa, hanno distrutto la grande nave da sbarco Tsezar Kunikov. Si trovava nelle acque territoriali ucraine vicino ad Alupka al momento dell’impatto”, hanno riferito le Forze armate su Telegram.
In precedenza il portale online aveva riferito che l’attacco è stato condotto utilizzando dei droni marittimi. Sul canale Telegram “Crimean Wind”, invece, si riferiva di una colonna di fumo che si innalzava dalle acque prospicenti la costa della penisola.
La Tsezar Kunikov era una grande nave da sbarco della Flotta del Mar Nero russa.
In conseguenza dell’affondamento della Tsezar , il comandante della Flotta russa del Mar Nero, l’ammiraglio Viktor Sokolov, sarebbe stato destituito.
Lo affermano diversi canali Telegram pro russi, secondo citati da Ukrainska Pravda e Crimea.Realities. Sokolov sarebbe stato sostituito dal suo numero due, il vice ammiraglio Sergey Pinchuk. Sokolov era il successore di Igor Osipov, destituito dopo che gli ucraini avevano affondato la nave ammiraglia della Flotta del mar Nero, la Moskva, nell’aprile 2022.
Gli ucraini hanno sferrato un attacco a Belgorod, in territorio russo, con un bilancio di
sei morti, tra cui un bambino, e 18 feriti.
Lo ha riferito il governatore Vyacheslav Gladkov su Telegram. Cinque dei 18 feriti sono bambini, ha proseguito. In quindici sono stati ricoverati in ospedale. Nell’attacco, ha scritto su Telegram il governatore della vicina regione di Kursk Roman Starovoit, sono stati colpiti un centro commerciale e l’impianto sportivo di una scuola. “Ci sono molte vittime: morti e feriti”, ha aggiunto Starovoit.
Mentre si combatte, il Presidente russo, Vladimir Putin, invia segnali attraverso intermediari almeno da settembre circa la sua disponibilità a un cessate il fuoco nella guerra di aggressione contro l’Ucraina, che includerebbe il congelamento della situazione attuale. Lo scrive il ‘New York Times’.
Secondo il quotidiano americano, l’informazione sarebbe stata appresa da due ex alti funzionari russi vicini al Cremlino, nonché da funzionari americani e internazionali. Per i funzionari statunitensi, Putin aveva già tentato di negoziare un cessate il fuoco un anno prima, nell’autunno del 2022. Le sue intenzioni, precedentemente sconosciute, sono emerse dopo che l’Ucraina aveva sconfitto l’esercito russo nel nord-est. Quindi Putin ha dichiarato di essere soddisfatto dei territori conquistati dalla Russia e di essere pronto per una tregua.
Almeno da settembre, i funzionari occidentali hanno ricevuto nuovi segnali secondo cui Putin è interessato a un cessate il fuoco. I segnali arrivano attraverso diversi canali, anche attraverso governi stranieri che hanno legami sia con gli Stati Uniti sia con la Russia.
“Non ci sono prove – scrive il ‘New York Times’ – che i leader ucraini, che si sono impegnati a riconquistare tutto il loro territorio, potrebbero accettare un simile accordo. Gli ex funzionari russi aggiungono che Putin potrebbe cambiare nuovamente idea se le forze russe guadagnassero slancio”.
“Putin è davvero disposto a fermarsi alle posizioni attuali”, ha detto al New York Times uno degli ex alti funzionari russi, riferendo un messaggio che, secondo lui, il Cremlino sta inviando in silenzio. L’ex funzionario ha aggiunto: “Non è disposto a ritirarsi di un metro”. Rispondendo a domande scritte, dopo aver rifiutato una richiesta di intervista, il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha detto in un messaggio vocale che “concettualmente, queste tesi che state presentando, non sono corrette”.
Alla domanda se la Russia fosse pronta per un cessate il fuoco sulle attuali linee di battaglia, Peskov ha sottolineato i recenti commenti del Presidente. Putin ha detto questo mese che gli obiettivi di guerra della Russia non sono cambiati. Sergei Shoigu, ministro della Difesa russo, ha chiarito in un incontro privato all’inizio di quest’anno che Putin è determinato a continuare a combattere.
Alcuni analisti – prosegue il Nyt – sostengono che Putin trae vantaggio da una lunga guerra e che vuole ritardare qualsiasi negoziato fino a un possibile ritorno in carica dell’ex presidente Donald J. Trump, il favorito per la nomina presidenziale repubblicana nel 2024. Tra i molti probabili punti critici c’è la determinazione di Putin a tenere l’Ucraina fuori dalla Nato.
Ma uno degli ex funzionari russi ha detto che un disaccordo su questo punto non sarebbe un problema per Putin, perché non si prevede che l’Alleanza ammetta l’Ucraina nel prossimo futuro. Tuttavia, alti funzionari americani hanno affermato di non credere che nessun politico ucraino di spicco possa accettare in questo momento un accordo che lasci alla Russia così tanto territorio ucraino.
Non è cambiato, nonostante i segnali di Mosca, l’atteggiamento ucraino.
I partner internazionali dell’Ucraina devono continuare a sostenerla, secondo Volodymyr Zelensky, perchè la Russia non si fermerà.
“La guerra può arrivare da voi – ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista esclusiva al Tg1 – perché siamo di fronte a Putin. E se arriva, gli eserciti europei non sono abbastanza forti e chi garantisce che la Nato riuscirà a fermarlo? Nessuno”. L’Ucraina è diversa rispetto a due anni fa, quando è cominciata l’invasione da parte della Russia, ma anche se “a volte siamo un po’ stanchi, e a volte anche un po’ arroganti, non possiamo permettere che la Russia avanzi”. “L’obiettivo principale di Putin – ha detto ancora Zelensky – è privarci dell’indipendenza: vuole che l’Ucraina sia parte del suo impero. Noi combattiamo per questo, per entrare in Unione europea e non fare parte dell’impero russo”. Mai, in nessun momento di questi due anni di guerra il leader di Kiev ha pensato di mollare: “No, sono ucraino, amo e difendo l’Ucraina. E’ il mio dovere e lo devo fare altrimenti non riusciremmo a resistere. So che vinceremo, non possiamo credere di non farcela”.
La Nato ha annunciato di aver deciso di creare un nuovo centro di addestramento per le forze ucraine nella località polacca di Bydgoszcz: lo ha reso noto il Segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, al termine del vertice ministeriale della Nato di ieri a Bruxelles.
“Abbiamo deciso di creare un centro di addestramento e analisi congiunto Nato-Ucraina” ha spiegato Stoltenberg nella conferenza stampa di chiusura.
Sulla vicenda ucraina è intervenuta ier Giorgia Meloni.
“Abbiamo ribadito il nostro pieno sostegno all’Ucraina – ha detto Giorgia Meloni – e da parte mia ho confermato l’intenzione di proseguire nel contributo attivo alla sicurezza dei nostri alleati orientali: siamo convinti che l’Alleanza atlantica debba continuare a mostrare coesione, unità, in linea con un approccio a 360 gradi alla sicurezza euroatlantica e rilanciando anche l’azione al fianco sud”.
La dichiarazione è avvenuta nell’ambito delle dichiarazioni congiunte con il primo ministro Marcel Ciolacu a Villa Pamphilj.
Nella fotografia il centro commerciale di Belgorod distrutto dall’Ucraina





