
Il testo della legge di Bilancio è arrivato alla Camera.
Il provvedimento è stato firmato nella mattinata di ieri dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
La legge di Bilancio, che per la consuetudine dell’alternanza tra i due rami del Parlamento comincerà quest’anno il proprio percorso da Montecitorio, è formata da 144 articoli.
Lo scorso 15 ottobre il Consiglio dei ministri ha varato la legge che dispone interventi con effetti pari, in termini lordi, a circa 30 miliardi nel 2025, più 35 miliardi nel 2026 e oltre 40 miliardi nel 2027.
Secondo quanto emerge dalla bozza della legge di Bilancio, i compensi corrisposti agli organi amministrativi di vertice degli enti e degli organismi individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottarsi entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, nonché degli enti, organismi e fondazioni che ricevono, anche in modo indiretto e sotto qualsiasi forma, contributi a carico della finanza pubblica, la cui nomina è disposta a partire dal primo gennaio 2025 “non possono superare il limite dell’importo annuo corrispondente al 50 per cento del trattamento economico complessivo annuo lordo spettante al primo presidente della Corte di cassazione”.
Tenuto conto del nuovo quadro di regole europee e del contesto economico, negativamente influenzato dall’incertezza globale connessa alla prosecuzione del conflitto russo-ucraino e al peggioramento della crisi in Medio Oriente, le misure contenute nel provvedimento – in linea con l’approccio serio e responsabile dei provvedimenti economici approvati finora dal governo – si concentrano sulla riduzione della pressione fiscale e sul sostegno ai redditi medio-bassi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.
Sono previste, inoltre, risorse per il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione, per il rifinanziamento del fondo sanitario nazionale e per sostenere le famiglie numerose e incentivare la natalità.
Si rendono strutturali gli effetti del taglio del cuneo e l’accorpamento delle aliquote Irpef articolata su tre scaglioni già in vigore nell’anno in corso. Il governo, inoltre, mette da subito le risorse destinate a finanziare le procedure di rinnovo dei contratti del pubblico impiego, con particolare riferimento al triennio 2025-2027. Sul fronte della sanità, sono state incrementate le risorse anche per finanziare il rinnovo dei contratti; in particolare, nel prossimo biennio lo stanziamento è in linea con la crescita del Pil nominale.
Vengono poi confermate e potenziate le misure sui congedi parentali. Introdotta anche una “Carta per i nuovi nati” che riconosce 1000 euro ai genitori entro la soglia Isee di 40 mila euro per far fronte alle numerose prime spese per ogni nuovo nato.
La Manovra rafforza il bonus destinato a sostenere la frequenza di asili nido, anche prevedendo l’esclusione delle somme relative all’assegno unico universale dal computo dell’Isee.
Tra le misure di carattere sociale, la carta “Dedicata a te” è rifinanziata per il 2025 nella misura di 500 milioni. Nel compiuto delle detrazioni si terrà conto del numero dei familiari a carico. Più numerosi i componenti della famiglia, maggiori sono gli spazi per le detrazioni fiscali.
Nel Mezzogiorno si confermano gli incentivi finalizzati all’occupazione dei giovani e delle lavoratrici, che saranno riconosciuti anche ai rapporti di lavoro attivati nel biennio 2026-2027.
Confermati, inoltre, la decontribuzione in favore delle imprese localizzate nella Zes e gli incentivi all’autoimpiego nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione digitale ed ecologica. Oltre alla conferma dei fringe benefits per tutti gli aventi diritto, gli importi vengono maggiorati per i nuovi assunti che accettano di trasferire la residenza di oltre 100 chilometri. Tra le misure fiscali, si conferma, anche per il triennio 2025-2027, la tassazione agevolata al 5 per cento dei premi di produttività erogati dalle aziende ai lavoratori.
Per quanto riguarda le pensioni, sono confermate le misure dello scorso anno e potenziate quelle destinate ai lavoratori pubblici e privati che raggiungono l’età della pensione ma restano a lavoro.
Il disegno di legge di Bilancio stanzia anche risorse per assicurare che, successivamente al termine del Pnrr, l’andamento della spesa per investimenti pubblici sia coerente con i requisiti della nuova governance europea. In particolare, è previsto anche il potenziamento degli investimenti nel settore della difesa. Nella Manovra sono contenute anche misure di revisione ed efficientamento della spesa delle amministrazioni pubbliche. Coperture rilevanti saranno infine garantite dai contributi del settore bancario e assicurativo.
“In Consiglio dei ministri abbiamo varato la legge di Bilancio, un intervento che mette al centro i cittadini, le famiglie e il rilancio della nostra Nazione”, ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Come avevamo promesso- ha aggiunto – non ci saranno nuove tasse per i cittadini. Inoltre, rendiamo strutturale il taglio delle tasse sui lavoratori, e 3,5 miliardi provenienti da banche e assicurazioni saranno destinati alla sanità e ai più fragili per garantire servizi migliori e più vicini alle esigenze di tutti. Con questo governo, l’Italia guarda al futuro con una legge di Bilancio che mette al primo posto il lavoro e il benessere degli italiani”.





