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Metà Occidente è da ricovero

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Occidente

Si stanno giocando due partite storiche

Questa settimana sono state pubblicate alcune dotte opinioni geopolitiche dell’illustre Ministro degli Esteri del Lussemburgo.

Mi sono un po’ stupito. E il sindaco di Pescara cosa ne pensa?

Effettivamente il Sindaco di Pescara conta meno del Ministro de quo.

Pescara non ha nascosto miliardi e miliardi di soldi europei fiscalmente dubbi.

E poi il Sindaco di Pescara di cognome non fa Von der Pippen-Telefunken-Cuccureddu-Bettega, come i Granduchi.

Per tutto il resto è molto più importante Pescara.

Da ogni buco spuntano fuori i nanetti baltici minacciando sfracelli.

I finnici sono scatenati, per fortuna la loro lingua, il suomen kieli, è una lingua uralica (alla cui famiglia appartengono, tra gli altri, l’ungherese, l’estone e le lingue sami) del ramo baltofinnico, di cui non capisce un Cassio nessuno.

Sfortunatamente in Finlandia parlano anche lo svedese e cosa ancora peggiore l’Inglese, per cui ci dobbiamo sorbirci le loro continue rodomontate.

Boris Johnson continua a predicare la guerra totale contro la Russia.

Fu lui in persona, l’eroe, ad impedire che la guerra in Ucraina finisse due anni fa.

Un grande della nostra epoca, come Tony Blair, il salvatore dell’Iraq.

In questo clima così disteso, si stanno giocando due partite vere, non il fantacalcio dei poveretti europei. E il sangue, purtroppo, scorrerà copioso.

E se Afghanistan-Pakistan non è molto interessante per la classifica, al massimo per la zona retrocessione al quarto mondo, USA/Israele-Iran è sicuramente importante almeno per la Champions League.

Il tifo si scatena, soprattutto a sinistra, non dimentichiamoci che il regime iraniano ha tanti estimatori in Italia e non solo.

Anche negli USA non scherzano.

E gli attacchi non prevengono solo dai Dem, benefattori dei Mullah con Obama, ma anche dai MAGA duri e puri che seguono Tucker Carlson, scatenato anche lui.

Il motivo di ciò sfugge all’intelletto, se non come volontà di stare dall’altra parte, ovvero come dementia simplex.

In Italia Boldrini, Albanese, Ilaria Salis, il trio Lescano antagonista, si schiera senza se e senza ma per il regime sciita che in due giorni è riuscito ad ammazzare tanti suoi cittadini da arrivare a più della metà del numero globale di morti attribuiti ad Israele, miliziani di Hamas compresi, nella difficilissima operazione a Gaza.

Regime, che a donne come loro farebbe un mazzo come il traforo del Fréjus.

Che di donne come loro ne hanno stuprate e ammazzate tante.

Che impicca gli omosessuali.

Che applica ferocemente la Sharia.

Però permette la prostituzione coperta dal matrimonio ad ore.

Un regime veramente schifoso di zeloti (spesso ipocriti) invasati dal revanscismo perché il cattivone ʿUbayd Allāh ibn Ziyād, generale del califfo Yazīd ibn Muʿāwiya, il 10 ottobre 680 a Kerbela uccise il nipote del profeta Maometto, al-Ḥusayn ibn ʿAlī, secondogenito del quarto califfo ʿAlī ibn Abī Ṭālib e della figlia di Maometto, Fāṭima al-Zahrā.ʾ

Per favore non vorrei che qualche fessacchiotto paragonasse il Venerdì Santo con la Festa dell’Hashura, soprattutto per come è vissuta in gran parte dell’Iran.

Il credente è assai addolorato per la Passione e morte di Gesù, ma non è arrabbiato contro alcuno, anche perché il Cristo è risorto e Husayn no.

Nello stesso spirito dei mullah, noi dovremmo immediatamente unirci ai bombardamenti per vendicare la morte di Marco Licinio Crasso e dei suoi valorosi legionari alla battaglia di Carre.

Scusate, a loro girano ancora le pale per un fatto di 1400 anni fa (che a noi non riguarda per nulla) e noi non possiamo essere ancora un po’ incazzati per i nostri fratelli romani trucidati dai parti?

In fondo sulla vendetta non c’è mica la data di scadenza.

E già che ci siamo diamo un bel calcio in c..o metaforico anche ai germani per la Selva di Teutoburgo e magari anche per averci trascinati nei loro casini durante la Seconda Guerra mondiale.

Questi pazzi mullah, messi al potere dai servizi occidentali, in tutti questi anni hanno avuto come attività principale quella di sponsorizzare il terrorismo e di destabilizzare la regione.

Facendo un esempio, il generale Al Suleimani baciò sulla bocca un missile di Trump (45) per aver fatto troppo il furbo.

Anzi è probabilmente grazie a lui che Israele decise che era ora di chiudere la partita con l’Iran e i suoi proxies.

Una bella mattina osservatori israeliani videro divise iraniane al confine con il Golan siriano.

Si era formato un blocco anti Israele formato da Libano, Siria e Iran che poteva risultare letale per lo stato ebraico.

In particolare, erano stati creati molti punti di rifornimento e depositi di armi che avrebbero consentito alle truppe iraniane (oltre a quelle siriane) di sciamare segretamente al confine e ripetere il blitz siriano che quasi annientò Israele nelle prime ore della Guerra del Kippur, il 6 ottobre 1973.

Perché Israele ha un grande problema, anche se dopo quella brutta esperienza e le guerre del Libano qualcosa si è fatto.

La notte, abitando vicino al confine nord, sentivamo spessissimo voli militari che rinforzavano le unità di primo contatto, soprattutto nei momenti di tensione.

Perché Israele per mobilitare la sua forza impiega tempo prezioso.

È un esercito di popolo e per quanto bene organizzato ha bisogno di richiamare i riservisti ed inviarli in zona di combattimento.

Durante il recente periodo di guerra (quella prima di quest’ultima) divenne virale in Israele una canzone della band Hatikva 6 intitolata Giborei Al (Supereroi)

“Quindi l’insegnante di religione presta servizio nel Givati (84ª Brigata di fanteria).
L’insegnante di lingue nei servizi segreti.
Il vicino del piano di sopra lavora nell’edilizia,
ma è già da un mese nelle riserve.
L’avvocato è un “Kambatzit” (responsabile delle operazioni) che lavora a turni nella divisione militare.
Suo fratello, un esperto di alta tecnologia,
ora è un cecchino sui tetti della Striscia.
Il severo direttore di filiale della banca
è sergente in Giudea e Samaria.
Doron, proprietario di un negozio di giocattoli,
ora è comandante di compagnia nel corpo corazzato.
E il nostro amato Amedi, che di solito canta a Cesarea
è un soldato del genio militare che si sta riprendendo coraggiosamente
dopo essere stato ferito nel cuore di Gaza.
Ehi, è vero che tutti sembrano normali, ma
siamo una nazione di supereroi.
In ognuno di noi c’è sempre un soldato nascosto,
pronto a salvare il mondo.
L’autista di autobus della “Dan”,
quello che è sempre puntuale,
ora è il comandante di una batteria di artiglieria nel sud, vicino a Nir Am.
C’è uno studente del Technion,
nel bel mezzo della sua laurea triennale,
che è capitano della 91ª divisione nella Galil,
di stanza già da un mese al confine settentrionale.
C’è una modella che è anche paramedico.
C’è un elettricista che è anche tiratore MAG (mitragliatrice).
C’è Yoni, un sassofonista di talento,
che è prima di tutto un guerriero nella Sayeret Matkal (forze speciali).
Tutti hanno un armadio nascosto
o una grande scatola attrezzata.
Ha una serie di uniformi o un equipaggiamento di riserva, sempre pronto all’azione.
Ehi, è vero che qui tutti sembrano normali, ma
siamo una nazione di supereroi …
E non importa se siamo nel bel mezzo della vita quotidiana
o nel bel mezzo di una partita di calcio,
tutti lasceranno tutto in un secondo se la bandiera li chiama.
Questo non è un universo parallelo,
non è una realtà “Marvel”.
Questa è la nostra storia, la nazione di Israele.”

Avrete compreso che mobilitare un esercito siffatto sia un incubo anche per il super organizzato Israele.

Avrete anche compreso il costo sociale della mobilitazione e anche la difficoltà di dipingere un esercito di popolo, di gente normalissima, come un branco di lupi assetati di sangue.

I lupi ci sono in tutti gli eserciti, certo, e ci saranno anche nell’IDF chi può negarlo, ma dentro Hamas non ci sono lupi, solo iene.

Eppure, queste iene terroriste sono divenute degli eroi per un gran numero di dementi occidentali che meriterebbero solo di finire in risaia, luogo dove li manderebbero i loro amici comunisti cinesi, come fanno agli str…i rompico….ni che cercano di demolire la società, spesso perché pagati dagli amici e sodali della Famiglia.

Qualche anno a lavorare duro nei campi e si guarisce.

Perbacco, si può anche diventare Presidente come è accaduto a Xi.

Figuriamoci cosa farebbero in Cina a dei terroristi come quelli di Hamas.

Sabato è scattato l’attacco.

Al Festival di Sanremo si vergognavano un po’ a far baldoria con il match tra USA/Israele vs. Iran in corso.

Non ce l’ho con loro. Sanremo incarna l’italiano medio.

Nota bene, del contemporaneo scannamento tra talebani e i pakistani non fregava un cassio a nessuno, quelli mica sono esseri umani.

Non fraintendetemi ai sanremini non fregherebbe un cassio anche di questo conflitto, ma mica si preoccupano per ragioni umanitarie.

Primo, l’Iran dei mullah è un beniamino dei sinistri e i sanremoti sono praticamente tutti filorossi (anticamente filorussi) e comunque anti-trumpisti come la maggioranza degli italici scemi, quelli che ritengono che Trump sia un dittatore pazzo senza freni.

Secondo, forse gli si stringono le chiappette ricche e belle.

Gli eroi del regime iraniano, con logica impeccabile, stanno sparando su tutto e su tutti. Ebrei, musulmani sunniti e non (sparano anche sui fratelli sciiti come in Kuwait), occidentali, turisti, bagnanti, hotels di lusso, aeroporti.

Nulla sfugge ai prodi mullah.

Sparano anche sull’area di Gerusalemme e ciò è strano per dei mussulmani.

Metti che gli scappa un missile sulla Spianata delle Moschee …

Forse è per questo che gran parte dell’Islam non li sopporta e li considera eretici.

Tornando a noi, gli eroi sanremati (in testa) forse hanno paura di essere toccati personalmente in qualche guisa.

Vacanze alle Maldive impossibili, Deliveroo che non arriva, la filippina che deve tornare di fretta al suo paese, delle vere tragedie.

Sai tu quanti pericoli può portare la guerraccia di Trump e degli sporchi ebrei ad un bravo artista italiota di sinistra?

Così a Sanremo hanno scelto la linea dura.

In apertura dell’ultima serata hanno fatto la faccia seria, la bocca a culo di gallina e hanno detto con voce fermissima “guella blutta, guella cacca” e hanno subito ricominciato a fare le loro cosucce, dopo aver salvato il mondo.

Io non me la prendo con i poveri artisti; in questa epoca usa così.

L’impegno sociale è una buffonata: dici qualche frasuccia di circostanza, butti un like, rilanci un post e così nella tua mente bacata hai cambiato le cose.

E se non cambiano, piangi e sbatti i piedini come un bambino di tre anni.

Ma in questa faccenda c’è un aspetto che è veramente incomprensibile, l’accusa a Trump e a Israele di aver violato il diritto internazionale. In che senso?

Anche sulle nostre pagine ho letto fantasticherie sull’eticità o meno della guerra preventiva. Ma siamo in Italia e gli italioti non ci devono sorprendere.

Tornando a noi, i russo-cinesi si stanno impegnando a sostenere questa tesi; il che è giusto in quanto trattasi di due stati espertissimi della materia.

Bravi! Facciamo una bella tavola rotonda su Cecenia, Ucraina, sulle isole artificiali nel Mar Cinese meridionale, sugli Uiguri e sui due giganteschi impianti a doppio uso (civile e militare) costruiti ai due lati del Canale di Panama etc.

Ai russo-cinesi, si è aggiunto il prode Landini.

Landini, rispetto al conflitto, è posizionato allo stesso livello dei sanrimossi.

Pochissimo ne sa e pochissimo c’entra.

La CGIL, onnipotente nei bei tempi che furono, è ormai solo la piattaforma di lancio della carriera di questo strano personaggio.

Al loro apice i sindacati italiani, in un episodio rimasto famoso nella storia dell’economia, cambiarono anche la matematica, il linguaggio di D-o.

Sostennero che il costo del lavoro fosse ininfluente ai fini della redditività dell’Impresa, guadagnandosi così note sarcastiche in molti manuali di economia anglosassoni.

Non vi stupite. Quando fallì la prima cooperativa in Romagna, oltre alle bandiere a lutto, ci fu vero sgomento.

Le cooperative, non avendo “padroni” non potevano fallire in alcun modo, secondo i Landini dell’epoca.

Ecco che il Landini contemporaneo ha coronato le già bislacche dichiarazioni del trio Lescano con una perla delle sue:  “Respingiamo l’attacco unilaterale degli Usa e di Israele poiché rappresenta l’ennesima grave violazione del diritto internazionale …”

Né con lo stato, né con le BR, una vecchia canzone della sinistra italiana.

Di fronte a questi personaggi si rimane a bocca aperta e torna in mente il classico ci fai o c6?

Speriamo che ci faccia, perché sarebbe meno grave.

Landini, come fai a mettere nella stessa frase l’Iran e il diritto internazionale?

L’Iran dei mullah con il diritto internazionale ci si pulisce il sedere dal 4 novembre 1979.

Il diritto internazionale per un paese come l’Iran è inammissibile.

C’è la comunità dei credenti, la Umma e ciò che sta fuori è la casa della guerra.

Cristiani ed ebrei sono tollerati unicamente in uno stato di inferiorità chiamato dhimmitudine. Gli altri li ammazzano.

Si partecipa alle istituzioni internazionali per necessità di non rimanere esclusi e per prendere per il sedere i fessi occidentali, come insegna la Sharia.

Si chiama taqiyya. E nella tradizione giudaico-cristiana un tale concetto non c’è.

Anzi c’è Pietro che, mentendo, rinnega Gesù. Una cosa brutta.

Leggi Wikipedia:

“Il termine taqiyya, nella tradizione islamica, soprattutto in quella sciita, indica la liceità di nascondere o addirittura rinnegare esteriormente la fede, di dissimulare l’adesione a un gruppo religioso, e di non praticare i riti obbligatori previsti dalla religione islamica, al fine di sottrarsi a una persecuzione o a un pericolo grave e imminente contro sé stessi, causato dalla manifestazione esteriore della propria fede islamica, o, in altri casi, di fingere amicizia e/o di invadere o prendere possesso di Paesi, comunità e istituzioni più facilmente allo scopo di proselitismo e persino di imporre la legge islamica della Sharia.”

Un occidente ancora bloccato dalle dinamiche coi macellai comunisti del Patto di Varsavia non ebbe le palle di rimandare l’Iran all’età della pietra.

E fece malissimo.

Ora come ci dobbiamo comportare con quattro scioccherelli yemeniti che giocano con i missili ipersonici (forniti dall’Iran) e che minacciano addirittura di bloccare rotte vitali per il commercio mondiale?

Qui mi duole dare ragione a Netanyahu, ormai è una questione esistenziale.

Mi spiego meglio animucce belle, non è più un problema di chi ha ragione (questione etica, sempre molto opinabile), è diventato un problema pragmatico; bisogna insegnare agli stati come l’Iran che ci sono conseguenza al di là delle fermissime condannissime ricche di paroloni roboanti, seguite dalla completa inattività.

Mi riferisco a tutta la fuffa che sentiamo continuamente uscire dalla bocca di questa banda di politicanti che ancora ammorba l’Occidente: lo sdegno, la ferma condanna, il respingere la provocazione, il riaffermare fermamente i valori della nostra civiltà, etc.

Quante tragedie di Gaza volete che accadano ancora?

Quante Coree del Nord volete che esistano?

E quando questi mullah agli Yemeniti ribelli oltre ai lanciatori forniranno anche le testate nucleari che faremo?

Ci toccherà vetrificare a botte di atomica alcune parti del pianeta per evitare guai ancora peggiori?

Per recuperare un po’ di spazio vitale dobbiamo cancellare il regime dei mullah.

Quello cui Obama, l’eroe dei co..ni, restituì miliardi di dollari sotto sequestro, immediatamente utilizzati dai mullah per comprare armi moderne.

Dopo il fallimento della Società delle Nazioni, è arrivato anche quello dell’ONU.

La signora Albanese è il miglior simbolo di questa situazione.

Le sue posizioni sono scandalose e non si riesce neppure ad ottenerne la rimozione.

L’ONU non è più in grado di risolvere i conflitti gerarchici nel mondo, quelli che sorgono dalla legge del più forte, malamente coperta dalla foglia di fico rappresentata dalle organizzazioni internazionali.

Ci sono potenze di livello globale: Cina, Russia, Usa, Europa … no scherzo, l’Europa è un nano politico e militare.

Ci sono altri paesi importanti come India, Giappone, Brasile, Arabia Saudita, Indonesia, Corea del Sud, Pakistan, Turchia, Egitto e, forse, anche l’Iran.

Ma l’Iran dei mullah non può minacciare una potenza regionale dotata di armi nucleari (Israele), le monarchie della regione quali l’Arabia Saudita e gli Emirati,  plus la superpotenza USA per 47 anni senza farsi, prima o poi, spianare a colpi di bombe.

Ricorderete gli scontri alla Mecca con decine e decine di pellegrini iraniani morti e il conflitto arabo-yemenita durato anni e anni.

Ieri si è riunito d’urgenza il Consiglio di Sicurezza dell’ONU su richiesta russa e cinese. L’ambasciatore israeliano ha domandato più volte alla controparte iraniana fissandola dritta negli occhi se fosse vero che da 47 anni in Iran si urla quasi quotidianamente nelle strade, in parlamento e negli uffici pubblici, dalle pagine dei giornali, alla TV “Morte a Israele” e “Morte agli USA;”

Si bruciano le bandiere di questi due paesi perfino sedi istituzionali.

Si minacciano continuamente di morte le maggiori figure politiche di questi due paesi.

Come dite? Non bisognava prenderli sul serio? Era solo folklore?

Se la pensate così siete un tantino razzistelli e pure sinistrorsi.

L’Iran possiede una cultura antica e complessa.

Sono maggiorenni e vaccinati, fanno parte dell’ONU e di tutto il resto.

Fanno sul serio. Finanziano Hamas, Hezbollah, gli Houti.

Quindi, caro Landini, che parli di grave violazione del diritto internazionale pur non avendolo studiato, dopo mezzo secolo di minacce di genocidio e di guerra ibrida by proxies da parte dell’Iran, a cosa ti riferisci?

Il regime dei mullah esordì  effettuando la peggiore violazione del diritto internazionale di tutti i tempi, rapendo decine di diplomatici americani.

Ha devastato il Libano e fomentato la divisione dello Yemen.

Cercavano lo scontro e l’hanno avuto. Punto.

Anzi, vorrei lodare la mitezza di Trump e di Israele che hanno cercato di evitare il più possibile di fare vittime civili, al contrario dei mullah che hanno attaccato molte zone residenziali.

Ma non è facile, come potrebbero testimoniare le povere ragazze morte nella scuola bombardata in Iran.

Ho letto in alcuni canali filorussi, antisemiti e perciò filoiraniani, che gli attaccanti lo avrebbero fatto apposta. Ma perché?  Vogliono che il popolo si ribelli contro il regime, perché alienarselo …

Sono gli stessi canali dove un paio di giorni fa ho letto commenti a notizie che riguardavano Israele di questo tenore: “Sporchi bacarozzi deicidi,” rivolti agli ebrei. Sono tanti i commenti così tutti i giorni e vanno avanti da anni sui social.

Sì, si possono scrivere impunemente queste cose nell’Italia del 2026, senza che i “magggistrati del no”, applicando finalmente le leggi contro l’antisemitismo,  mandino i carabinieri ad arrestare questa feccia.

Per onestà bisogna ammettere che, con la crisi, le autorità hanno blindato ancora di più il ghetto di Roma: presto ogni cittadino italiano di fede ebraica avrà due poliziotti che lo scortano.

Tutto normale no?

Potremmo fare meglio, potremmo costruire dei bei comprensori blindati, così gli ebrei li proteggiamo più efficacemente. Magari li possiamo chiamare “ghetti.”

Certo ci sarebbero altre strade, ma in Europa se la fanno tutti sotto ad intraprenderle.

Pensate a cosa è successo in Messico dopo la morte del Boss del CJNG.

Uno scherzo rispetto a quello che potrebbe comportare una rivolta islamica in Europa.

Cari amici, la verità è una sola e la disse Oriana Fallaci.

Cari amici, avete dimenticato la lezione di Henry Pirenne, un belga assai intelligente.

Cari amici, gli europeenses, gli europei, nascono fermando l’Islam a Poitiers.

Il grido di allarme di Oriana, ignorato in modo criminale, è stato confermato da fatti che rendono oggettiva la nostra percezione del fenomeno, quali i rapporti preoccupati dei vertici del controspionaggio francese o i disperati tentativi britannici di coprire le malefatte delle comunità pakistane e non solo pakistane per evitare di innescare la reazione popolare.

Per non parlare del mio “adorato” Belgio, vascello di ogni nequizia, nel quale la questione relativa all’immigrazione islamica non è più correggibile, come ho scritto in precedenza.

SPARITO IL BELGIO DALLA CARTA D’EUROPA

L’integrazione di molti islamici nel sistema Europa è sostanzialmente fallita.

Siamo noi che ci stiamo integrando in un sistema islamico.

Una sinistra in grave affanno e priva di ogni scrupolo morale (e di amor patrio) sta sposando le cause peggiori al solo scopo di raccattare qualche voto in più e di contrastare il governo costi quel che costi.

La soluzione a questo problema (islamismo + sinistra immorale) allo stato attuale non esiste. Punto.

La partita è globale, c’è un Islam che gioca palla con l’Occidente (e si prende i missili) e uno che gioca al massacro totale (e si prende i missili).

Speriamo che io me la cavo (e anche voi amici lettori).

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