Perché senza “volontà” ogni cambiamento è un’illusione
Nei precedenti articoli, abbiamo parlato di mappe (i trend), di alchimia interiore (il processo) e di sistemi interconnessi (l’Economia sferica). Ma esiste un punto di rottura invisibile dove la maggior parte dei percorsi di crescita fallisce: l’atrofia della Volontà.
Nel 2026, l’ostacolo principale non è certamente la carenza di strumenti o di dati, ma l’incapacità di trasformare l’intenzione in atto consapevole.
Come insegnava Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi, la volontà non è uno sforzo muscolare o una costrizione dell’ego, ma la funzione centrale del Sé: il timone che permette di dirigere tutte le altre funzioni psichiche verso un fine unitario.
- La volontà non è una ma molte
Per Assagioli, la volontà non è un blocco monolitico. Per navigare la complessità di oggi, il professionista e l’individuo devono risvegliare diverse sfumature del volere:
- La volontà forte: l’energia necessaria per iniziare e, soprattutto, per perseverare quando l’entusiasmo iniziale svanisce. È il fuoco che sostiene la costanza.
- La volontà sapiente: la capacità di ottenere risultati attraverso la comprensione delle leggi universali, scegliendo la via dell’intelligenza e non quella della forza bruta. Si tratta di una sorta di economia dello sforzo.
- La volontà buona: qui l’etica incontra l’azione. Una volontà forte ma priva di direzione etica è distruttiva. La “volontà buona” è quella che sceglie obiettivi capaci di generare valore non solo per sé, ma per l’intero sistema interconnesso in cui viviamo.
- Il “sano egoismo” come scelta volitiva
Il passaggio verso modelli di vita e di business più sostenibili – come quelli proposti dall’Economia sferica di Oscar Di Montigny – non avviene per inerzia. Richiede un atto di volontà deliberato.
Di Montigny teorizza che “la migliore forma di altruismo è un sano egoismo”, partendo dal presupposto che siamo tutti parte di un unico sistema. Ma scegliere di operare per il vantaggio del sistema (da cui dipendiamo energeticamente e fisicamente) richiede il coraggio di esercitare la volontà transpersonale: quella forza che spinge l’individuo a connettersi con finalità più ampie, superando l’impulso al profitto immediato, egoico e miope.
- La Via iniziatica: dall’impulso alla decisione
Nelle tradizioni iniziatiche, il primo requisito del cercatore è la “tempra”. Autori come G.I. Gurdjieff evidenziavano come l’essere umano ordinario spesso non “agisca”, ma venga “agito” da impulsi esterni, frammentato in mille piccoli desideri contrastanti dei mille piccoli Io che lo abitano.
La crescita personale autentica mira a creare un “centro di gravità permanente”, un Io capace di orchestrare queste spinte. Senza questo centro, la formazione permanente rischia di diventare un mero accumulo di nozioni “orizzontali” che non verticalizzano mai l’individuo né il suo operato.
Se per Schopenhauer la “volontà di vivere” era una forza cieca che ci schiavizza, la sfida del professionista, dell’Uomo moderno è addomesticare quella forza. Passare dalla reazione (subire i ritmi del mercato e del mondo) all’azione (imporre al mercato e al mondo una visione etica e consapevole).
- L’allenamento della volontà: un atto di libertà
Assagioli sosteneva che la volontà, come un muscolo, può essere allenata. Questo allenamento passa attraverso due fasi cruciali:
- Disidentificazione: imparare a dire «io ho un’emozione, ma non sono quell’emozione». Questo spazio di distacco è il luogo dove nasce la libertà di scelta.
- Direzione del proposito: chiedersi costantemente non solo cosa stiamo facendo, ma per quale fine e in che modo questo atto impatta sulla “Sfera” di cui siamo il centro e responsabili.
Timonare la sfera: la consapevolezza come necessità operativa
L’economia sferica, prima ancora di essere un modello organizzativo, è una presa d’atto della realtà. Essa presuppone l’esistenza e la partecipazione di individui capaci di esercitare la propria respons-abilità: quella facoltà di rispondere con presenza e metodo alle sollecitazioni del contesto, anziché limitarsi a una reazione meccanica e inconsapevole.
Questa capacità di governo non può essere tradotta in un automatismo tecnologico perché è un attributo della volontà. È necessario riconoscere che, in assenza di un atto volitivo deliberato, concetti come l’altruismo o la sostenibilità rimangono astrazioni retoriche, prive di radicamento nella realtà. Allo stesso modo, il successo – inteso nella sua accezione più ampia di realizzazione umana e professionale – cessa di essere un progetto per diventare una semplice casualità statistica.
Oggi, recuperare il controllo della propria sfera d’influenza non è un esercizio di stile ma un’esigenza sistemica. Significa comprendere che l’individuo non è un elemento isolato bensì il centro di un sistema di relazioni in cui ogni azione genera una vibrazione riflessa sull’intero organismo sociale ed economico.
Divenire consapevoli delle proprie funzioni psichiche e del proprio impatto è l’unico modo per operare un cambiamento etico che sia, al contempo, efficace e duraturo. Riprendere il timone del proprio volere è, in definitiva, l’unico percorso per trasformare la complessità del presente in una forma di ordine superiore.


Mariarosaria Murmura abita comunicazione e formazione come ponti verso l'essenziale, promuovendo una consapevolezza che attinge alle radici dell'umano. Autore di narrativa e saggi, dedica la sua ricerca alle Tradizioni e alle Vie iniziatiche, temi che approfondisce in seminari e conferenze.


