
Dopo aver privato della loro indipendenza l’Ufficio Nazionale Anticorruzione (Nabu) e la Procura specializzata anticorruzione (Sapo), pressato dalle manifestazioni popolari, il presidente Ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto una parziale marcia indietro.
Marcia indietro che lo ricolloca nel suo originario mestiere di comico, perché questa presa di posizione, immediatamente riconsiderata, è una comica della quale l’Ucraina faceva volentieri a meno. Una comica che mina alla radice la credibilità di Zelensky, riguardo al quale, anche le cancellerie occidentali farebbero bene a sospendere i baci e abbracci, perché rischiano di essere coinvolti in un triste e macabro varietà.
A non cascare nella propaganda che ha visto subito l’Unione Europea respirare dopo la marcia indietro, come se le fosse improvvisamente mancato l’eroe, la lancia della democrazia contro il perfido Putin, è il Kyvindipendent, il quale scrive: “Per molti che hanno conosciuto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky solo dopo l’invasione russa su vasta scala del 24 febbraio 2022, la recente mossa del presidente contro le agenzie anti-corruzione è stata sconcertante. Nei primi giorni dell’invasione, Zelensky si guadagnò lo status di eroe dopo essersi rifiutato di evacuare mentre le forze russe si avvicinavano a Kiev. I suoi discorsi quotidiani e i suoi appelli globali ottennero il sostegno occidentale e contribuirono a garantire gli aiuti militari e finanziari che hanno mantenuto a galla l’Ucraina. Per gran parte del mondo, Zelensky divenne il volto della resistenza ucraina. Ma ora sembra che stia minando proprio le istituzioni che dovrebbero salvaguardare la democrazia ucraina, proprio mentre il paese lotta per la propria sopravvivenza”.
Il Kyv ritiene che la marcia indietro sia solo parziale e che “a più di tre anni dall’inizio della guerra, Zelensky e il suo team” abbiano “acquisito un controllo significativo sullo Stato, pur mantenendo un forte sostegno nazionale e internazionale. Sebbene la centralizzazione del potere in tempo di guerra sia comune, le loro recenti mosse sono considerate da alcuni un’esagerazione da parte di un gruppo sempre più convinto di dover comandare da solo nel Paese”.
L’accusa è pesante. Zelensky e il suo team sono accusati di essersi trasformati in un’autocrazia. Ma non è tutto.
“Dato che ora sono così strettamente legati al Paese, non fanno più distinzioni tra i loro interessi e l’interesse nazionale”, ha dichiarato al Kyiv Independent un alto funzionario che lavora a stretto contatto con l’amministrazione. “C’è questo: ‘L’Ucraina c’est moi, c’est nous’ (‘L’Ucraina sono io, siamo noi’)”, ha aggiunto il funzionario, riferendosi al credo assolutista di Luigi XIV, “L’État, c’est moi” – “Io sono lo Stato”.
Delirio di onnipotenza o molto più semplicemente arroccamento a difesa di interessi propri che, guarda caso, le due agenzie, se autonome, potrebbero andare a indagare?
Guarda caso, il Kyv indipendent scrive che in Ucraina “alcuni sottolineano la tempistica dell’operazione, osservando che NABU e SAPO avevano iniziato ad avvicinarsi a diverse figure vicine al presidente e alla sua cerchia ristretta. Quest’ultima è un gruppo ristretto di consiglieri e funzionari che Zelensky ha incaricato di guidare il governo al suo fianco, per usare le sue stesse parole, i suoi «manager», primo fra tutti Andriy Yermak, capo dell’Ufficio presidenziale”.
Andriv Yermak è, con molta probabilità, il nodo fondamentale dell’attuale situazione ucraina, sia all’interno, sia all’estero. Onnipresente, onnifacente e probabilmente responsabile di molti disastri militari, come la difesa ad oltranza di Bachmut e l’allontanamento del generale Valerii Zaluzhny.

Yermak è il capo di gabinetto di Volodymyr Zelensky ed è sempre più al centro del potere esecutivo del Paese, suscitando preoccupazioni diffuse su un eccessivo accentramento delle decisioni e su possibili derive autoritarie in Ucraina.
Lo riferisce il quotidiano britannico “Financial Times” in un lungo editoriale dedicato al capo dell’ufficio presidenziale ucraino.
Figura onnipresente nelle vicende politiche e diplomatiche, Yermak è considerato da molti osservatori e diplomatici stranieri come l’uomo più potente del Paese dopo – o talvolta persino prima – di Zelensky stesso.
Ex produttore cinematografico e avvocato, Yermak ha costruito la sua influenza sin dalla campagna elettorale del 2019, diventando l’architetto della diplomazia di guerra e regista delle trattative più delicate, dai negoziati sui prigionieri ai rapporti con Washington. Secondo fonti ufficiali e diplomatiche, nulla accade nella politica ucraina senza il suo consenso.
Le recenti proteste a Kiev contro l’indebolimento degli organi anticorruzione hanno visto slogan diretti proprio contro Yermak, accusato di gestire il potere con logiche di controllo personalistico.
La recente nomina della sua alleata di lunga Yulia Svyrydenko a primo ministro è stata interpretata da osservatori interni e ambasciatori occidentali come l’ennesimo segno della sua centralizzazione del potere.

Altro che infiltrazioni russe. “La ragione principale è il tentativo di controllare la NABU e il timore che questa possa condurre indagini politicamente dannose”, ha dichiarato al Kyiv Independent l’analista politico Volodymyr Fesenko.
“Tra le recenti indagini che hanno coinvolto stretti collaboratori di Zelensky – scrive il Kyv – figurano l’ex vice primo ministro Oleksiy Chernyshov e, a quanto pare, il suo amico ed ex socio in affari Timur Mindich. Secondo Ucrainska Prada, il 15 luglio la NABU ha anche fatto irruzione nell’appartamento di Monaco dell’ex vice capo dell’ufficio presidenziale, Rostylav Shurma”.
“Anche l’analista politico Mykola Davydiuk – aggiunge il Kyv – ritiene che Zelensky volesse proteggere se stesso e i suoi alleati dalle indagini, verificando al contempo fino a che punto la società avrebbe tollerato prese di potere volte a rafforzare la sua autorità. «Ma più forti per cosa? Per combattere la Russia – ha detto – servono democrazia e lotta alla corruzione, non autocrazia»”.
Quella di Zelensky è davvero una marcia indietro o è una nuova puntata delle comiche dell’eroe della democrazia occidentale.
Il nuovo disegno di legge, se approvato (non è ancora stato votato dal parlamento), annullerebbe le decisioni che hanno innescato la più grande crisi politica del Paese dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala nel 2022.
Le proteste si sono calmate, ma i dimostranti rimangono in attesa del giorno del voto, annunciato dal presidente del Parlamento Ruslan Stefanchuk per il 31 luglio. I leader del partito di Zelensky non hanno ancora dichiarato se hanno raccolto abbastanza voti garantiti per approvarlo.
Se il disegno di legge venisse approvato in prima lettura, Zelensky potrebbe firmarlo e trasformarlo in legge anche lo stesso giorno della votazione.
Ukrainska Pravda si chiede: “Cosa ha spinto il presidente a prendere la decisione di eliminare la verticale indipendente anticorruzione? E che relazione c’è tra questo e il fatto che gli alti funzionari corrotti che Zelensky aveva proposto di incarcerare nel suo discorso di sei anni fa potrebbero rivelarsi suoi amici?”.
Il tema è l’ingresso di NABU e SAPO nella cerchia del presidente. Un mese prima che scoppiassero gli sconvolgenti eventi che hanno distrutto l’indipendenza dell’infrastruttura anticorruzione, il presidente Zelensky è stato costretto a salvare il suo amico di famiglia e, guarda caso, vice primo ministro e ministro dell’Unità, Oleksiy Chernyshov, dai sospetti della NABU e della SAPO. Oleksiy Chernyshov è accusato di abuso d’ufficio e di ottenimento illegale di benefici particolarmente ingenti.

A giugno, Ukrainska Pravda ha riferito come esattamente Černyšov abbia tentato di fuggire. Numerose fonti delle forze dell’ordine e dell’entourage del presidente affermano che la questione del rientro del vice primo ministro dall’estero, su ordine di Zelenskij, avrebbe dovuto essere gestita dalla Direzione Centrale di Intelligence del Ministero della Difesa. Ciò è accaduto dopo che il ministro dell’Unità ha risposto alle richieste di rientro: “Non vedo il mio futuro in Ucraina”.
Sul lato ucraino del confine, Černyšov, è stato accompagnato dagli ufficiali del GUR che lo stavano aspettando. “Sia il primo che il secondo agente di sicurezza – scrive Ukrainska Pravda – avrebbero dovuto garantire al ministro che non sarebbe stato arrestato dagli investigatori della NABU e dai procuratori della SAPO all’ingresso in Ucraina e che non sarebbe finito in un centro di detenzione preventiva. Un chiaro segnale che il presidente non solo non sosteneva NABU e SAPO nel caso Černyšov, ma si opponeva anche all’operato delle forze dell’ordine, è emerso durante l’udienza in tribunale”.
La fase attiva del confronto non pubblico tra il presidente e il blocco anticorruzione, secondo Ukrainska Pravda, è iniziata proprio con il caso Chernyshov .
Secondo gli interlocutori di Ukrainska Pravda, “al culmine dello scandalo che circondava il caso Chernyshov, nell’ufficio del Presidente si tennero una serie di incontri a cui parteciparono i capi delle forze dell’ordine controllate dal governo”.
“I nostri interlocutori – scrive perentoriamente Ukrainska Pravda – affermano che ai responsabili delle forze dell’ordine controllate dall’Ufficio del Presidente è stato affidato il compito di fare tutto il possibile per distruggere l’influenza della NABU/SAPO”.
Ukrainska Pravda riferisce poi di uno scandalo riguardante il fratello del curatore dell’ufficio del presidente Zelensky per l’intera economia del Paese, Rostislav Shurma, oggetto di un’inchiesta di Bigus.Info. L’inchiesta riguardava le modalità con cui lo Stato pagava l’elettricità per gli impianti solari del fratello di Shurma durante l’occupazione.
Scrive Ukrainska Pravda: “Le centrali solari sotto occupazione russa, di proprietà della cerchia ristretta del vicedirettore dell’OP Rostyslav Shurma, hanno ricevuto il pagamento alla “tariffa verde” fino all’estate del 2023. Sebbene, presumibilmente, non avessero alcun collegamento con il sistema energetico unificato dell’Ucraina”.

Dopo l’invasione su vasta scala della Federazione Russa in Ucraina, diverse decine di centrali “verdi” sono state occupate. Tra queste, le centrali solari di LLC “KD Energy 2”, PE “Natsprod”, LLC “Renewable Energy of Zaporizhzhia”, LLC “Green Energy Tokmak” e LLC “Grandpower LLS”, situate nella regione di Zaporizhzhia.
“Da luglio 2022 a luglio 2023 – scrive Ukrainska Pravda- le società hanno ricevuto complessivamente oltre 320 milioni di grivne in pagamenti per l’elettricità alla “tariffa verde” dall’impresa statale “Acquirente Garantito”. È stato osservato che il comproprietario delle due società era Oleg Shurma, fratello di Rostyslav Shurma, funzionario dell’Azienda di Servizi Pubblici. Un mese dopo la pubblicazione del caso, si è saputo che la NABU stava indagando sui pagamenti statali alle stazioni occupate dall’orbita di Shurma”.
Secondo fonti di “Ukrainian Truth”, scrive ancora Ukrainska Pravda,” negli ambienti politici e imprenditoriali, nel 2024 i rappresentanti del Dipartimento di Stato americano iniziarono seriamente a considerare l’imposizione di sanzioni contro Shurma per l’eccessiva influenza sull’economia dell’intero Paese. E solo per questo Shurma chiese le sue dimissioni. Secondo gli interlocutori politici di Ukrainian Truth, il presidente considerava il suo responsabile economico vittima di persecuzione politica da parte degli americani”.
Shurma, nonostante tutto, continua a essere membro del consiglio di sorveglianza statale del gigante ucraino del petrolio e del gas Naftogaz, anche a 1.700 chilometri da Kiev, e partecipa alle riunioni del consiglio online.
Dopo le sue dimissioni, Shurma, padre di tre figli minorenni, lasciò l’Ucraina e si recò in Germania, dove la sua famiglia viveva dall’inizio dell’invasione su vasta scala. Anche il fratello di Rostislav Shurma, Oleg, ha lasciato il Paese, avendo ottenuto il permesso dopo la nascita del suo terzo figlio. È anche lui imputato nel caso NABU e SAPO sopra menzionato.
Una notizia importante ci riguarda direttamente. Stando all’ Ukrainska Pravda Rostyslav Shurma avrebbe partecipato alla conferenza ucraina sul restauro a Roma il 10 e 11 luglio.
E’ del tutto evidente che il cerchio magico che gira attorno a Zelensky, probabilmente comandato da Yermak, agisce comunque, sia in Ucraina, sia all’estero, dove si rifugiano gli indagati.
Un altro nome che ricorre sempre più spesso sui media è quello di Timur Mindich, comproprietario dello studio Kvartal-95 e uno degli amici più cari del presidente Zelensky. L’amico del presidente viene menzionato principalmente nel contesto del settore energetico dell’amministrazione statale e persino della produzione di droni.
Dopo l’invasione russa del 2022, Mindich non solo non è uscito dalla cerchia ristretta delle comunicazioni in prima persona, ma al contrario, ha acquisito uno status ancora maggiore. All’inizio di giugno di quest’anno, la NABU ha arrestato un parente di Mindich mentre cercava di fuggire dall’Ucraina. È accusato di essersi appropriato indebitamente di 664 milioni di grivne dalle gare d’appalto di Kharkiv Oblenergo.
Negli ultimi mesi, il nome di Mindich ha iniziato a essere utilizzato attivamente nel contesto della produzione di droni. Si tratta di un mercato pressoché illimitato, poiché non solo il denaro ucraino, ma anche i fondi di partner internazionali hanno iniziato ad attrarre finanziamenti.
“Se la lotta contro NABU e SAPO al più alto livello non impedirà alle forze dell’ordine di porre fine a questi casi, e se Mindich dovesse essere sospettato – scrive Ukrainska Pravda -, allora sarà la persona più vicina al presidente Zelenskyy a ricevere non solo un’accusa ufficiale di corruzione, ma accuse di corruzione durante una guerra importante e a spese di una guerra importante.
La corruzione, come si vede da quanto riferiscono i giornali ucraini, riguarda il cerchio magico di Zelensky, mentre si fa sempre più evidente che la figura che davvero comanda in Ucraina è Yermak.






