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L’ERA DELL’ACQUARIO

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di Massimiliano Bonne

Dal 2025 si entra definitivamente nell’Era dell’Acquario. Questo è un argomento ampiamente dibattuto e ha una portata vasta, perché è il tema su cui si è discusso negli ultimi quaranta/cinquant’anni soprattutto nell’ambito dalla vague New Age. Esaminiamo in dettaglio questo tema. Dal punto di vista astronomico, non potremmo discutere perché tecnicamente non siamo ancora nella costellazione dell’acquario, in quanto l’asse processionale dell’equinozio non è ancora definitivamente uscito dalla costellazione dei pesci.

Quindi, il canale attraverso il quale l’energia della costellazione dell’acquario fluisce è ancora inattivo. Siamo in quella che tecnicamente è chiamata una vacanza, cioè una vacuità tra due costellazioni. La rotazione retrograda dell’asse equinoziale ha superato la fase in cui era attiva principalmente nella canalizzazione dell’energia dei pesci, ma ancora non è in acquario. Da questo punto di vista mancano circa centocinquanta/duecento anni, quindi la definizione non è corretta. Pur tuttavia, esiste nell’astrologia la concezione diffusa per la quale, nel momento in cui si trova alla distanza di circa cinque gradi dall’ingresso in una costellazione, in un segno, si sente già l’effetto dell’energia del campo di forza della costellazione successiva. Questo movimento retrogrado apparente si chiama mutazione ed è quello a cui può fare riferimento questa impostazione teorica della nuova era dell’acquari. Ma solo in questo senso. Cioè, di tendenza, di presentimento di un’energia che ha la sua qualificazione. Questo ci rimanda sempre al tema del rapporto macrocosmo/microcosmo/reciproca influenza.

Ogni grado di un segno zodiacale è calcolato in circa settantadue anni. Quindi, i cicli di permanenza dell’asse equinoziale di 2155 anni, per compiere un passaggio da una posizione all’altra, nel rapporto tra l’equatore celeste e l’eclittica dell’orbita della terra. Si tratta comunque di informazioni di macrosistema, che si ripetono nella ciclicità del tempo convenzionale e del tempo astronomico.

Invece, dal punto di vista spirituale della ricerca esoterica, questa percezione, questo presentimento ha generato un movimento vastissimo che si è diciamo esplicitato a partire dagli anni Sessanta/settanta in poi in modo evidente. L’Acquario (in astrologia si scrive Aquario senza ‘c’) nella ruota zodiacale è l’undicesimo segno (d’aria) o archetipo, rappresenta l’uomo che getta e sparge l’acqua, l’acqua della conoscenza. Le tematiche trattate nei decenni con riferimento a questa nuova era, l’età dell’acquario sono la riscoperta delle tradizioni spirituali in senso lato, delle tradizioni antiche, della modalità di approccio individuale a questi temi. Quindi, con una riduzione della mediazione operata da religioni, e istituzioni, tra il singolo ricercatore e il divino, lo spirito.

Questo è un tema complesso se per esempio ci focalizziamo sulle metodiche che sono riemerse con molta forza specialmente quegli anni iniziali, se pensiamo allo yoga, agli studi sulla Kabalah nella tradizione occidentale, alla medicina omeopatica, alla naturopatia, all’arte del massaggio, alla ricerca basata sui tarocchi, sulla meditazione per ottenere qualità particolari o la naturale sensitività di alcune persone…  si noti che i termini di riferimento sono tutti arcaici. Lo yoga esiste da migliaia di anni; la Kabalah nella forma scritta data dal circa 1600 in alcune edizioni dei testi, ma come studio esso parte dal 1200, facendo poi base sulla sapienza egizia, sumera e caldea, quindi parliamo anche di migliaia di anni. Le tradizioni arcaiche, che oggi sono oggetto di studio del neo-sciamanesimo o del neo-politeismo e neopaganesimo, sono due cose diverse, datano addirittura tempi preistorici. Quindi, questi temi non possono essere chiamati nuovi, ma nuovo semmai é l’approccio che è stato assunto da coloro che man mano rispolveravano queste tematiche, le riscoprivano con un approccio tradizionale. Per altri settori invece si è generata una tendenza estremamente dispersiva. E’ ovvio che, in un fenomeno di massa così diffuso, così volgarizzato, queste tendenze inevitabilmente appaiono. Ma nel movimento New Age originale non era assolutamente questa la tendenza. Tantissimi autori storici avevano una solidissima formazione alle spalle di tipo tradizionale.

Alcuni celebri autori New Age come Deepak Chopra venivano tutti dalla meditazione trascendentale. Questa aveva la veste esterna di una tecnica di pacificazione della mente, introspezione, un po’ alla portata di tutti, in apparenza, ma dietro aveva la struttura della tradizione vedica. Quindi, chi poi approfondiva quel percorso entrava in un percorso tradizionale induista molto serio. Chi aveva scelto di praticare la tradizione vaishnava, come il movimento per la coscienza di krishna, faceva la vita di un devoto tradizionale indiano, in quel lignaggio. Quindi, non c’era assolutamente un approccio superficiale. Lo stesso nelle tradizioni occidentali, che non erano mai state limitate, sopite del tutto. Però, nel momento in cui c’è stato questo risveglio, si è riscoperto anche un interesse per temi di questo tipo, come lo studio della Kabalah, della teologia, delle forme di magia cerimoniale. Che però, per esempio in Europa, si erano già rivitalizzate alla fine dell’Ottocento, con l’ordine ermetico della Golden down o con gli ordini illuministici in Francia.

Chi porta la sapienza antica di nuovo alla luce è Helena Petrovna Blavatsky, con la Iside Svelata. Si tenga presente che la Fondazione storica della società teosofica data 1875. E questo lavoro era ancora precedente. La via della volontà e la classificazione dei sette raggi vengono da Alice Bailey, che è della stessa epoca. Quindi, non c’è assolutamente un carattere di novità ma di riscoperta, secondo nuove formulazioni, molte modalità, di molte tematiche antiche.

Un altro aspetto molto importante di questa diffusione del pensiero della nuova era è dato dall’accento posto sulle capacità dell’individuo. Questo è un aspetto molto importante ed era anche uno dei punti di forza dell’insegnamento di Alice Bailey, che l’Era dell’acquario è l’età dell’individuo, ma non del gruppo come viene detto a ogni piè sospinto. Perché l’acquario ha come maestri o pianeti guida Saturno e Urano. Quest’ultimo è sottende il tempo presente e futuro e distrugge le forme vecchie. Saturno, dal canto suo non è Saturno del Capricorno, cioè il karma, il tempo e quant’altro. Ma è il Saturno dell’età dell’oro. Viene saggiato l’oro individuale.

E il concetto greco iniziatico dell’Estos, l’anima stante non cadente. L’individuo della fenomenologia filosofica assoluto di cui parla Evola, di cui parla l’idealismo magico.

Questo è l’uomo e la donna dell’acquario che consiste in sé stesso perché si è autonomamente liberamente e consapevolmente riconnesso allo spirito. Lo spirito di gruppo invece è tipico dell’età dei Pesci, l’era che inizia con la discesa del Cristo ma anche delle religioni di massa, dell’anima di gruppo. La New Age nel suo aspetto negativo rappresenta tutto quel filone in cui si sono diffuse molte discipline che hanno dato risposta a chi cercava un auto miglioramento con tecniche che non rappresentano realmente una via per il risveglio o in una connessione spirituale.

La coscienza umana si sviluppa di per sé con il passare dei secoli e dei millenni, e anche l’impianto sociale cambia. Ma molti “operatori” del settore New Age credono di aver fatto un lavoro di trasformazione di sé e dunque di poter aiutare gli altri semplicemente nella convinzione di credere nell’Anima ma in verità accrescono una parte dell’Ego. Trungpa Rimpoché chiamava questo atteggiamento “materialismo spirituale”. 

L’Acquario come ultima rappresentazione di un essere umano nella ruota zodiacale prima del segno Pesci, è il segno della libertà, della rottura delle catene. Si dice in astrologia: “La Folgore percuote la pietra, spezza la catena”, non vi mette una catena d’oro, che sempre catena è. Nessuno si salva se non da sé stesso. Che vuol dire l’impegno personale, non è un atto di hybris titanica. Ma un gesto come di alzarsi, dall’animale si arriva alla stazione eretta. Cioè, dalla passività, dal legame, da ciò che ci lega e ci fa abbassare, bisogna alzarsi e guardare il cielo. E questo è un atto individuale, non lo può fare nessuno per noi. Ma nessuna tradizione autentica ha insegnato il contrario.

Sempre in positivo abbiamo per esempio un altro fenomeno che si sta diffondendo adesso, che è la Mindfullness che sono semplicemente alcuni aspetti delle pratiche meditative tradizionali soprattutto di origine buddhista Theravada, in parte Mahayana, che sono state estrapolati per creare una disciplina propedeutica e un ponte con le persone che non avevano il desiderio di intraprendere un sentiero tradizionale formale. Oggi la Mindfullness sta al buddismo e a certi aspetti della meditazione induista, come la meditazione trascendentale di Maharishi yogi era stata negli anni passati. E un approccio intermedio. Trungpa Rinpoché creò il metodo Shambala, che è un metodo di disciplina molto particolare perché ingloba degli aspetti psicologici, dell’arte, connessi con la meditazione. Era un metodo preliminare a chi eventualmente poi avesse voluto praticare il sentiero buddista tradizionale. Ci sono stati tutti questi movimenti, tutte queste tecniche, che nel tempo si sono sviluppati però da una radice seria, rigorosa, tradizionale, per creare un ponte.

Un altro settore fondamentale è quello della ricerca sugli stati di sogno. Lì tutta la branca del neo-sciamanesimo, con le sue tecniche, se veda l’importanza dell’opera di Castaneda a riguardo. L’enfasi sulla padronanza del sogno lucido, di certe scuole anche psicologiche. Hanno aperto un altro squarcio, un altro settore sulla dimensione profonda della mente. Ci sono tanti approcci di questo tipo. Vanno verificati quelli seri, quelli che hanno una base di conoscenza reale, non fantasie. Ma sono dei grandi aiuti, perché creano una serie di steps che permettono alle persone che sono lontane, (nel senso di prospettiva, non per cattiva volontà ma per mancanza di conoscenza o per eccesso di conoscenza non filtrata), in difficoltà, mentre magari interiormente sentono una spinta a cercare una via. Ci sono tante cose positive pero mantenendo, anche rispetto all’età dell’acquario, l’assetto originale, cioè la riscoperta delle vere tradizioni spirituali e il loro approfondimento. E nelle forme, non nella sostanza, nell’essenza profonda, un approccio più adatto all’uomo di oggi.

Quindi, la riscoperta di valori profondi, di un’etica profonda rispetto alla natura, agli animali, a rapporti tra le persone è molto importante. La nuova era da questo punto di vista ci incoraggia ad essere ancora più se stessi, centrati, conosciti, abbi fiducia nel tuo essere profondo, non sei solo, che è una cosa sola con lo spirito.

Perché per lo spirito pervade tutto, non sta a spasso tra le nuvole. Abbi fiducia in questa luce e con quella avanzi, come l’eremita dei tarocchi: una bella lanterna riparata dal vento, sotto il mantello, il bastone che sonda il terreno. Se le persone fanno questo, allora è meraviglioso sedersi intorno al fuoco e celebrare un’Agape, una festa, un Esbat, un Sabbat o semplicemente condividere il pane e il vino insieme. Una celebrazione sacra culminante di un cammino. È un apex, è un sigillo. 

La nuova Era, o come chiamerebbe Elkhart Tolle, l’Era della nuova coscienza, porta con se un’opportunità. Astronomicamente e astrologicamente è uno iato. Questo da un lato è un grande pericolo perché non c’è più l’energia vecchia che sostiene come prima e non c’è ancora quella nuova. In questo passaggio del periodo Kali Yuga, la manipolazione collettiva attraverso i nuovi mezzi tecnologici, la farà da padrona sulla massa inconsapevole, e così sarà per decenni ancora. Ma, dall’altra, in questa vacuità, come ci dice tecnicamente anche nel Feng shui, esiste la possibilità della scelta individuale. Prima non esisteva, per ragioni di struttura temporale, nel Pesci, perché c’era il governo delle gerarchie e delle strutture antiche. Nella nuova frequenza, quando entrerà in congiunzione, non ci sarà la possibilità di scegliere, perché è una forza esplosiva, Urano è un fulmine una saetta. E se non avete la qualità dell’oro li Saturno la vostra pietra, come dicono gli alchimisti: “Dovete divenire e nessuno lo potrà fare per voi”.  L’energia che si sta annunciando (l’alba, l’aurora) e porterà una nuova luce.

Nella vecchia era, nella vecchia coscienza si potrebbe dire che noi, come gruppo indistinto, siamo parte dell’Uno, mentre la nuova coscienza giustamente asserisce il contrario, è l’Uno che contiene noi. La differenza è come tra la notte e il giorno.

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  • Redazione

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