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L’ENERGIA CONTRIBUISCE ALLA PACE

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LA PACE VIENE DALL’ENERGIA, QUELLA DEL FUTURO  CHE STA FINALMENTE BUSSANDO ALLE NOSTRE PORTE
 
Chi conosce certe dimore progettate da Andrea Palladio sa benissimo che la loro architettura può produrre un effetto di biorisonanza, destinato a trasferire agli ospiti un’immediata sensazione di intenso benessere. Domenica 23 marzo, alle porte di Vicenza, sarà proprio la palladiana Villa Caldogno a ospitare l’incontro “Agricoltura, Economia, Energia”. Ovvero: “Cosa ci attende quest’anno: conseguenze, per le imprese e le famiglie, dei rapporti tra Usa, Cina e Russia”. Accanto all’ingegner Fabio Castellucci (Fabio Castell), un tecnico con esperienza trentennale in materia di energia, interverrà il professor Antonino Galloni, grande esperto in materia di macroeconomia e geopolitica.
Convinto post-keynesiano, allievo di Federico Caffè e già dirigente governativo al massimo livello, Galloni è appena intervenuto all’happening milanese in cui è stata presentata Sedes H, neonata società che promette un impiego rivoluzionario dell’idrogeno per soppiantare l’attuale “falso green” e archiviare per sempre le fonti fossili. A sua volta, Castellucci sta accompagnando lo straordinario percorso intrapreso dal fisico quantistico Roberto Germano, che con la sua sbalorditiva creazione – Oxhy – garantisce una produzione virtualmente illimitata di energia, estraibile semplicemente dall’acqua (mettendo in moto gli elettroni) attraverso la radiazione infrarossa onnipresente nel cosmo.
«I rapporti internazionali – premette Castellucci – determinano vincoli e opportunità per scambi economici, produzione e scambio di cibo, produzione e scambio di energia». E quindi: che cosa può fare, il nostro paese, per diminuire i ricatti internazionali e acquisire indipendenza economica, agricola, energetica? Di questo si parlerà a Villa Caldogno, in un evento (con posti limitati) che si annuncia decisamente imperdibile. «Tratteremo in modo organico la grande evoluzione che è ormai in corso. Evoluzione rischiosa, ma potenzialmente sublime», sottolinea l’ingegnere. «Per questa via si può costruire bellezza».
Castellucci scommette davvero su Oxhy, la macchina energetica quantistica basata sull’acqua. «Quello creato da Germano è lo strumento più dirompente che abbiamo per iniziare a sviluppare il senso dell’autonomia energetica». Aggiunge l’ingegnere: «Questo non è solo un salto tecnologico: è soprattutto un salto culturale, filosofico, di visione profonda della Natura. Un salto evolutivo e direi anche spirituale, se non temessi che questa parola, abusata, perda significato». In realtà, l’idea è semplice: diventare autonomi energeticamente significa conquistare una libertà mai prima raggiunta.
«Secondo la logica neo-malthusiana del Club di Roma, il problema sviluppo-inquinamento viene espresso da una logica lineare», ha riassunto Galloni nel suo recente intervento a Milano. Quando quella critica ambientalistica emerse, negli anni ’70, la popolazione mondiale che aveva accesso alle principali risorse terrestri era di circa un miliardo e mezzo di individui. I neo-malthusiani dicevano: se già oggi consumiamo il 50% delle risorse, quando saremo 6 miliardi la situazione si farà insostenibile, perché il pianeta non può avere il 200% delle risorse. «Peccato che questa equazione sia falsa, proprio in quanto lineare: perché al crescere delle attività produttive noi introduciamo sempre nuove tecnologie», che alleggeriscono l’impronta ecologica.
Certo, ammette Galloni, negli ultimi 20-30 anni avremmo dovuto assistere a un miglioramento ambientale, e invece siamo di fronte a un peggioramento. Perché, questo? «Perché c’è stata una convergenza tra il potere delle multinazionali e quella cultura ambientalista, di tipo neo-malthusiano, che ha prodotto la globalizzazione che conosciamo». In questa globalizzazione, di fatto, abbiamo premiato il produttore peggiore, anziché quello più virtuoso sul piano dell’impatto ambientale e della salute. «Abbiamo premiato i produttori che pagavano di meno di lavoratori, che facevano lavorare i carcerati e i bambini. Abbiamo premiato quelli che inquinavano di più, perché i loro costi sembravano più bassi».
In realtà non avevamo calcolato il costo ambientale, né quello energetico. E inoltre, aggiunge sempre Galloni, abbiamo ignorato il fatto che questa globalizzazione avrebbe creato più disoccupazione a casa nostra e un forte calo dei redditi. L’enorme problema è sempre lo stesso: il prevalere delle potenze multinazionali sugli Stati nazionali. «Ecco, Donald Trump ha colto bene questo aspetto. E in fondo, con i dazi, vuole ridurre le importazioni, sostituendole con il prodotto interno come promesso ai sindacati statunitensi, per far crescere l’occupazione e i salari».
«In quest’ottica», chiosa Galloni, «noi possiamo cominciare a traguardare un mondo diverso, in cui l’obiettivo ambientale – così come la salute e la sicurezza sociale di tutti – sia effettivamente la priorità. Ma per fare questo dobbiamo cambiare paradigma: dobbiamo arrivare a un modello produttivo diverso dall’attuale». Ecco: esattamente di questi temi si parlerà a Caldognoil 23 marzo. Ha ragione Castellucci: non è solo questione di energia o di emissioni inquinanti. Si tratta di ben altro. E cioè: è finalmente dietro l’angolo la disponibilità di tecnologie che permettano all’umanità di compiere un salto quantico, conquistando la libertà di un vero e proprio Nuovo Mondo.

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  • Redazione

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