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MONETA, DEBITO E GUERRE

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di Savino di Scanno

Quando chi scrive parla di “moneta” torna con la memoria a quando da ragazzino cresciuto per strada si raccoglievano le poche lire metalliche per raggiungere la famosa soglia di 300 lire per poter acquistare il mitico Super Santos, pallone con cui di lì a poco si sarebbe infranto il consueto vetro di finestra o balcone ed a seguire inseguimenti di condomini inferociti e ramanzine severe di padri marescialloni dell Arma.
La “moneta” è questione serissima e si cercherà nelle necessaria semplificazione di un articolo di definire alcuni principi base.
A voler leggere, come fonte autorevole, il sito della BCE, si apprende che la moneta ha assunto forme diverse nel tempo. Si parte dalla “moneta/merce”, si passa alla “moneta rappresentativa”, indi alla “moneta fiduciaria” per giungere alla “moneta digitale”.
Per economia si cercherà di chiarire il principio di “moneta/merce” da cui segue la sua evoluzione.
In origine un minatore lavorava due mesi per estrarre dalla miniera il quantitativo di oro necessario per coniare una moneta/oro.
Per acquistare tale oro il Re offriva al minatore un salario “in natura” corrispondente a due mesi di paga avente contenuti in masserizie ed alimenti vari.
Quindi il Re con quell’oro coniava una moneta corrispondente a tale scambio realizzando un rapporto metallo/bene, dando così inizio alla prima circolazione monetaria.
Tornando alla nota della BCE si apprende che la moneta assolve a tre funzioni, ovvero è un mezzo di scambio, un mezzo di pagamento ma soprattutto una unità di conto che permette di attribuire un prezzo ai beni e servizi.
Ma fondamentalmente la moneta costituisce “Riserva di Valore”.
Sulla funzione della BCE come ente emittente valuta Euro si rimanda a prossimo articolo in quanto adesso si scriverà di debito.
Si scriverà di “debito” a voler ricordare che questa parola la troviamo anche nel Padre Nostro.
Per scrivere di debito dobbiamo citare il 15 agosto 1971 quando l allora Presidente USA Richard Nixon pose nei fatti fine agli accordi di Bretton Woods abolendo il rapporto di conversione dollaro/oro, conosciuto come “Gold Standard”.
Da quel momento l economia statunitense è andata a ruota libera stampando l’impossibile senza un ancoraggio valutario con le riserve aurifere.
Da noi abbiamo il “debito pubblico”, vero problema nazionale a voler ricordare che i debiti si pagano. Ma facciamo un ulteriore passaggio. Come si garantisce il debito? Con le riserve auree? Stampando falsi crediti fiscali verso il contribuente per poter continuare ad emettere titoli di Stato? Con gli immobili? Con i depositi di conto corrente?
Ora tutti conoscono i quattro fondi di investimento padroni del mondo, ovvero BlackRock, Vanguard, State Street e Geode. Bene, queste istituzioni finanziarie amministrano masse finanziarie, partecipazioni azionarie, debito pubblico internazionale in quantità pressoché assoluta, ma quando queste masse diventano prive di “sottostante “, quindi di capitale reale. Quanto valgono? Ebbene valgono zero.
Da questa ultima considerazione come non pensare che le guerre sono sempre economiche.
Gaza fa rima con la Via del Cotone. Ucraina fa rima con il reset del potere finanziario in Europa. Chi ricorda che qualche anno fa i Rothschild lasciarono la Borsa Valori di Parigi dopo oltre 100 anni?
Taiwan, possibile futuro scenario bellico, ha come partita i semiconduttori, materia questa senza la quale il mondo attuale si ferma.
È solo un semplice articolo, non spaventiamoci.
Forse gli italiani pensando alle ferie hanno ragione. Le famose 36 comode rate hanno qualificato il registro protesti delle camere di commercio, ma in fondo non cambia nulla. La sanità sarà un privilegio di pochi.
Un mondo di debiti sarà sempre un mondo di popoli servi ed in guerra fra loro.
È il teatrino di “pupi e pupari” niente di più e niente di meno con buona pace della “moneta”.

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  • Redazione

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