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LA CADUTA DI DI COSTANTINOPOLI

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di Andrea Sartori
 
29 maggio 1453: cade Costantinopoli, la “seconda Roma”. Un colpo spaventoso per il mondo cristiano. Eppure sarà “grazie” a quel colpo spaventoso che la civiltà occidentale raggiungerà l’espansione globale.
Il Medioevo aveva rappresentato un regresso della civiltà nata dall’Impero Romano e dal Cristianesimo: l’espansione dell’Islam portò via almeno metà degli ex territori romani (in compenso, la Germania si “romanizzò” ma non compensava le perdite). La caduta di Costantinopoli fu la ciliegina sulla torta. E comunque nel Medioevo si erano viste costruzioni che, pur effimere, parvero ben più universali della piccola Europa: ad esempio l’Impero Mongolo.
Ma quali sono state le conseguenze della conquista ottomana? Vediamole.
Uno fu il blocco ai commerci imposto dai turchi. Bisognava fare di necessità virtù. E cominciò l’epoca delle grandi esplorazioni. Prima i portoghesi che arrivarono in India via Africa e poi Colombo che aprì la via alle Americhe. Fu proprio questo uno degli argomenti di Colombo: proviamo ad arrivare in India da Occidente. Questo sempre per aggirare i Turchi. La conquista delle Americhe ha portato l’Occidente cristiano da una posizione di svantaggio ad una di vantaggio sull’Islam ottomano.
Ma andiamo a Est. Bisognava inventarsi una “Terza Roma” dopo la caduta di Costantinopoli. L’idea venne a papa Paolo II: Mosca. Soluzione posticcia, artificiale (Mosca non aveva un CV tale per ambire al titolo di Terza Roma. Come scritto, ai tempi Kiev aveva più titoli) ma assolutamente geniale.
La Russia all’epoca era una nazione sì cristiana, ma barbara che aveva ancora i mongoli sulle croste. Il vero centro del mondo slavo era stata, per un certo periodo, Kiev, lambita dalla civiltà greco-romana ma ora in decadenza. Il matrimonio tra Sofia Paleologa, nipote dell’ultimo imperatore romano d’Oriente, e il principe Ivan III il Grande della Moscova portò Mosca ad un progresso. Diversi artisti italiani arrivarono a Mosca e nasce la Russia. Il resto lo faranno Pietro e Caterina la Grande (pur da San Pietroburgo): in Russia l’elemento europeo prevale su quello asiatico: la Russia È Occidente. Si tende a parlare di “Occidente” in senso geopolitico e non culturale ma la Russia è di cultura occidentale, la sua musica e letteratura segue canoni occidentali. Anche l’Urss era culturalmente occidente, perché mi risulta che Marx fosse di cultura tedesca, non turca o cinese.
Quindi “grazie” alla caduta della Seconda Roma la civiltà europea ha avuto un’espansione che l’ha portata a coprire un territorio che va dalla California a Vladivostok passando per la Terra del Fuoco.
“Ma l’Occidente è imperialista…”
Perché i mongoli non lo erano? Gli ottomani hanni conquistato Costantinopoli coi mazzi di fiori? Gli arabi hanno preso il Nordafrica predicando? Persino gli Zulù erano imperialisti, e Shaka non fu meno spietato dei colonialisti inglesi.
La differenza sta nel fatto che l’Occidente non si è fermato sulle sponde del mare. E che ha cercato sempre una via alternativa: è la civiltà occidentale che è andata nello spazio, non gli ottomani.
L’imperialismo alla Conan il Barbaro è sempre temporaneo. È lo spirito di Odisseo che va oltre.
Davanti ad una catastrofe come il 1453 altre civiltà sarebbero implose. La nostra si è addirittura espansa

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  • Redazione

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