La società di trasporti pubblici di Brescia assume tunisini, quando ci sono tanti italiani disoccupati
La spesa per la NASpI supera i 18 miliardi di euro annui, con oltre 2,8 milioni di beneficiari e un disavanzo strutturale di circa 10,6 miliardi coperto dalla fiscalità generale.
A Brescia la società di trasporto pubblico partecipata dal Comune ha assunto 28 autisti di bus fatti arrivare appositamente dalla Tunisia dopo aver completato un corso intensivo di italiano, convertito le loro patenti originali e ottenuto la Carta di qualificazione del conducente.
Non solo li attende un contratto di lavoro remunerativo, ma, anche un’abitazione fornita da Brescia Mobilità.
L’azienda ha infatti ristrutturato alcune abitazioni ATER attualmente non agibili, rendendole una soluzione abitativa per i nuovi dipendenti.
I 28 lavoratori andranno a vivere nei quartieri di Casazza, Borgo Trento e Sanpolino. Saranno offerte loro sistemazioni condivise a prezzo calmierato: 200 euro per una stanza singola e 300 euro per una doppia, comprese le spese.
Somme inferiori alla metà di quanto si trova sul mercato degli affitti.
La maggior parte dei nuovi assunti, dopo il ‘periodo formativo’, sarà impiegata come autisti di autobus, mentre altri si occuperanno della manutenzione.
Tutto ciò premesso, possibile che tra i milioni di italiani che percepiscono il sussidio di disoccupazione NASpI o l’assegno di inclusione non si trovano 28 autisti che accettino un affitto calmierato una buona retribuzione e un corso di formazione per autisti?
Si è provato a trovarli tra gli italiani?
E qualora ciò fosse stato fatto e i soggetti idonei abbiano rifiutato il lavoro non potrebbero ancora percepire la NASpI o il reddito di inclusione?
Vorremmo sapere. Dateci risposte.
Qualunque assunzione dovrebbe prima prevedere la preventiva richiesta di lavoratori residenti e il fallimento della ricerca per il rifiuto dell’offerta di lavoro – inverosimile su milioni di disoccupati e inoccupati – dovrebbe produrre la decadenza dai sussidi.
La spesa per la NASpI supera i 18 miliardi di euro annui, con oltre 2,8 milioni di beneficiari e un disavanzo strutturale di circa 10,6 miliardi coperto dalla fiscalità generale.





