
di Adolfo Tasinato
Nei giorni scorsi sono andate in onda nuove puntate della serie “La cultura è mia e la gestisco io” che ha visto protagonisti eminenti giornalisti col cuore ed il portafogli a sinistra nel ruolo di inquisitori, ovviamente colti, perché come noto quelli col cuore a sinistra sono colti per default.
Solo qualche mese fa l’Italia ha vissuto il piagnisteo mediatico dell’omomonologo di nome Scurati, scrittore pluripremiato, noto al pubblico soprattutto a partire dal romanzo “M.il figlio del secolo” primo volume della quadrilogia sulla vita di Benito Mussolini e del movimento fascista.
Alla fine il suo monologo contro il Presidente del Consiglio, col pretesto della ricorrenza del 25 Aprile, si è tramutato prima in tragedia e poi in operetta, ma il meglio dell’azione propagandistica contro il Partito di maggioranza doveva ancora venire, sempre con la cultura come miccia da accendere all’occorrenza.
Dall’omomonologo alla signorina di Pompei il passo è stato breve, ma attenzione il tema non è stato i ritrovamenti spettacolari e frequenti avvenuti nel famoso parco archeologico durante la gestione Sangiuliano (ma prima i soldi come venivano spesi?) ma attenzione, gli affari privati di Gennaro e Maria Rosaria, la Boccia paladina dell’opposizione.
Una furbetta del quartierino che si è lasciata usare sperando di raccogliere qualcosa? Ma che ora è indagata dalla GdF anche per una presunta truffa immobiliare che la vedrebbe coinvolta.
Ebbene la famosa puntata di Report che doveva occuparsi di presunti scandali legati alla cultura che cosa ha mostrato agli italiani? La testa ferita dell’ex Ministro Sangiuliano, probabilmente ad opera della eroina pompeiana, ad arte pompata dai giornalisti con cuore e tessera a sinistra. Un fatto personale riguardante l’ex Ministro della cultura che mai sarebbe dovuto finire in pasto alla Tv, sopratutto quella denominata Telemeloni. Ma tant’è tutto fa cultura per l’opposizione.
Però si è anche parlato di cultura vera, in particola del Futurismo, perché non sia mai che i giornalisti colti non parlino di cultura. Infatti se ne è parlato per attaccare in modo fazioso ma ancor più ridicolo, il Presidente della Commissione VII della Camera dei Deputati, l’On. Federico Mollicone che tra le competenze ha anche quella della cultura.
Il tema è appunto una grande mostra sul movimento artistico del Futurismo che si terrà nei prossimi mesi a Roma. Apriti cielo, Futurismo ha la stessa iniziale di Fascismo, non sia mai che si spendano soldi per fare una operazione culturale che regali qualche conoscenza al popolo italiano!
Dato che l’autore di questo articolo scritto di getto, non è colto come certa gente sono costretto a riportare fedelmente quanto scritto su Wikipedia: Il Futurismo è stato un movimento letterario, culturale, artistico e musicale italiano dell’inizio del XX secolo, nonché una delle prime avanguardie europee. Ebbe influenza su movimenti affini che si svilupparono in altri paesi d’Europa, in Russia, Francia, negli Stati Uniti d’America e in Asia. I futuristi esplorarono ogni forma di espressione: la pittura, la scultura, la letteratura (poesia), il teatro, la musica, l’architettura, la danza, la fotografia, il cinema e persino la gastronomia. La nascita e fondazione del movimento si devono al poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti che ne espose il Manifesto nell’anno 1909.
Tutto sommato credo che si possa fare una mostra sul Futurismo e se si fa un evento del genere è normale coinvolgere galleristi specializzati sul tema. Ma non sia mai che uno di questi galleristi sia conosciuto anche dal Presidente della Commissione cultura !!! Eh no questo è inaccettabile per Report e per i giornalisti amici dell’opposizione! Viene da chiedersi: ma che ne sanno di una mostra che è ancora sulla carta e che vedrà la luce tra diversi mesi? Il “giornalismo” alla Report tocca il suo apice quando per mettere in croce anche il neo Ministro Giuli viene chiesto all’On. Mollicone se per caso aspira a diventare Ministro della cultura. Ma vi immaginate l’On. Mollicone che in diretta Tv annuncia di voler diventare a tutti i costi Ministro e quindi dopo Sangiuliano vuole fare fuori pure Giuli????
Ovviamente mai accadrebbe ciò, pertanto è evidente che certe domande vengono fatte solo per spargere illazioni e dubbi e danneggiare chi viene intervistato. Questo il vero obiettivo di tale giornalismo fazioso che ha preso di mira una persona da sempre attiva per diffondere cultura a tutti i livelli e che ha, come principio fondamentale, quello che la cultura è patrimonio di tutti. Ma credo che anche questo dia fastidio a qualcuno.
Altro protagonista della mostra virtuale dal titolo “la cultura è mia e la gestisco io” organizzata da certi media radical chic, è il neo Ministro Alessandro Giuli. Allora il buon Giuli avrebbe una colpa, parla in modo troppo sofisticato, soprattutto nell’era dell’ignoranza social e della demenza digitale, quindi questo non va bene, perché non si può mica perdere tempo a ragionare e riflettere, anche perché si correrebbe il rischio di capire che i radical chic hanno a cuore tutto meno che la sorte del popolo.
A parte ciò Giuli ha un’altra colpa gravissima, ha nominato Capo di Gabinetto una persona dichiaratamente gay. Ma come ???? La sinistra che fa della teoria Gender una sua bandiera fa di tutto per far dimettere il collaboratore del Ministro e poi accusa la Destra di essere omofoba ??? Qui siamo passati dall’omomonologo all’omofobia di comodo, insomma un minestrone che lo chef Ranucci ha servito insipido e scotto come fatto notare anche da commentatori autorevoli e non di parte.
Ma piuttosto non sarà che a sinistra, a proposito di cultura, si sono straniti per i tagli al Cinema fatti da Sangiuliano e confermati da Giuli? Perché quel settore (e non solo quello) è popolato da molti amici della sinistra che magari hanno trovato lavoro realizzando film con i soldi pubblici che alla fine hanno totalizzato ben 29 spettatori in tutta Italia….Insomma più che una nomination all’Oscar vedo bene una citazione alla Festa dell’Unità.
E’ noto che la sinistra italiana ha sempre ritenuto la cultura un suo orticello ben innaffiato da coltivare a suo uso e consumo. Utile per diffondere idee politiche ed ideologie ma anche per coltivare il consenso grazie a finanziamenti e altre concessioni. Ora il vento è cambiato e vediamo un altro film che a qualcuno non piace e allora vai con le inchieste, i dossieraggi, i gossip, le signorine di Pompei e il giornalismo da negozio di parrucchiere per signora (mi si perdoni l’assenza dell’asterisco gender fluid) o meglio, citando l’On. Mollicone, del giornalismo “di mio cuggino”, si con due G come Giudici&Giornalisti.





