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LE SFERE DI INFLUENZA

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di Paolo Falconio*

In Italia abbiamo una visione romanzata del concetto di sfera di influenza. Questa visione in larga parte si deve alla raffinatezza della politica americana che ha volutamente reso opaco il concetto.


Il problema è che questa nostra falsa percezione induce in un doppio errore.
Il primo e che ha portato danni inenarrabili é che l’appartenenza alla sfera di influenza si possa scegliere. Le Sfere di influenza sono sempre imposte e quando vengono scelte ciò avviene per necessità.
Il secondo errore è che realmente pensiamo a noi stessi come alleati alla pari degli Stati Uniti.
Ora premesso che il sottoscritto ritiene che tra le superpotenze gli Stati Uniti siano la più benevola (sono comunque una democrazia e hanno una base culturale comune), ciò non toglie che apparteniamo all’ impero americano, una definizione invisa agli stessi americani, ma è la realtà.
É un impero non codificato, ma sempre impero e noi siamo soci nella migliore delle ipotesi, se non province.
Capire questa realtà impedirebbe fughe in avanti di una certa politica sia verso la Russia che verso la Cina. Non è una questione di buoni e cattivi, semplicemente non possiamo scegliere, ogni fuga in avanti è stata pagata a caro prezzo.
Non solo l’Italia ha perso malamente la guerra, ma ha scelto consapevolmente questa condizione.
Se domani chiedessimo ai 13.000 militari USA di fare le valigie, pensate che se ne vadano? Ugualmente durante il COVID-19 all’ arrivo dei Russi, giunti in aiuto con due medici e un nutrito gruppo della GRU (i servizi militari), l’allora Presidente Trump inviò immediatamente 40.000 uomini in Italia per un totale di 53.000 uomini. Tenete presente che il nostro esercito ne conta circa 93.000. Un avvertimento più che esplicito. Che poi ci siano sentimenti diversi, é lecito, ma sono ininfluenti.
Ora l’egemone, ossia gli USA, ha una potestà assoluta nella strategia. Questa potestà si estrinseca nel primo esercizio di tale status:la scelta del nemico.
Se il ragionamento è corretto, davvero voi pensate che siano i volenterosi europei a impedire la pace in Russia? La verità è che Trump, il quale dipende dal Congresso, non può proporre una pace di lunga durata, al massimo un cessate il fuoco e per esigenze interne muove l’Inghilterra come face off di una politica comunque decisa a Washington. Questo i Russi lo sanno bene, anche se dicono che il nemico sia l’UE. In questo gioco delle ombre la Russia tiene aperta una porta di dialogo con gli USA, ma solo per definire una nuova architettura di sicurezza. Un cessate il fuoco è inviso a Mosca, perché viene letto come un’applicazione del sequenziamento strategico. Una pausa prima di riprendere la guerra. Infine noi pensiamo che finita la guerra in Ucraina, torneremo a bere vodka e mangiare spaghetti, nella logica del “volemose bene”, i russi che sanno giocare partite lunghe e che hanno ben presente la realtà delle Sfere di influenza, non ci invaderanno, ma ci delizieranno con ogni forma di guerra ibrida autonoma.

* Membro Consejo Rector de Honor y Conferenciante presso Siciedad de Estudios Internacionales (SEI); SEI Profesor for the Master’s programs in International Relations at CEU University

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