
di Max Del Papa*
A Praia a Mare, nel Cosentino bizantino, un gruppo di balordi, alcuni minorenni, entra alle 6 di mattino in casa di un disagiato, gli butta tutto per aria, gli fa volare lenzuola e vestiti dalla finestra, lo minacciano e lo percuotono filmando tutto. Comprensibile ma patetica la reazione del sindaco in difesa del poveretto che nel borgo tutti conoscono: “Che ci facevano i vostri figli in giro a quell’ora?”. Ma i genitori potrebbero rispondere, se non l’hanno già fatto: sono i nostri figli e tu attento a come ti muovi. Come fecero, ricordate, quelli dell’altro gruppo che pestava e terrorizzava un disagiato uguale nel Tarantino, il pensionato invalido Cosimo Stano, fino a che non l’hanno ucciso: “Sono i nostri figli e qui non c’è niente, neanche un bar, in qualche modo dovevano passare il tempo”.
Al processo con rito abbreviato l’accusa aveva chiesto il massimo, 20 anni, il collegio ha dato pene tra gli 8 e i 10 ma in galera non ci stanno, gli viene l’ansia e li spediscono subito dai preti sociali che cristianamente si litigano la feccia perché ci prendono le sovvenzioni. Anche il boss dei cento omicidi, il ferocissimo Matteo Messina Denaro è incompatibile con la galera e l’hanno trasferito nell’ospedale de l’Aquila dove può fare il comodo suo.
Non c’è più nessun anticorpo sociale, né tra le famiglie, né nella magistratura. Tutto un fatalismo, un a chi tocca tocca, un oramai è andata, anche i balordi che hanno tritato un bambino a Roma, a mo’ di “sfida estrema”, blindati dalle famiglie che hanno offerto una somma ai genitori di Manuel, 5 anni, perché la finissero di rompere i coglioni.
Dite che la faccio lunga, che sono un insopportabile apocalittico? Sì, ma intanto Cosimo è morto, Iris di Rovereto è morta, i miti, i deboli, i diversi continuano a cadere e pare cosa normale e magari attesa. E nessuno paga. È facile dirlo, è qualunquista? Ma non lo è di più fare finta di niente per paura di passare da reazionario o barbogio?
Dopo lo scempio del nigeriano notoriamente pericoloso sulla pensionata che andava dalla madre, hanno scritto: “il vero problema è il caporalato”. Sempre quello scantonare, quel girare intorno, non ci sono più anticorpi neanche nell’informazione. A Milano una ragazzina salita da Pompei, una barista, per poco non faceva la fine della sessantenne Iris di Rovereto, l’ha salvata uno uscito da una vineria con una spranga. E se non fai così, se non ti difendi con la legge della violenza, nel si salvi chi può non ti salvi.
Il ministro di polizia, anziché rassegnare le dimissioni, ha rivolto, non si sa bene a chi, una domanda incredibile: “Che cosa non ha funzionato?”. L’omologo all’ambiente, un anziano che piange per la recita di una cialtrona, ha chiamato un drappello di teppisti con la scusa del clima, li ha ricevuti al ministero e quelli lo hanno sbeffeggiato, lo hanno compatito come si fa coi vecchi strambi.
Poche ore prima dei loro compagni erano riusciti, nell’inspiegabile inettitudine delle guardie municipali, di agenti di polizia, di militari dei carabinieri, a salire fin sull’arco della Galleria Vittorio Emanuele, quanto a dire il centro del centro di Milano, lasciando orrende scritte da cavalcavia. Nessuno ha detto una parola a cominciare dal sindaco che sotto sotto approva, lui vuole impedire le macchine e le frequentazioni dei parchi per paura che le piante malate caschino addosso alla gente.
Che cosa non ha funzionato? No, che cosa funziona ancora. C’è un senso di impunità organico, indelebile, c’è la convinzione che tutto sia possibile e dunque fattibile; e c’è, mi pare, ma forse sono io troppo anziano e insofferente, una totale mancanza delle proporzioni se mi imbatto in ragazzine di quindici, di dodici anni agghindate come le Billie Eilish, le Taylor Swift, Ariana Grande o Lana Del Rey, i modelli della sensualità consumistica e laida che usano oggi.
Bambine ipersessuate fino al parossismo, al richiamo pedofilo ma su questo affari loro e di chi le incontra; ma mi domando: quanto costa la maschera perenne, curatissima, impeccabile, quanto spendono le famiglie per quelle unghie ad artiglio, le acconciature complicate, il trucco supersofisticato, fino ai costumini da bagno da professioniste del sesso, ai vestiti da influencer o da palco, griffati, carissimi? E queste si comportano con la degnazione di chi vive tutto per acquisito e magari per dovuto.
Sarò antiquato io per il mondo Barbie, io uomo del secolo abbondantemente passato, ma mi pare di ricordare che la gioventù era bellezza di per sé, che la freschezza compensava qualsiasi deficit di censo e neppure le più facoltose eccedevano oltre un certo livello di proiezione. La sera a volte esco con mia moglie, portiamo fuori il cane: nei locali più costosi ci sono quasi solo adolescenti, ripassi dopo due ore e sono ancora lì, i giri di alcoolici si susseguono in una roulette impazzita: chi paga? Questo sarebbe il paese che non ce la fa a tirare il mese?
D’accordo, saranno questioni da moralista, bigotto o rincoglionito, ma io vorrei sapere il segreto per fare i soldi con cui mantenere nella riccanza figli normali, di famiglie normali. O questo è diventato un paese che si regge sul malaffare diffuso, nella zona grigia dovepraticamente tutti sono sporchi ma rispettabili?
Vorrei anche capire come si fa a difendere un figlio che ha picchiato o umiliato un disadattato, un debole, uno condannato alla solitudine, come si fa a coprirlo anziché annebbiarlo di sberle e trascinarlo fin dalla vittima a chiedere perdono.
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