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MELONI MAGGIORANZA COESA, NESSUN RIMPASTO IN VISTA

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Dai temi sull’ambiente, il nodo da sciogliere sul fotovoltaico all’interno del dl Agricoltura, all’energia tra nucleare e rinnovabili, passando per i quesiti più strettamente economici come il Superbonus.

Sono alcuni degli argomenti emersi, a un mese dalle elezioni europee che coinvolgerà i cittadini dei Paesi membri l’8 e il 9 giugno, nell’ambito del convegno organizzato dal giornale “La Verità” a Milano.

E ancora, sul fronte politico, l’equilibrio di una maggioranza che, ha spiegato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è coesa, “non prevedo rimpasti di governo” o “fibrillazioni”.

Anche sulla riforma del premierato la premier ha auspicato “che si possano costruire delle convergenze, se non dovessero arrivare, comunque credo sia una riforma necessaria” evidenziando che “non è un referendum su di me”.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in merito ai temi sull’ambiente ha sottolineato che “noi non mettiamo in discussione gli obiettivi al 2050, che sono accordi internazionali e ci rendiamo conto che è un percorso da fare, di sviluppo delle nostre economie, ma certamente tutto va calato realisticamente sulle nostre condizioni”. Il tema “è quello di essere realistici rispetto alle condizioni del nostro Paese” ha evidenziato. Sui freni al fotovoltaico sulle aree agricole produttive del decreto legge Agricoltura, “noi, certamente, dobbiamo definire un meccanismo con le Regioni, devono essere definite le aree idonee per il fotovoltaico – ha spiegato Pichetto -. È chiaro poi che l’utilizzo dei terreni per il fotovoltaico non è più un utilizzo agricolo, un utilizzo agricolo è quello per l’agrivoltaico”. E poi, sul nucleare “sto andando avanti, sto lavorando anche al quadro giuridico, ma dobbiamo poi avere il consenso degli italiani, è una democrazia. Non vorrei nemmeno dei contraccolpi rispetto all’azione. Noi andiamo avanti in modo deciso. Il mondo nucleare non sono più le centrali di prima. Dobbiamo arrivare a avere un’autosufficienza energetica” e il nucleare “rappresenta un vantaggio-Paese” ha osservato il ministro della sicurezza energetica.

Questa è un’Europa che “deve concentrarsi di più sui grandi temi dello sviluppo, della capacità di affermazione dei suoi prodotti” ha sottolineato il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida. “Abbiamo una concorrenza importante da Est e Ovest del nostro continente e dobbiamo sviluppare, in un’alleanza virtuosa a Sud, con l’Africa, una sicurezza alimentare che tenga conto dell’elemento della qualità che ci garantisce la nostra libertà, ma anche la soluzione di problemi come quello delle immigrazioni di massa dovute a criticità di natura economica” ha continuato il ministro. Per quanto riguarda la catena della distruzione “abbiamo inserito regole molto chiare e anche un sostegno economico per farle funzionare oltre ad aumentare esponenzialmente i controlli. Dobbiamo convincere le altre nazioni europee ad avere altrettanta rigidità contro la concorrenza sleale” ha aggiunto il ministro.

Passando invece al decreto legge Agricoltura Lollobrigida ha ricordato che “noi abbiamo in campo alcune norme. Anche sulla querelle del Quirinale, tante chiacchiere” ha replicato intervenendo sull’interlocuzione tra il Quirinale e i consigli del presidente Mattarella, che “non sono solo graditi ma sono auspicati dal governo. Riuscire a ragionare sempre e ad affinare sempre anche la comunicazione delle norme, perché siano più intelligibili e chiare è utilissimo”. Sul fronte politico nazionale “non mi risulta che ci siano attriti praticamente su niente, credo che sia il governo più coeso della storia della Repubblica. Non abbiamo mai avuto modo di litigare e, soprattutto, sugli atti concludenti votiamo sempre all’unisono. Leggo più risse sui giornali che motivi di contenziosi nei fatti” ha ribadito a chi gli ha chiesto in merito all’ipotesi di scontro all’interno del governo dovuto al botta e risposta netto tra Giorgetti e Forza Italia sul superbonus. Sul filone di una coalizione che non ha subito contraccolpi in seguito alle discussioni sul superbonus è d’accordo il ministro del turismo, Daniela Santanchè, per cui “questa coalizione è molto coesa, abituata a governare in molte Regioni e in molti Comuni, per cui la sintesi si trova sempre”. Il problema del superbonus, secondo il ministro, “è un problema, visto i costi che pagano tutti i cittadini italiani, alla faccia che doveva essere gratis” ha aggiunto.

La seconda parte della giornata è stata aperta dall’intervista in videocollegamento al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Tra i punti toccati quello del Suberbonus che, secondo il ministro “è una “misura eccezionale per tempi eccezionali e da questo tipo di droga economica bisogna uscire. Quindi, io spero che si metta veramente un punto definitivo ed è giusto e anche mio dovere come ministro dell’Economia e delle finanze mettere in chiaro la situazione”. L’altro tema toccato, è stato quello della spesa discrezionale “cioè quella per cui non ci sono impegni vincolanti che non si possono disattendere, che è stata ridotta drasticamente”. Lo scorso anno, ha ricordato Giorgetti, “abbiamo tagliato circa tre miliardi dai ministeri agli enti collegati”. Per quanto riguarda i tassi “sono convinto che debbano scendere e scenderanno perché questa è la logica e la realtà, abbiamo un’inflazione che cuba ormai attorno al 2,5 per cento, se si vuole arrivare alla recessione, non dico all’inflazione ma al deprezzamento, non credo che sia uno scenario realistico né per noi né per la Bce”. Infine, sulla palstic tax “nel maxi-emendamento “c’è lo slittamento al 2026” cosa per cui il ministro “si autoringrazia”.

È seguito poi l’intervento in videocollegamento del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha sottolineato l’esigenza dell’Europa di “tutelare la produzione nazionale anche perché, più gli Stati Uniti investono sull’industria e alzano barriere sui prodotti cinesi più è chiaro che la sovraproduzione cinese si rivolga all’Europa e noi dobbiamo tutelare la nostra produzione”. Sulla questione Stellantis, in merito all’annuncio della vendita di auto elettriche cinesi Leapmotor in Italia da settembre, il ministro Urso ha detto che queste affermazioni di Tavare “confermano le nostre ansie”. È necessario, secondo il ministro, che “in Italia ci sia un ulteriore produttore automobilistico”. In Italia “ce n’è solo uno che tra l’altro intende importare e vendere nella propria rete auto elettriche o comunque auto cinesi”, ha sottolineato. Il ministro è stato poi interpellato sulla situazione dell’Ilva e ha spiegato che “i commissari stanno avviando tutte le opere necessarie per le ripresa produttiva, perché era rimasto un alto forno, l’altoforno 4, e basta attivo”. A spostare il focus sulla scuola, il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara, che ha parlato in particolare dell’integrazione, affermando che ci sia un “problema: innanzitutto il distinguere se tu studente che arrivi in Italia parli italiano oppure no. Oltre il 30 per cento di ragazzi stranieri si disperde. È razzista preoccuparsi di questo o forse lo è non fare nulla?”.

A chiudere i lavori l’intervista alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, intervistata da Maurizio Belpietro, ha toccato diversi temi: il confronto con la segretaria del Partito democratico Elly Schlein sulle Europee, l’inchiesta che riguarda il presidente della Regione Liguria Toti e alcuni punti dell’agenda del suo Governo. Non sono mancati i temi di attualità come l’agitazione della Rai l’immigrazione. Sul tema del confronto con la segretaria Dem il presidente del Consiglio ha detto che “mi piace, è il sale della democrazia, particolarmente in campagna elettorale. Penso che sia normale raccontare agli Italiani le proposte dei socialisti e quelle dei conservatori, mettere a confronto quelle ricette e quelle visioni. Quando ero all’opposizione non ricordo che chi era al Governo si confrontasse con me”. La premier ha poi evidenziato che  “mi è stato chiesto tempo fa, e ho detto che ero disponibile, vedremo cosa accadrà: vedo molti movimenti contro questa iniziativa, c’è molta critica, ci sono cose che si stanno muovendo con l’idea che sarebbe meglio non si facesse”.

Anche le polemiche di questi giorni in Rai, sulle cui reti si terrà il confronto moderato da Bruno Vespa, sono state argomento del giorno. Il nervosismo, ha rilevato Meloni, non c’è perché c’è Tele Meloni, ma perché non c’è più Tele Pd”. Secondo l’osservatorio di Pavia, ha spiegato la premier, su Tele Meloni Giorgia Meloni è drammaticamente ultima: siccome voglio un servizio pubblico e non sempre l’ho visto, ho guardato i dati dell’Osservatorio di Pavia e ho guardato proprio il TG1. Giorgia Meloni su Tele Meloni, nei primi 14 mesi di Governo, è stata presente 15 minuti, Mario Draghi nel governo precedente, nei suoi primi 14 mesi è stato presente 19 minuti. Giuseppe Conte nel “Conte 2”, nei suoi primi 14 mesi è stato presente 42 minuti, nel “Conte 1″, 25 minuti, Gentiloni, 28 minuti, Matteo Renzi 37 minuti. La mia domanda è: dove erano le anime belle del pluralismo quando accadeva” tutto questo?. Le polemiche si fanno per avere pluralismo o per continuare a non averlo? Io sono stata all’opposizione per molto tempo e me lo ricordo come andavano le cose, quando la percentuale di fratelli d’Italia veniva artatamente alzata con l’edizione della notte e delle 6 del mattino e, siccome l’ho vissuto, non potrei farlo”.

Il tema dei migranti è stato centrale nell’intervista con Belpietro. Gli accordi con i Paesi del Nordafrica, ha sottolineato la Premier “sono necessari è una delle grandi questioni portati al tavolo della Ue, rivendico moltissimo di aver cambiato l’approccio europeo alla materia migratoria. Quando noi siamo arrivati l’unico dibattito europeo sul tema era la ridistribuzione. Se il dibattito è dove e come ridistribuirli non supereremo mai il problema. Anche perché non mi risulta sia stata redistribuita tutta questa gente a Paesi europeisti come Francia e Germania. Per superare l’immigrazione illegale l’unico modo è cooperare con i Paesi coinvolti”. “Il Piano Mattei per l’Africa risponde a questo concetto – ha continuato la Premier – noi continuiamo a fare il nostro lavoro, anche se alla sinistra non va bene niente: l’accordo con la Tunisia non va bene, quello con l’Egitto non va bene, se fai il decreto Cutro te lo smontano i giudici. Malgrado ciò i risultati arrivano. A oggi gli immigrati irregolari sono diminuiti del 60 per cento”. “Io confido che anche grazie al voto dei cittadini questo problema possa essere superato. Tra gli obiettivi del G7 c’è l’alleanza contro i trafficanti degli esseri umani, bisogna attaccare le reti dei trafficanti e colpirli dove conta”.

Infine, è stato affrontato l’argomento dei numerosi scontri che recentemente hanno visto protagonisti manifestanti pro Pal e forze dell’ordine: “il Governo non usa il manganello, noi siamo state tra le nazioni che non hanno impedito le manifestazioni. Le necessità sono sempre due, mantenere il diritto di manifestare e mantenere la sicurezza”, ha affermato. Prima di ripartire per Roma il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha visitato Christian Di Martino, il vice ispettore di Polizia accoltellato alla stazione di Lambrate lo scorso 9 maggio e ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Niguarda. Meloni è arrivata al nosocomio milanese ed è entrata da un ingresso laterale, per evitare i giornalisti.

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