Nuovi appelli verso Ceuta e Melilla
A cura di Agenzia Nova
Secondo quanto appreso da “Agenzia Nova”, gli apparati di sicurezza del Marocco stanno presidiando con particolare attenzione le direttrici che conducono alle due città autonome spagnole sulla costa nordafricana
È alta l’allerta delle autorità marocchine lungo le vie di accesso a Ceuta e Melilla, mentre sui social network circolano nuovi appelli alla partenza in vista del 15 agosto.
Secondo quanto appreso da “Agenzia Nova”, gli apparati di sicurezza del Marocco stanno presidiando con particolare attenzione le direttrici che conducono alle due città autonome spagnole sulla costa nordafricana.
Nei giorni scorsi sono inoltre emerse indicazioni circa la possibilità che alcuni gruppi tentino di anticipare la mobilitazione per prendere in contropiede i dispositivi di prevenzione.
Fra i messaggi monitorati nelle ultime ore compaiono anche inviti a raggiungere l’area di Melilla già oggi, 10 agosto, con un riferimento alle ore 18.
Non è stato tuttavia possibile verificarne la fondatezza operativa, il numero delle persone potenzialmente coinvolte o l’esistenza di una reale capacità organizzativa. Il dato concreto, al momento, rimane quindi l’elevato livello di attenzione sul terreno.
La mobilitazione digitale non presenta le caratteristiche di un’organizzazione centralizzata.
Le analisi condotte da fonti spagnole e dal gruppo di ricerca Golden Owl, legato al Parco scientifico dell’Università di Alicante, descrivono una struttura decentralizzata, con grandi gruppi pubblici utilizzati per diffondere i messaggi e canali più ristretti, in particolare su WhatsApp, impiegati per mantenere i contatti.
Secondo l’analisi pubblicata dal quotidiano spagnolo “El País”, dopo la chiusura di alcuni importanti gruppi Facebook, gli appelli hanno cominciato a circolare anche all’interno di comunità apparentemente dedicate ad altri temi, rendendone più difficile l’individuazione.
La cautela resta d’obbligo: la presenza dei messaggi non consente di stabilire quanti utenti intendano effettivamente raggiungere il confine né se gli appelli si tradurranno in un nuovo tentativo di attraversamento.
Più documentata è invece la mobilitazione annunciata per il 15 agosto, rilanciata da numerosi gruppi e seguita con attenzione dagli apparati di sicurezza marocchini e spagnoli.
“El País” ha riferito di migliaia di giovani marocchini che discutono su Facebook e WhatsApp della possibilità di una nuova entrata collettiva a Ceuta.
Accanto agli inviti a partecipare compaiono anche numerosi messaggi che mettono in guardia dai rischi, soprattutto dopo le vittime registrate alla fine di luglio.
Anche il Centro nazionale di intelligence spagnolo (CNI), secondo quanto riferito dalla stampa iberica, considera credibile la nuova campagna digitale e avrebbe rilevato una diffusione significativa degli appelli attraverso Facebook, WhatsApp e TikTok.
La data del 15 agosto non viene tuttavia considerata una certezza: gli apparati di sicurezza non escludono che eventuali tentativi possano verificarsi prima del giorno indicato nei messaggi.
È in questo quadro che si inseriscono le indicazioni circolate nelle ultime ore su una possibile partenza anticipata verso Melilla, la cui effettiva capacità di mobilitazione resta però da verificare.
Un elemento di particolare interesse emerso dal monitoraggio dei gruppi è la loro dimensione internazionale.
Accanto a numerazioni marocchine compaiono utenti associati a prefissi di altri Paesi, tra cui il +33 della Francia, il +39 dell’Italia, il +213 dell’Algeria e il +216 della Tunisia.
La presenza di numeri stranieri costituisce un indizio della partecipazione di utenti collegati a reti transnazionali, ma non permette, da sola, di stabilire la nazionalità delle persone, la loro posizione geografica o un’effettiva intenzione di prendere parte agli attraversamenti.
I numeri potrebbero infatti appartenere tanto a cittadini marocchini residenti all’estero quanto ad altri utenti interessati alla mobilità verso la Spagna.
Il dato suggerisce comunque che la campagna non sia confinata alla sola area di Fnideq e Tetouan, le due principali località marocchine situate a ridosso di Ceuta.
Le reti digitali utilizzate per rilanciare gli appelli possono raggiungere comunità marocchine e potenziali migranti presenti in diversi Paesi europei e nordafricani.
La possibile estensione della mobilitazione a Melilla rappresenta uno degli aspetti più delicati per le autorità. La città autonoma spagnola si trova circa 225 chilometri a est di Ceuta, lungo la costa mediterranea del Marocco, e dispone a sua volta di una frontiera terrestre con il territorio marocchino. Ceuta e Melilla costituiscono i due soli confini terrestri dell’Unione europea sul continente africano.
La necessità di presidiare contemporaneamente entrambe le direttrici rende più difficile concentrare il dispositivo di sicurezza su un singolo tratto di frontiera.
L’analisi di Golden Owl segnala un crescente spostamento delle conversazioni verso Melilla e le aree portuali dell’Algeria, dopo che la pressione delle forze di sicurezza ha reso più difficile mantenere attivi i principali gruppi pubblici dedicati a Ceuta.
Il riferimento a Melilla non rappresenta quindi soltanto la ripetizione degli appelli circolati alla fine di luglio, ma potrebbe indicare il tentativo di distribuire la pressione su più punti di accesso.
La situazione delle due città autonome è già considerata strutturalmente critica dalle autorità spagnole. Nel luglio scorso il governo di Madrid ha destinato quattro milioni di euro a Melilla e 5,5 milioni a Ceuta nell’ambito dei fondi per l’accoglienza dei minori migranti non accompagnati.
Un eventuale spostamento della mobilitazione verso Melilla imporrebbe alle forze di sicurezza di presidiare un secondo confine, oltre alle coste e alle aree portuali dalle quali potrebbero partire tentativi di ingresso via mare.
La nuova campagna digitale arriva dopo l’episodio senza precedenti registrato tra il 30 e il 31 luglio, quando decine di migliaia di persone hanno tentato di raggiungere Ceuta dal territorio marocchino.
Le cifre diffuse nelle settimane successive hanno oscillato sensibilmente in base alle modalità di conteggio, ma tutte hanno confermato la dimensione eccezionale dell’evento.
Il governo spagnolo ha parlato di oltre 70 mila ingressi irregolari nell’arco di pochi giorni, mentre il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha indicato una cifra nell’ordine delle 60 mila persone. La stragrande maggioranza è successivamente rientrata in Marocco.
Il dato più drammatico rimane quello delle vittime. Le autorità marocchine hanno confermato decine di morti a causa di annegamenti e incidenti avvenuti nelle aree di frontiera, mentre le organizzazioni per i diritti umani hanno fornito bilanci significativamente più elevati, comprendenti anche le persone disperse. Le cifre restano peraltro controverse e non ancora definitivamente consolidate.
Secondo Golden Owl, la mobilitazione di fine luglio non è stata un semplice movimento spontaneo, pur in assenza di una regia gerarchica identificabile.
L’analisi di 25 gruppi Facebook e di altre piattaforme ha individuato una struttura composta da un nucleo ristretto di coordinamento, una rete pubblica di diffusione e una serie di utenti incaricati di rilanciare gli appelli.
Alcuni amministratori individuati dal gruppo di ricerca risultavano collegati alla Turchia, all’Italia e al Marocco settentrionale. La crescente preoccupazione spiega anche la decisione della Comandancia General de Ceuta di sospendere le autorizzazioni alle ferie dei militari a partire dal 13 agosto e fino a nuovo ordine.
La misura, riferita inizialmente dall’emittente “Cadena Ser” e successivamente confermata da fonti del ministero della Difesa spagnolo all’agenzia di stampa “Efe”, prevede eccezioni soltanto se debitamente motivate e autorizzate.
Le ricostruzioni sulla portata dell’ordine non sono del tutto coincidenti. Alcune fonti parlano della cancellazione generale delle autorizzazioni, mentre altre precisano che il provvedimento riguarderebbe soprattutto le nuove richieste, lasciando valide quelle già concesse.
Il comando militare non ha chiarito pubblicamente se il personale già in ferie debba necessariamente rientrare. La misura assume comunque un valore significativo perché arriva alla vigilia del 15 agosto, la data attorno alla quale si concentra la nuova campagna digitale.
A Ceuta sono presenti migliaia di militari distribuiti tra la Legione, il Grupo de Regulares n° 54, il reggimento di cavalleria Montesa 3 e le unità del genio. Dopo la crisi di fine luglio, il dispositivo spagnolo è stato progressivamente rafforzato con il coinvolgimento di militari, Guardia Civil, Policía Nacional, Marina, unità subacquee, mezzi aerei e droni.
Assetti navali sono stati impiegati per sorvegliare le acque attorno alla città, mentre nell’area del Tarajal, al confine terrestre e marittimo tra Ceuta e il Marocco, è stata installata una barriera galleggiante destinata a rendere più difficile l’avvicinamento alla diga.
Sul versante marocchino, l’attenzione si concentra invece sulle strade e sulle località dalle quali potrebbero muoversi eventuali gruppi diretti verso le due città autonome.
Il nodo centrale, per Madrid e Rabat, rimane la natura della mobilitazione digitale. Il rapporto della Guardia Civil sulla possibile iniziativa del 15 agosto, secondo quanto riportato dalla stampa marocchina e spagnola, non avrebbe individuato prove di un coinvolgimento del governo marocchino, dei suoi servizi di sicurezza o di una specifica organizzazione criminale.
Il documento non considera però completamente spontanea la campagna e individua una probabile attività di facilitazione attraverso le piattaforme digitali. È proprio questo livello intermedio, tra aggregazione spontanea, disinformazione e possibile reclutamento, a rendere difficile prevedere dimensioni e tempi di un eventuale nuovo tentativo.
La Commissione europea ha intanto annunciato il monitoraggio delle piattaforme digitali in vista del 15 agosto. Il precedente di luglio ha mostrato quanto rapidamente messaggi sulle presunte condizioni favorevoli all’ingresso in Spagna, video e appelli alla mobilitazione possano trasformarsi in un movimento fisico di massa.
La prevenzione lungo la frontiera tra Marocco e Spagna non si svolge quindi più soltanto attraverso pattuglie, barriere e sistemi di sorveglianza. Una parte decisiva del confronto si è spostata nello spazio digitale, dove le autorità cercano di distinguere fra semplici voci, propaganda, disinformazione e reali attività di organizzazione.
L’elevato stato di allerta segnalato oggi in Marocco riflette proprio questa difficoltà: la mobilitazione annunciata per il 15 agosto è ampiamente documentata, ma tempi, direttrici e dimensioni di un eventuale tentativo possono cambiare rapidamente.
La comparsa di Melilla nei messaggi più recenti suggerisce inoltre che la pressione potrebbe non concentrarsi nuovamente su una sola frontiera.





