Il primo ministro spagnolo minaccia misure sui viaggiatori dall’Italia
Madrid reagisce ai controlli italiani minacciando misure sui viaggiatori provenienti dall’Italia.
Ma dietro la decisione di Roma non c’è soltanto l’emergenza migratoria: Ceuta e Melilla sono da anni aree osservate per radicalizzazione e reclutamento jihadista.
E l’Italia, potenza industriale del G7, non può accettare pressioni politiche sulla propria sicurezza nazionale.
La tensione tra Roma e Madrid sta assumendo dimensioni che vanno ben oltre l’immigrazione. Dopo la crisi di Ceuta, l’Italia ha mantenuto controlli temporanei verso la Spagna, motivandoli con la necessità di verificare i movimenti secondari e prevenire possibili rischi per la sicurezza.
Il governo di Pedro Sánchez ha risposto duramente, prospettando, a sua volta, controlli sui viaggiatori provenienti dall’Italia.
La questione di fondo? Noi in Spagna facciamo arrivare turisti a un Paese che vive di servizi.
È qui che la posizione spagnola diventa difficile da comprendere. Roma pone una questione precisa: dopo un afflusso eccezionale attraverso una frontiera esterna dell’UE, esistono garanzie sufficienti sull’identificazione delle persone entrate e sui loro successivi spostamenti nello spazio Schengen?
L’Italia non ha bloccato cittadini spagnoli in visita. Sia chiaro.
Ceuta non compare oggi per la prima volta negli studi sul jihadismo. Analisi del Real Instituto Elcano hanno evidenziato una particolare concentrazione storica di soggetti coinvolti nella mobilitazione jihadista provenienti da Ceuta e Melilla.
Negli anni le autorità spagnole hanno inoltre condotto proprio a Ceuta operazioni contro ambienti legati alla radicalizzazione, all’indottrinamento e al reclutamento per Daesh.
Il quadro europeo rende la prudenza ancora più necessaria: Europol continua a indicare il jihadismo tra le principali componenti della minaccia terroristica, mentre radicalizzazione digitale e percorsi individuali rendono più complessa l’attività preventiva.
Madrid può naturalmente contestare durata e proporzionalità dei controlli italiani. Altra cosa è trasformare i turisti italiani in uno strumento di pressione politica.
L’Italia non è un Paese periferico costretto a subire le decisioni altrui. È una delle maggiori economie industriali europee, membro del G7, grande potenza manifatturiera ed esportatrice e Paese fondatore dell’Unione.
Su diversi indicatori industriali e commerciali dispone, inoltre, di punti di forza nettamente superiori alla Spagna. Il rapporto tra Roma e Madrid deve quindi essere minimo tra pari.
Sánchez dovrebbe rispondere con informazioni, cooperazione tra apparati di sicurezza e garanzie sul controllo della frontiera, non con ritorsioni sui turisti.
Schengen funziona soltanto se esiste fiducia reciproca. E la fiducia nasce dalla capacità di proteggere le frontiere esterne.





