Morire accoltellato nella cloaca ideologica del socialismo inglese – Anche l’Occidente è ferito e non riesce a respirare oppresso da una sinistra folle e oicofobica
Il socialismo fabiano inglese è una cloaca ideologica orrenda. La deriva ideologica del laburismo fabiano è preoccupante, perché ormai è del tutto simile al nazismo.

Un nazismo, in veste rosso verde, che ormai dilaga nella follia aneuronale di una sinistra senza vergogna e senza dignità.
Il caso dell’omicidio del giovanissimo Henry Nowak, uno studente inglese di diciotto anni, sta, giustamente, inquietando e infiammando le coscienze e il dibattito pubblico in Inghilterra e in molti altri Paesi e dovrebbe infiammare le coscienze di chi qualche neurone lo ha conservato.
Proprio in questi giorni è arrivata la condanna a vita, con un minimo di ventuno annidi carcere, per Vickrum Digwa, un Sikh di ventitré anni, che ha accoltellato a morte lo studente inglese a Southampton, usando il coltello rituale che costituisce uno dei cinque pilastri simbolici della fede Sikh.
Nowak però non è vittima soltanto del pugnale di Digwa, di quei colpi che gli hanno squarciato il petto lasciandolo agonizzante nel suo stesso sangue.
Nowak è vittima di un sistema, quello inglese, ma il discorso potrebbe essere ampiamente esteso ad abbracciare vasta parte dell’Occidente, in cui la cieca ideologizzazione di una sinistra rosso verde, di fatto nazista e razzista solo nei confronti dei bianchi europei, ha raggiunto il punto di non ritorno.
Quando la polizia britannica, tre agenti donne, è giunta sul posto della brutale aggressione, nonostante Nowak fosse rantolante e agonizzante, le tre lo hanno irriso, hanno negato fosse stato accoltellato, hanno creduto alle surreali accuse di razzismo che Digwa ha mosso contro lo studente e hanno proceduto ad ammanettare Nowak.
Avete letto bene: le tre poliziotte hanno prima ammanettato e poi irriso la vittima.
«Non credo tu sia stato pugnalato, ragazzo» avrebbe detto una delle tre agenti, secondo quanto poi emerso nelle ricostruzioni processuali.
Questo comportamento, oltre che essere nazista e manicomiale, è il frutto del lavaggio del cervello operato da una sinistra oicofobica, disposta a tollerare qualsiasi cosa riguardante lo straniero, l’immigrato, e a negare qualsiasi cosa riguardante gli autoctoni, soprattutto se bianchi.
E se qualcuno volesse obiettare che le tre poliziotte al loro arrivo non potevano avere piena contezza di quanto avvenuto, Nowak portava sul corpo i segni di coltellate inferte da una lama affilata di oltre venti centimetri, era coperto di sangue e letteralmente agonizzante. Invece di soccorrerlo subito, le tre naziste in divisa gli hanno messo le manette ai polsi.
«Non riesco a respirare» sospirava il ragazzo, mentre il sangue gli invadeva i polmoni, soffocandolo. «Non riesco a respirare» disse quel George Floyd precipitosamente elevato, nonostante la copiosa lista di precedenti penali e il comportamento violento, a santo martire dai progressisti d’Occidente, quello nel cui nome politicanti vari e cantanti e intellettuali si inginocchiarono.
Per Nowak, silenzio tombale. Anzi, una cortina fumogena che è stata diradata solo grazie ai social network. Perché l’omicidio risale al dicembre 2025, eppure i particolari sono emersi solo a distanza di mesi attraverso la X di Elon Musk.
Il tema è sempre quello: una sinistra che si è venduta alla finanza, che ha perso la testa e la dignità e che si inginocchia a tutte le follie messe in atto da chi vuole distruggere l’Occidente.
Il caso dei Blak Lives Matter è emblematico, in quanto movimento marxista, supportato dai cinesi.
Black Futures Lab è un progetto di Alicia Garza (una delle co-fondatrici di BLM). Sul suo sito, era indicato come “fiscally sponsored project” della Chinese Progressive Association di San Francisco (CPASF).
La CPA di San Francisco ha origini di sinistra (anni ’70, con radici marxiste) ed è pro-Cina in senso ideologico. Ha collaborato occasionalmente con consolati cinesi o eventi culturali e viene citata positivamente da media di stato cinesi.
Il governo cinese ha sfruttato le proteste BLM (soprattutto dopo la morte di George Floyd) per attaccare gli USA su razzismo e ipocrisia, in contrapposizione alle critiche internazionali su Hong Kong, Xinjiang, ecc…
Portavoce come Zhao Lijian e Hua Chunying hanno twittato slogan BLM (“I can’t breathe”) e media di stato (Global Times, People’s Daily) hanno amplificato la notizia: una mossa opportunistica di information warfare (guerra dell’informazione).
Dopo la morte di George Floyd, il movimento Black Lives Matter si è diffuso anche in Italia: ci sono state manifestazioni in varie piazze (Roma in Piazza del Popolo, Torino, Milano ecc.) dove centinaia o migliaia di persone si sono inginocchiate per 8 minuti e 46 secondi, in segno di solidarietà con le proteste americane contro la polizia e il razzismo.
Domanda: perché nessuno ora si inginocchia per la morte di un ragazzo che, accoltellato, viene deriso e ammanettato da tre poliziotte, indottrinate da un’ideologia demenziale, indotta e sostenuta da una sinistra nazista, orwelliana?
Il fatto ancor più grave è che, nell’epoca della viralità istantanea delle notizie, sia stato letteralmente occultato per mesi ed è indice di una degenerazione sistemica delle autorità locali.
La notizia è emersa solo grazie alla rabbia montante, alle ripetute richieste di chiarezza, alle pressioni dei parlamentari di Reform UK, al dilagare dei dettagli e dei particolari attraverso le piattaforme digitali e alla difficoltà sempre più evidente della posizione di Starmer, il quale, almeno ieri, ha dichiarato che «la vita di Nowak è stata rubata, ora la polizia faccia chiarezza».
Così, finalmente, la Hampshire Police ha pubblicato il 2 giugno i filmati delle bodycam delle agenti.
Ogni singola immagine conferma tutto. Il ragazzo accoltellato è stato ammanettato e le poliziotte hanno interagito con lui mentre perdeva sangue.
Dimostrazione palese di quanto ormai le menti siano state lavate da quella che Gad Saad definisce «empatia suicida»: doppio standard di azione di istituzioni talmente indebolite da un terzomondismo interiorizzato da ritenere comunque colpevole ontologico il cittadino bianco.
Nel caso di specie, pure se Nowak, e non lo ha fatto, avesse rivolto epiteti razzisti, le poliziotte hanno ritenuto più grave l’ipotesi del razzismo rispetto il ripetuto accoltellamento subito dallo studente.
Una tremenda storia di masochismo culturale e politico, e soprattutto di doppi standard morali: infatti, per Nowak, a differenza di Floyd in America, non si vedono progressisti inginocchiarsi e chiedere giustizia. E, invece, dovrebbero, perché questo clima hanno contribuito a crearlo loro.
La vicenda rende chiaro che ormai si impone in Inghilterra la fine del socialismo ideologicamente declinante nel fabianesimo orwelliano e nel nazismo, così come si impone un’esplosione di coscienza da parte di chi si rende conto che il nazismo rosso verde sta portando l’Occidente alla morte per asfissia.
L’Occidente, come Henry Nowak, è ferito e non riesce a respirare.





