di Alessandro Roazzi
Nell’anno dello anniversario di Giacomo Matteotti, riformista e combattente per la liberta’’ autentico e coraggioso, a cento anni dalla sua uccisione da parte dei fascisti, il Pd mette sulla sua tessera… Berlinguer, certamente politico degno di rispetto (ricordo il comportamento di Pertini quando mori’) ma anche autentico comunista prima ancora che essere altro, a partire dai suoi moniti sulla corruzione.
Se fosse quest’ultimo il motivo di quella scelta sarebbe davvero un segno di grande ipocrisia. Inoltre aver spostato il ritratto di Berlinguer dal PCI dove legittimamente era al Pd dimostra solo chiusura e forse un po’ di disprezzo verso le altre culture politiche che pure potrebbero far parte di un disegno politico riformatore.
Perché non Matteotti? Semplice il Pd è derivazione del post comunismo ed ora se lo ricorda, evitando però di riportare alla mente anche le scelte compiute negli ultimi 30 anni, compresa la sudditanza al capitalismo finanziario, che non è detto sarebbero state approvate dallo stesso Berlinguer, del quale manca semmai una rilettura storica e politica di cui avrebbe diritto.
Ed ancora: Matteotti è socialista ed evidentemente nel Pd c’è ancora la paura di sbattere contro una reazione antisocialista che però andrebbe semmai smitizzata, non mantenuta. I cattolici nel Pd ovviamente tacciono, non andranno oltre il mugugno, gli eredi della cultura laica pure. Eresia pensare che avrebbero dovuto almeno chiedere un confronto prima della tessera.
Intendiamoci quel volto su una tessera esprime grande dignità ma il messaggio politico e culturale e’ deprimente perché non può suscitare solo impressione di mediocrità ma anche di furbizia di bassa lega che certamente non eleva la qualità’ della democrazia. Obiettivo di tanti socialisti e comunisti del passato, compreso Enrico Berlinguer.




