L’alternativa all’offerta di Intesa Sanpaolo
Il Consiglio d’amministrazione del Monte dei Paschi di Siena ha deliberato una duplice offerta riguardante rispettivamente il Banco BPM e Banca Generali.
L’offerta finalizzata a contrastare l’OPAS (offerta pubblica di acquisto e di scambio) formulata da Intesa Sanpaolo, ricomprende in entrambe le operazioni anche l’offerta di una quota delle azioni di Generali.
Le due offerte, hanno come obiettivo quello offrire un’alternativa, anche strategico-industriale alla scalata di Intesa, attraverso il previsto scambio di azioni con Generali, peraltro fortemente attiva nella consulenza finanziaria, cui si aggiungerebbero una quota contanti anche per la Banca Popolare di Milano.
La deliberazione è stata raggiunta a maggioranza con 9 voti favorevoli e con l’astensione dei 3 consiglieri che fanno riferimento a Caltagirone e di quello designato da Assogestioni.
MPS utilizzerà, stando alle indiscezioni raccolte, anche una parte della sua partecipazione in Generali (attualmente del 13,%), che a quanto risulta sarà pari al 4% della partecipazione stessa (per un valore di 3 miliardi di euro) quale share dividend (dividendo azionario) al fine di favorire un voto positivo nella prossima assemblea straordinaria, nella quale verrà proposto un aumento del capitale sociale, che si terrà il prossimo 29 ottobre.
In questo caso, qualora l’azione strategica avrà successo il MPS, non sarà più il primo azionista di Generali, in quanto sarà detentore di una quota del 9 per cento (in tal caso Delfin, holding della famiglia Del Vecchio, sarà “il primo detentore”, essendo ad oggi proprietaria del 10,15 di MPS).
Qualora l’operazione avesse successo il nuovo gruppo avrebbe un valore, riferito alla capitalizzazione di mercat, pari a quasi 70 miliardi.





