
Il primo ministro israeliano Netanyahu dichiara: “Entreremo a Rafah e annienteremo tutti i battaglioni di Hamas presenti lì, con o senza un accordo”.
Il portavoce del Consiglio per la sicurezza americana, John Kirby mantiene il no degli Usa: “La nostra posizione è sempre la stessa: non vogliamo un’operazione di terra a Rafah”.
Una fonte diplomatica francese afferma che nei negoziati c’è stata una convergenza sul numero di ostaggi da rilasciare in cambio dei palestinesi detenuti nelle carceri israeliane.
Netanyahu ha inoltre affermato che “la Corte penale internazionale dell’Aia non ha alcuna autorità sullo stato di Israele” e ha denunciato che “la possibilità che emetta mandati di arresto per crimini di guerra contro comandanti dell’Idf e leader di Stato, è uno scandalo su scala storica. Sarà la prima volta che un Paese democratico, che lotta per la propria vita secondo tutte le regole del diritto internazionale, verrà accusato di crimini di guerra. Se dovesse accadere, sarebbe una macchia indelebile per tutta l’umanità. Un crimine d’odio antisemita, che aggiungerebbe benzina all’antisemitismo”.





