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Leone XIV cambia il paradigma: dalla tecnofinanza alla politica

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Leone XIV cambia il paradigma: dalla tecnofinanza alla politica

Rivoluzione anche nella comunicazione, mentre Trump apre alla collaborazione Stato – privati sull’IA e Anthropic va in Borsa

Quattro eventi, tra di loro connessi, ci danno il segno di come Papa Leone XIV abbia indirizzato un cambiamento sostanziale di paradigma, che ha già avuto alcuni effetti e molti altri ne avrà nel prossimo futuro.

Siamo entrati, dalla fine della Guerra Fredda, in un mondo dove la tecnofinanza ha messo in un angolo la politica e dove sono stati affermati alcuni concetti base: il globalismo, l’ideologia green, il woke, la fine del welfare (sarete nullatenenti e felici, predicava il World Economic Forum). Si è arrivati persino a introdurre nel dibattito il concetto assurdo di fine della storia.

La tecnofinanza ha pensato di poter governare il mondo mettendo in pensione la politica, gli Stati, i parlamenti.

Prendo spunto dall’articolo pubblicato ieri da Pietro Imberti, solo per ricordare, come lui ci invita a ricordare, che D’Alema, in un’intervista del 18 mar 2014 rammenta un episodio del 1996 che già consentiva di affermare che l’unica cosa che realmente conta in politica è il mondo della finanza.

 

L’aneddoto che D’Alema ci propone nell’intervista riguarda un suo viaggio, come segretario del maggior partito di maggioranza del Governo Prodi, nel cuore della finanza americana, dove ha sede a New York (250 Vesey Street) Merrill Lynch, una delle principali società americane di gestione patrimoniale e investimenti, che opera principalmente con il marchio Merrill.

Il nome legale è Merrill Lynch, Pierce, Fenner & Smith Incorporated (che opera come Merrill). Fondata il 6 gennaio 1914 da Charles E. Merrill ed Edmund C. Lynch, la Merrill Lynch ha come società madre Bank of America (acquisita nel 2008-2009 durante la crisi finanziaria e completamente integrata da allora).

Più interessante è vedere l’azionariato di Bank of America.

Ecco i più importanti azionisti (dati aggiornati al 2026):

Azionista Percentuale approssimativa Note
Berkshire Hathaway (Warren Buffett) ~7-11% Principalmente il maggiore azionista istituzionale
Vanguard Group ~5.7-6% Uno dei più grandi gestori di fondi al mondo
BlackRock ~7.6% Leader nei fondi indicizzati
State Street ~4%

Nel 1996 la situazione era diversa, ma non molto distante da quella attuale. Merrill Lynch & Co., Inc. era una società quotata in borsa (ticker MER) con azionariato diffuso e senza un azionista di controllo maggioritario. Era una tipica public company americana del settore finanziario, con una proprietà prevalentemente istituzionale e retail diffusa.

Nessun azionista singolo deteneva una quota di controllo (tipicamente sopra il 5-10% era già considerato significativo). La maggior parte delle azioni era detenuta da investitori istituzionali (fondi pensione, fondi comuni, compagnie assicurative, gestori patrimoniali).

Tra i principali holder istituzionali dell’epoca per società come Merrill Lynch c’erano entità come: Vanguard, Fidelity, State Street, altri grandi fondi.

Cosa aveva visto D’Alema nel cuore della finanza americana? Tre giovanotti che si occupavano di comperare o vendere Bot italiani in base alle dichiarazioni di questo o quel politico. D’Alema ne aveva tratto l’idea che la finanza contasse più del Parlamento.

D’Alema aveva capito quale vento tirava e non a caso, nel 1999, divenne presidente del Consiglio, avendo come vice Sergio Mattarella. Non mancò di bombardare Belgrado per conto della NATO e senza mandato ONU.

Facciamo un salto di trent’anni. Siamo nel 2026.

Finita l’epoca di papa Francesco, che ha legittimato con le sue esternazioni il potere finanziario e i suoi corollari ideologici, sul Soglio di Pietro è arrivato Leone XIV, il quale ha preso il toro per le corna secondo le grandi regole della taurokathapsia minoica (Creta, circa 2000-1400 a.C.), la forma più celebre e iconica dell’antichità di tauromachia.

Non si trattava di un combattimento mortale, ma di un’acrobazia atletica e probabilmente rituale: giovani (uomini e donne) afferravano le corna di un toro in carica, sfruttandone lo slancio per fare una capriola o un salto sulla schiena dell’animale e atterrare dall’altra parte.

Leone XIV ha preso il Toro (simbolo in questo caso della Borsa, ossia della finanza, meglio: della tecnofinanza) per le corna e, dopo un anno di silenzio, volteggiando, è atterrato dall’altra parte, ossia dalla parte della politica.

Lo ha fatto con un’enciclica, la “Magnifica Humanitas”, nella quale parla di “disarmare” l’IA (renderla al servizio dell’uomo, non strumento di dominio) evitando sia il luddismo, sia un’accettazione acritica.

Fina dalle prime righe Leone XIV mette a nudo il bivio di fronte al quale si trova l’umanità: “La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme. Ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile. Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto”.

Poche pagine dopo Leone XIV va al cuore del problema: “La tecnica non va considerata, in sé stessa, come forza antagonista rispetto alla persona: al contrario, essa è radicata nella nostra storia fin dal principio, in quanto «fatto profondamente umano, legato all’autonomia e alla libertà dell’uomo». Lo sviluppo tecnologico ha contribuito nei secoli a un significativo miglioramento delle condizioni di vita dell’umanità; allo stesso tempo, ogni fase del progresso ha mostrato anche il volto ambiguo di strumenti capaci di arrecare danno quando non orientati al bene”.

Il Papa si chiede chi oggi detiene il potere, chiede strumenti normativi adeguati e mette in chiaro la questione fondamentale: “Un tempo erano soprattutto gli Stati a guidare e indirizzare l’innovazione. Oggi, invece, i principali motori dello sviluppo sono attori privati, spesso transnazionali, dotati di risorse e capacità di intervento superiori a quelle di molti governi. Il potere tecnologico assume così un volto inedito, prevalentemente “privato”, e per questo ancora più difficile da discernere, governare e orientare al bene comune. Per questo occorre avviare un discernimento condiviso capace di penetrare le radici spirituali e culturali delle trasformazioni in atto”.

Detto in termini diversi, Papa Leone XIV richiama tutti a rimettere al centro il primato della politica, chiudendo quella fase, sviluppatasi abnormemente, di prevalenza, se non di dominio della tecno finanza.

Mutamento di paradigma. Taurokathapsia perfetta. Il toro non è ucciso, ma sconfitto, saltato.

Al richiamo di Leone XIV, dall’altra parte dell’Oceano, la Quarta Roma risponde alle sollecitazioni della Prima Roma con un salto normativo che mette al centro la politica, anche se tenta di accontentare quelli che vorrebbero mani libere con quelli che vorrebbero un controllo più stretto.

Donald Trump, nei giorni scorsi, ha firmato un ordine esecutivo relativo all’intelligenza artificiale, volto a promuovere l’innovazione e la sicurezza nel campo dell’intelligenza artificiale avanzata Ordine esecutivo che impone alle agenzie federali di sviluppare standard di sicurezza informatica per i modelli di intelligenza artificiale avanzati. L’ordine impone inoltre alle agenzie di dare maggiore enfasi al rafforzamento della difesa informatica in tutto il governo.

L’ordine chiede al Segretario del Tesoro degli Stati Uniti di creare un “centro di coordinamento per la sicurezza informatica dell’IA, in collaborazione volontaria con l’industria dell’IA e i gestori delle infrastrutture critiche, che coordini e risolva i conflitti nella scansione delle vulnerabilità del software, scopra e convalidi tali vulnerabilità e coordini e dia priorità alla risoluzione e alla distribuzione delle patch per le vulnerabilità”.

Il provvedimento adotta infatti un approccio di collaborazione pubblico-privato basato su procedure volontarie.

I punti chiave dell’ordine esecutivo includono:

Accesso e revisione volontaria: il decreto chiede alle aziende tecnologiche di fornire al governo federale l’accesso ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati (detti frontier models) fino a 30 giorni prima della loro diffusione pubblica.

Nessun obbligo di licenza: il testo esclude esplicitamente l’imposizione di licenze governative obbligatorie o il potere di veto preventivo sulla distribuzione di nuovi modelli.

Valutazione della sicurezza: lo scopo di questa condivisione anticipata è permettere alle agenzie, come la National Security Agency (NSA), di valutare le capacità di cyber-sicurezza dei modelli e prevenire falle o utilizzi malevoli.

Priorità di Difesa: il testo istituisce inoltre clearinghouse (camere di compensazione) e processi di benchmarking (processo strategico continuo tramite il quale un’azienda confronta i propri prodotti, servizi o processi con quelli dei migliori competitor o leader di mercato) classificati per proteggere le infrastrutture critiche.

La strategia ufficiale delineata dalla Casa Bianca si concentra principalmente sull’accelerazione dell’innovazione privata per garantire agli Stati Uniti il primato globale tecnologico, tutelando nel contempo la sicurezza nazionale da minacce esterne.

Non siamo di fronte al controllo dello Stato, ma a forme di collaborazione che comunque non lasciano ai privati il totale campo libero in materia.

Mentre il cambio di paradigma comincia a prendere corpo, Anthropic, la società che maggiormente si è impegnata sulla trasparenza e su una richiesta di controllo dall’esterno, si prepara a debuttare in Borsa

Il fatturato annuo di Anthropic ha raggiunto i 47 miliardi di dollari, un aumento significativo rispetto ai 9 miliardi registrati alla fine del 2025. Questa crescita è alimentata principalmente da clienti aziendali di fascia alta, che sono attratti dalle prestazioni dei modelli di IA sviluppati dalla società, in particolare il sistema Claude. Una delle novità più attese è il sistema Mythos, attualmente in fase di test interno.

Il confronto tra Anthropic e OpenAI è destinato a intensificarsi, specialmente ora che entrambi i colossi dell’IA sono in corsa per ottenere una posizione dominante a Wall Street.

Anthropic ha partecipato alla presentazione dell’enciclica “Magnifica Humanitas”di Papa Leone XIV, presentata il 25 maggio 2026.

Christopher Olah (co-fondatore di Anthropic e responsabile della ricerca sull’interpretability dei modelli) ha parlato alla presentazione ufficiale in Vaticano, accanto al Papa e ad altri relatori e ha sottolineato l’importanza di voci esterne (come la Chiesa) per bilanciare gli incentivi commerciali/geopolitici delle aziende IA, ha discusso la natura “cresciuta” e in parte misteriosa dei modelli e ha posto tre domande di discernimento: dovere verso i poveri e il sud globale, immaginazione morale per la prosperità umana e natura profonda dei sistemi IA (strutture simili a neuroscienze umane, stati interni che ricordano emozioni).

Anthropic e il Vaticano condividono l’interesse per trasparenza, sicurezza e interpretabilità. Il Papa ha accettato l’invito a “camminare insieme”.

L’altro esercizio di taurokathapsia di Papa Leone XIV riguarda la comunicazione.

Da tempo, in un mondo di guerre ibride e senza confini, la propaganda ha assunto una particolare importanza e la comunicazione ha assunto un’importanza fondamentale.

La comunicazione è in gran parte orientata da Nielsen Ad Intel, che fornisce dati dettagliati su investimenti pubblicitari (spesa, creatività, mix media) in decine di mercati, coprendo TV, digital, CTV/streaming, out-of-home, stampa, ecc. È uno strumento chiave per brand e agenzie per analizzare la concorrenza e allocare budget.

In alcuni Paesi (esempio USA, Australia, Europa) ha una copertura forte su TV e digital principali, ma non su tutti i canali minori o mercati locali.

Nella logica green (e più in generale nella transizione ESG – Environmental, Social, and Governance), la pubblicità si è progressivamente spostata da un approccio di massa a un targeting valoriale mirato proprio verso chi già dimostra coerenza con bilanci green, report di sostenibilità o criteri etici.

Le campagne non puntano più solo su reddito o demografia, ma su attitudini e comportamenti misurabili: consumatori che acquistano prodotti certificati (B Corp, Fairtrade, Ecolabel, carbon neutral), seguono brand sostenibili, investono in fondi ESG o lavorano in aziende con bilanci di sostenibilità pubblicati.

In sintesi, i fondi ESG, rappresentano un’evoluzione della finanza tradizionale che incorpora rischi e opportunità del XXI secolo.

La finanza sostenibile integra criteri ESG (Environmental, Social, Governance) nelle decisioni di investimento. Non si limita solo all’ambiente (“green”), ma include anche aspetti sociali e di buona governance. In Europa è fortemente spinta dal Green Deal europeo, dalla Tassonomia UE (che classifica le attività economiche sostenibili) e da regolamenti specifici.

Il mercato della finanza sostenibile complessiva è stimato tra circa 8-13 trilioni di USD nel 2025, con proiezioni di crescita forte. Una fonte indica 13,4 trilioni di USD nel 2025, in crescita verso i 15 trilioni nel 2026 e fino a 27 trilioni entro il 2031 (CAGR ~12%).

L’Europa rimane leader (soprattutto in emissioni green bond, con una quota elevata del totale globale).

Ora la finanza “green” o sostenibile (ESG/Sustainable Finance) sta aprendo le porte al settore della difesa e degli armamenti, superando l’idea che fossero automaticamente incompatibili.

Una comunicazione ufficiale ha stabilito che il quadro della finanza sostenibile UE non esclude automaticamente il settore difesa. Gli investimenti in armamenti possono essere considerati compatibili con criteri ESG se rispettano standard di governance, legalità, trasparenza e contribuiscono a “resilienza, sicurezza e pace” dell’UE. Non ci sono esclusioni settoriali automatiche.

Ne consegue un aumento esponenziale degli investimenti ESG nel settore.

Sono nati nuovi strumenti finanziari:

ETF “difesa” con etichetta ESG e si parla di bond dedicati alla difesa (anche se ICMA, lo standard globale per i green-social bond, tende a escluderli dai label classici “verdi”).

Il riarmo europeo (ReArm Europe, aumento della spesa difesa oltre i 100 miliardi annui) richiede capitali privati. La finanza sostenibile viene vista come ostacolo da superare per motivi di sicurezza strategica, da qui la ridefinizione di sostenibile, per cui la difesa non è “green” in senso ambientale, ma può essere giustificata sotto il pilastro “Social-Governance” (protezione della società, resilienza). Alcuni la chiamano “sostenibilità della sicurezza”.

Chiamare tutto questo una presa per i fondelli è il minimo. Per chiamare tutto questo con il suo nome si deve usare quello di tracotante ipocrisia di poteri verticalizzati che orientano le masse sulla base dei loro interessi, incuranti persino della pur minima logica e senza avere il minimo pudore.

Basta che la finanza cresca, tutto è consentito, nella più ignobile ipocrisia.

Fermiamoci qui, rimandando ai testi classici sulla propaganda, ma con un’ultima nota, riguardante il supporto di santità al green dato dall’Enciclica di Jorge Mario Bergolio Laudato Si.

Papa Leone XIV, pertanto, con le sue decisioni sulla comunicazione, dà un colpo di accetta ad una subordinazione della comunicazione vaticana alle logiche finanziarie e propone una nuova stagione.

Papa Leone XIV ha, infatti, rivoluzionato la comunicazione della Santa Sede nominando la giornalista laica Maria Montserrat Alvarado, nata in Messico e cresciuta negli Stati Uniti, come nuovo Prefetto del Dicastero per la Comunicazione. Entrerà in carica il 1° novembre, succedendo a Paolo Ruffini.

Alvarado, 47 anni, proviene da un’esperienza internazionale e assume la guida dell’intero sistema mediatico vaticano (che include Radio Vaticana, L’Osservatore Romano, Vatican News e la Sala Stampa).

Maria Montserrat Alvarado ricopre attualmente il ruolo di Presidente e Chief Operating Officer (COO) di EWTN News, la divisione informativa di Eternal Word Television Network, il più grande network radiotelevisivo cattolico degli Stati Uniti e del mondo, noto per la sua linea editoriale marcatamente conservatrice.

La nomina decisa da Papa Leone XIV ha suscitato grande interesse e sorpresa nel mondo dei media proprio a causa di questo background.

Il network EWTN, fondato in Alabama nel 1981 da Madre Angelica (al secolo Rita Antoinette Rizzo), è cresciuto fino a diventare una potenza mediatica globale in sette lingue.

Negli ultimi anni ha espresso posizioni spesso critiche verso le correnti più progressiste della Chiesa e posizioni vicine all’ala conservatrice repubblicana e pro-Trump negli Stati Uniti.

Maria Montserrat Alvarado è alla guida della divisione News dal marzo 2023, dopo una lunga carriera spesa nella difesa delle libertà religiose con il Becket Fund, ed è considerata una manager pragmatica.

La mossa di Papa Leone XIV viene interpretata dagli osservatori come un’abile operazione strategica: da un lato si inserisce la competenza tecnica di una professionista che conosce a fondo i media digitali americani e globali, dall’altro si lancia un segnale di distensione e dialogo verso l’episcopato e i media conservatori statunitensi, storicamente distanti da alcune dinamiche curiali.

C’è un particolare importante: nel settembre 2021, durante un incontro con i gesuiti in Slovacchia (i cui contenuti sono stati pubblicati su America Magazine), Francesco ha affermato: «C’è, per esempio, una grande televisione cattolica che non ha problemi a parlare continuamente male del papa. Io personalmente merito gli attacchi e le insulti perché sono un peccatore, ma la Chiesa no. Sono opera del diavolo. L’ho detto anche ad alcuni di loro.»

Francesco non ha nominato esplicitamente EWTN (Eternal Word Television Network), ma il riferimento è chiaro e ampiamente interpretato dai media come diretto a EWTN, spesso critica verso alcune posizioni di Francesco.

Maria Montserrat Alvarado sostituisce Paolo Ruffini, nato a Palermo il 4 ottobre 1956, figlio del politico Attilio Ruffini e nipote del cardinale Ernesto Ruffini e del politico Enrico La Loggia.

Paolo Ruffini non ha un ruolo politico diretto, tuttavia è una figura di spicco del mondo cattolico progressista e possiede un dialogo costante con il Partito Democratico e con il cardinale Matteo Zuppi.

Lui e il Cardinale Zuppi hanno operato in sintonia con il pontificato di Papa Francesco, ponendo al centro l’impegno sociale dei cattolici, i diritti e la cura degli ultimi. Paolo Ruffini e il Presidente della CEI condividono una visione della Chiesa aperta alla contemporaneità, spesso definendo insieme priorità e sfide etico-sociali del Paese.

Sebbene Paolo Ruffini mantenga il suo ruolo istituzionale in Vaticano, la sua famiglia è al centro del dibattito sul riavvicinamento tra l’area cattolica e il Partito Democratico. Suo fratello Ernesto Maria – ex direttore dell’Agenzia delle Entrate – è il fondatore del movimento politico-culturale Più Uno, nato per unire i riformisti e riavvicinare i cattolici democratici al PD.

Zuppi ha espresso pubblicamente simpatia e “benedizione” per questo fermento di cattolici impegnati nel centrosinistra, auspicando una presenza attiva dei credenti nelle istituzioni per superare l’individualismo e favorire un’alleanza progressista inclusiva.

La nomina di Maria Montserrat Alvarado chiude, pertanto, un rapporto privilegiato della comunicazione della Santa Sede con la CEI e con il PD ed è, forse, allo stato attuale dei fatti, la più significativa innovazione di Papa Leone XIV, unitamente all’enciclica “Magnifica Humanitas”.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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