
di Gianvito Caldararo
Marco Bucci ha vinto le elezioni regionali di Liguria. Lascia la carica di sindaco di Genova, per ricoprire quella di governatore della Regione Liguria ovvero di ”Sindaco della Liguria”, come piace a lui definirsi. Ha vinto contro ogni previsione, dal momento che lo davano sconfitto nei confronti del candidato del centro-sinistra, Andrea Orlando. Un candidato definito “pezzo da novanta”, per aver ricoperto per diversi anni la carica di ministro della Repubblica (Giustizia – Lavoro e Ambiente) e per essere uno dei più autorevoli dirigenti del PD, formatosi nelle giovanili del PCI e poi nello stesso PCI, Pds e Ds ed infine nel PD.
Nei sondaggi ad Orlando veniva attribuito un vantaggio di almeno 10 punti. Marco Bucci, ha vinto nonostante la vicenda Toti, l’ex governatore della Liguria arrestato a seguito le lunghe indagini della Procura di Genova. Una vicenda che tutti consideravano ostacolo insuperabile per una eventuale vittoria. Infatti, uno degli argomenti utilizzati dagli esponenti del centro-sinistra era racchiuso nello slogan: ”Marco Bucci continuazione del sistema Toti”.
Contestualmente a tale martellante accusa, veniva pubblicato il libro di Giovanni Toti, ex governatore ligure, dal significativo titolo: “Confesso: ho governato”. Bucci ha vinto contro il velenoso riferimento alla malattia da parte di Nicola Morra, candidato presidente ed ex esponente del M5S, il quale dichiarava: “Bucci come Santelli, è malato e potrebbe non finire il mandato”. Il riferimento era a quanto accaduto a Jole Santelli, candidata presidente della Regione Calabria, nonostante la malattia del cancro.
Giova ricordare che in quella occasione, il magistrato Nicola Gratteri, a proposito della Santelli, disse: “Jole Santelli era persona perbene, in migliaia di intercettazioni mai nulla su di lei”. Anche in quella occasione, Nicola Morra fu aspramente criticato da più parti, facendogli notare che la malattia non può essere un ostacolo alla vita normale e quindi alla vita pubblica e politica. Sostenere che la malattia è motivo di esclusione dalla vita sociale, pubblica e politica è una grave idiozia.
Nonostante quanto accaduto per la Santelli, Morra ha riproposto il problema anche nei confronti di Marco Bucci, anche se poi si è scusato. Bucci ha vinto anche nei confronti della trasmissione di Report di Ranucci, che la domenica 27 ottobre u.s., con le urne ancora aperte, ha portato all’attenzione una dettagliata descrizione del sistema Toti e del relativo sottobosco. Una iniziativa da tutti ritenuta come contributo per agevolare la vittoria di Andrea Orlando.
Invece, Marco Bucci, battendosi come un gladiatore, anche se di misura ha vinto contro ogni previsione. Ha vinto avendo avuto due alleati. Il primo alleato è stato Claudio Scajola, sindaco di Imperia e politico navigato, già ministro con Berlusconi, che nella sua città e nella intera provincia ha vinto in maniera decisiva, contribuendo alla vittoria di Bucci. E Scajola di Bucci ha detto: “Bucci ha vinto, sarà un grande governatore”. Il secondo alleato è stato Giuseppe Conte, leader del M5S, che rompendo pubblicamente con Grillo, qualche giorno prima delle elezioni, ha determinato il flop della lista pentastellata, racimolando appena un 4,6% di consensi e causando il forte astensionismo degli elettori pentastellati.
Conte è certamente lo sconfitto di queste elezioni, avendo subìto un vero tracollo rispetto alle elezioni europee di giugno 2024, dove aveva conseguito un robusto 10,2%. Ma Conte è stato alleato di Bucci, anche per il veto nei confronti di Italia Viva di Renzi, dimenticando che Renzi alle europee 2024 aveva riportato ben 6.000 voti di preferenza nella sola Liguria. Anche in questa circostanza Conte, si è rivelato il personaggio che un autorevole politico della Prima Repubblica, il socialista Claudio Signorile, lo ha definito:”Conte è furbo, ma non ha gli strumenti culturali e programmatici”.
Ora la Elly Schlein, che ha riportato un buon successo per il suo PD, spera che Conte prenda buona nota della lezione del grande leader socialista, Pietro Nenni, il quale affermava: “la politica non si fa con i sentimenti, meno che mai con i risentimenti”. Bucci si è battuto come un gladiatore, con la intelligenza e la determinazione di un manager e la volontà di un militante. Il messaggio della Schlein agli alleati è chiaro e forte: “Riflettete, stop alle polemiche”. Ora lo sguardo è alle prossime elezioni regionali in Umbria ed Emilia-





