L’avvelenamento delle piazze virtuali, per generare ulteriori tensioni in vista delle elezioni in Francia e Italia
Non sono più (quasi) solo a dirlo. L’Europa accende un faro sulle menzogne in giro sulla rete. I social come strumento di “guerra ibrida” condotta con social network e piattaforme.
Che lo dica Crosetto è subito oggetto di risatine. Ma se lo dicono anche un po’ di stampa internazionale, a cominciare dal Financial Times, e capi di Stato come Macron la risatina dovrebbe restare in gola a molti.
Di più non mi aspetto: inutile sperare che capiscano.
Notizie di eventi reali attribuiti a persone o gruppi estranei a quei comportamenti. Fatti presentati in modo distorto. Video fake generati con l’intelligenza artificiale.
Le «interferenze on line» e le «campagne di disinformazione» sulle immagini social del caos: un avvelenamento delle piazze virtuali, con l’obiettivo di generare ulteriori tensioni.
È da annotare qual è l’elemento che accomuna queste vicende: le elezioni.
Francia e Italia sono a un momento di svolta. Non c’è terreno politico che non sia diventato anche arena gladiatoria: la politica economica interna con tutte le sue sfaccettature così come la politica estera.
Ecco perché queste menzogne sono doppiamente odiose: perché, gli snodi che si affrontano – malissimo e irresponsabilmente – definiranno futuri anche non immediati.
Così è per la politica interna dove il convitato di pietra è lo sviluppo del welfare – quale, su quale aggregato, in quale forma, a quale prezzo – ma ancor più sulla politica internazionale: perché tra le scelte politiche che questi due Paesi sono chiamati a fare – e di fatto seminano il terreno per possibili nuove consultazioni in Germania e in Inghilterra – vi è l’Europa e il suo ruolo.
E questo interessa Putin non meno di Trump e di Netanyahu, questi due alla prese con tornate elettorali. Qualcosa cioè che aiuta ad inquinare l’area se si vuol credere alle interferenza straniere.
Ma, qui in Italia, al nostro interno, la carne da cuocere abbonda di suo, anche senza “contributi” dall’estero.
L’elenco di menzogne o di “imprecisioni” o di piccole amnesie, o di trattamento distorto dei dati che viaggia sui social – ma anche su parte della stampa e della TV – è lunghissimo.
Da scoraggiare chi voglia cercare di fornire informazioni diverse, quanto meno per consentire un confronto ed un ragionamento tra alternative.
È qualcosa letteralmente deflagrata con le manifestazioni di questi giorni: quelle giovanili e quelle del caro benzina. Preparano un confronto elettorale falsato, chiunque vinca. Tagliano le gambe a quel poco di futuro che è possibile prevedere.
Ho spesso parlato di metodi di manipolazioni e propaganda che richiamano le teorie di Goebbels: confermo che le vedo in atto.
Dal “nemico unico” alla “verosimiglianza” alla “volgarizzazione”.
Spero ci si fermi a questo, ma dispero.





