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L’Italia e il rapporto con l’Europa

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L'Italia e il rapporto con l'Europa

L’opposizione chiederà spiegazioni al Governo sulla linea di politica estera?

Opposizione: se ci sei, batti un colpo.

Annoto, per ora solo incuriosito ma con un fondo di preoccupazione, la piega presa nelle ultime settimane dal rapporto con l’Europa. L’isola che non c’è ma che non è possibile ignorare.

La rispostaccia di Giorgetti ai dubbi europei sull’abolizione del bollo mi sembra giusta e anche coerente. In ogni caso quasi inevitabile.

La minaccia di fare da soli sulla vicenda del contributo – cosa diversa dalla tassazione – dei maggiori profitti derivanti dalle crisi in atto, da soli o in compagnia solo di alcuni Paesi perché l’Europa non risponde, mi sembra azzardata: ma, in fondo, qualcosa bisogna pur fare.

L’ipotesi di ritardare lo stop alle vetture fino ad Euro 5, in assoluto contrasto con le decisioni europee; la esplicita contrarietà alle ventilate decisioni di Bruxelles sulle proprietà e sul diritto di disporne liberamente; il contraddittorio sempre più acceso con altre decisioni o ipotesi di decisioni europee sembrano richiamare con fermezza l’esigenza che l’Europa non sia solo una emettitrice di norme, svincolate da realtà economiche e sociali.

Per ultimo, la decisione di far scortare mercantili italiani da navi da guerra nel loro attraversamento del Golfo Persico, mentre l’Europa imbambolata non ha deciso ancora come morire a causa delle strozzature alla sua economia vitale, non è un’avventura ma certo non è roba da poco.

Sullo sfondo, “sfondo” si fa per dire, la gestione dei flussi migratori, le politiche economiche e di bilancio, la transizione verde e tecnologica e la cooperazione in materia di sicurezza e difesa comune, tutti elementi complessi che richiedono negoziazione per bilanciare interessi nazionali e comunitari.

Le mediazioni, sempre fin qui realizzate, sembrano improvvisamente essere diventate più difficili e l’atteggiamento italiano sembra essere diventato più “decisionale”.

La domanda è: questa rappresenta la linea di politica estera nei confronti dell’Europa o è solo un tentativo di svegliare una dormiente che, con il suo sonno, sta provocando altri danni oltre quelli già provocati?

Qualcuno, magari facendo lo sforzo di non correre dietro a dozzinalità di critiche utili solo a rinfocolare lo scontro pre-preelettorale, potrebbe chiedere spiegazioni al Governo?

E affrontare un dialogo serio, evitando la solita solfa?

Autore

  • Giuseppe Augieri

    Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.

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