Home Opinioni MATTEOTTI DIMENTICATO, ANCHE DA CHI DOVREBBE RICORDARLO SEMPRE

MATTEOTTI DIMENTICATO, ANCHE DA CHI DOVREBBE RICORDARLO SEMPRE

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di Alessandro Roazzi

Il povero Matteotti è stato una vittima nel centenario più infelice. Il Governo guarda altrove, la sinistra lo celebra polemizzando con il cripto-fascismo della destra.

Ai giovani non si danno, tranne rare eccezioni, nemmeno gli strumenti conoscitivi essenziali.

Eppure, basterebbe mettere in evidenza due elementi per capire la importanza del socialista Matteotti.

Dopo la occupazione delle fabbriche il riformismo sindacale socialista ottenne, pur bersagliato dal massimalismo, risultati notevoli come la riduzione degli orari, forme di partecipazione, incrementi salariali.

Dopo l’uccisione di Matteotti e la svolta dittatoriale di Mussolini questi provvedimenti “ritardati” da Giolitti furono rimossi completamente. Come è noto bisognerà attendere la fine degli anni ‘60 per tornare a parlare ed ottenere le 40 ore.

Quelle conquiste confiscate dal fascismo imperante, frutto dell’azione dei riformisti socialisti compreso un certo Bruno Buozzi, altro dimenticato perfino dalla Fiom di cui era segretario e come tale aveva strappato quei cambiamenti nella condizione di lavoro, furono eclissate definitivamente dopo l’assassinio di Matteotti, perché il leader socialista era come riformista considerato il più pericoloso dal regime liberticida, che attaccò di conseguenza diritti fondamentali del mondo del lavoro.

Ma nessuna forza politica retoricamente antifascista sembra averlo notato. Peccato!

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