L’innominabile attuale
A un anno circa dalle elezioni politiche del prossimo anno, intorno alle questioni del finanziamento delle spese militari e dell’approvazione della nuova legge elettorale, si ridiscutono gli assetti dei due schieramenti politici che concorreranno al futuro governo della nazione.
Così che l’uno schieramento ruoti intorno all’asse di Fratelli d’Italia, e della premier Giorgia Meloni, e l’altro intorno all’asse del Partito democratico.
A differenza della richiesta di accesso al prestito MES, dall’Italia mai avanzata, stavolta l’accesso al prestito SAFE, pare nel limite massimo di circa 15 miliardi, è da ritenersi imprescindibile, pena l’esclusione dell’Italia dal sistema comune di difesa internazionale ed europeo.
La sicurezza interna ed esterna, mediante l’uso legittimo ed esclusivo della forza, è infatti il caposaldo necessario, ancor più necessitato di ogni Stato o nazione, che dicasi tale o meglio ambisca, autonomamente e a livello internazionale, a un valido ed efficace riconoscimento politico e giuridico.
Stavolta, non sono pertanto ammessi tentennamenti né incomprensioni. Nel quadro attuale dello scacchiere internazionale, è evidente, ad esempio, che incertezze o pruderie “giallo-verdi” non servono affatto.
Non è il tempo di comprimari!
E, allora, il Parlamento si esprima, e lo faccia non solo liberamente, come sempre dovrebbe, ma soprattutto lo faccia responsabilmente, dato che in gioco, attualmente, è il destino di un’intera nazione: la nostra, e cioè comune a tutti noi.





