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Malessere dei giovani o malessere della società?

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Malessere dei giovani o malessere della società?

Il rischio di pensare che una minoranza para malavitosa rappresenti tutti i giovani

Stamane una ‘filosofa’ parlava dei giovani ‘ignorati e resi invisibili’ e tanti ‘hanno la sensazione che il mondo non sia fatto per loro’.
Comincio a pensare che il malessere ce l’abbiano gli adulti che si avvitano su queste riflessioni.

I giovani oggi hanno possibilità e strumenti che nemmeno si immaginavano nel passato e il mondo è sempre stato quello che era e che è senza che una qualche divinità si preoccupasse di ‘farlo a immagine e somiglianza dei giovani’.

Tutto questo compatimento, che parte dal Presidente della Repubblica e si diffonde in una lagna generale su tutti i media, è un’offesa per i tantissimi giovani che si impegnano a costruire la loro vita.

Peggio ancora: tutta questa commiserazione si rivolge a giovani che inseguono modelli di vita sbagliati. Sono minoranze molto sopravvalutate e amplificate. Si dice che sono ghettizzati.

In realtà, è la loro cultura ‘para malavitosa’ che li infila in un ghetto. Si possono recuperare? Qualcuno sì, ma non possono essere loro a rappresentare la questione giovanile.

La delinquenza nasce col mondo e solo noi ci illudiamo che tutti si possano salvare.

Invece di commiserazione e contrizione i giovani hanno bisogno di una guida e di strumenti di formazione, senza dimenticare il rigore e la coerenza.

Ad esempio, le occupazioni delle scuole sono altamente diseducative perché distruggono l’autorità dell’istituzione scolastica, ridotta a parco giochi di adolescenti che non possono essere di guida a loro stessi, con docenti che dovrebbero trasmettere conoscenza ma che, sovente, vengono sbeffeggiati, minacciati e spesso aggrediti.

Che esempio si può dare a un giovane che tutto deve imparare se lo si mette in cattedra? È ovvio che alcuni diano libero sfogo a qualunque impulso e, quindi, facciano danni.

Fanno lo stesso i razziatori di Milano che sperimentano come si possa diventare facilmente padroni del campo nel centro della più importante città italiana.

La repressione non basta? No la repressione non c’è proprio.

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