Misteri e miti d’ogni epoca e latitudine hanno ardentemente bramato il vivificante colloquio con lo Spirito del Signore e il conseguente soffio di vita com’era all’origine. Le ossessioni della gnosi spuria e la follia antropocentrica li hanno negati, sprofondandoci nell’ossessione e nella corruzione.
L’invocazione più sublime della storia è incarnata e racchiusa “nel Verbo vita e luce degli uomini” (Giov. 1. 4). Se questa drammatica alternativa ha sempre insidiato e tormentato l’Umanità, ora ha raggiunto il punto di rottura e d’incandescenza che odora di catarsi apocalittica. Gli opposti segni, nel Cosmo: “la Donna rivestita di sole, e il gran Dragone, dal colore del fuoco, con sette teste e dieci corna” (Apoc. XII. 1-3), e nella storia: “Porrò inimicizia tra te, Serpente, e la Donna, tra il seme tuo e il seme di lei” (Gen. III. 15) sono oggi di un’estrema evidenza.
Per salvarci dobbiamo seguire la “Vittoriosa” che “schiaccerà il capo di Lucifero insidiante il suo calcagno” ( Gen. III. 15), anche a costo dell’estremo sacrificio. Senza l’integrità sapienziale della Madre Celeste verranno le tenebre di assurde ossessioni deicide; Lei ha la possibilità di vestire queste nostre misere carni e, soprattutto, di donare il Genio di figli di Dio (l’Avir, incorruttibile e pura sostanza primordiale), in tempi in cui le parole possono diventare bestemmie, le azione possono prefigurare oscenità e superbia.
Cosa vedono i miei occhi stanchi se non fiumane draconiane, stordimenti delle menti, blasfemie e attacchi folli all’ordine cosmico. Per non disperarmi ricerco il riverbero di Dio e Lo lodo per averci fatto conoscere la Madre Celeste, somma sapienza d’amore.
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