Home Cultura L’Anticristo, il mancato parricidio

L’Anticristo, il mancato parricidio

0
Anticristo

Un cambio di ruoli tra l’Anticristo e il Cristo

Dice il Sommo Poeta: “Trasumanar significar per verba/non si poria” (Paradiso I, 70-71).
E oggi, Thiel o non Thiel, sembra quasi che tutti abbiano ripreso a parlare dell’anti/cristo e delle sue svariate forme. In una sorta di nuova metamorfosi, ovidiana.

Ovidio, si sa, non aveva simpatia per gli stoici. E ciò gli costò molto, se è vero che fu esiliato da Augusto, dopo la pubblicazione dell’opera, dal titolo per l’appunto “Metamorfosi”, da quel giorno suo ex-patrocinante ed ex-intercessore.

Ma erano quelli i tempi di un nuovo avvento. Non certo il primo, e neanche credo l’ultimo. E cioè l’avvento dell’impero e, per contrasto, l’avvento del cristianesimo. Anche se i tempi fossero già maturi per il primo, ma non ancora per il secondo. Bisognerà attenderne infatti l’epifania, definitiva, lungo il corso del IV secolo.

E, tuttavia, il cristianesimo prende il nome dal χρηστός di Platone. Termine che, in generale, sta per “utile”, “buono”, “servizievole” o “probo”; e che deriva dalla radice greca χρ. Non a caso il logo, figura e simbolo del primo cristianesimo. Oltre che dalla forma impersonale χρή (chrē), che significa “bisogna”, “è necessario”.

E qui la questione si complica, dato che il Cristo o Chrestos (secondo la versione di Dionigi l’Aeropagita) agirebbe, nel corso della narrazione, in veste di “salvatore” o “liberatore” dal peccato di questo mondo. Questo infatti è ciò che Yahweh crede.

Ovvero: il mondo è male e il χρηστός viene nel mondo per salvar-ci o liberar-ci da esso. Ed è per questo motivo che il Cristo, come opportunamente ribadito da Roberto Calasso nel suo “Sotto gli occhi dell’Agnello”, va incontro alla morte, per liberarsi del fardello del proprio mondo (corpo, mente e spirito) mortale.

Tuttavia: è l’Apocalisse il libro che compie la profezia cristiana. E, in esito, ribadisce la contrapposizione esistenziale del mondo.

Come sintetizza efficacemente lo stesso Calasso: “nulla che vada oltre”.
Allora, in estrema sintesi, assistiamo a un cambio di ruoli: l’Anticristo, che trattiene l’uscita dal mondo – ancor prima nel nome di Parmenide, che Platone avrebbe voluto sacrificare, ma invano – passa il testimone al Cristo, che testimonia l'”eternità” del mondo.

Hanno scritto gli autori di “Il mulino di Amleto”, Giorgio de Santillana ed Hertha von Dechend, che il cristianesimo rappresenterebbe l’ultimo tentativo di “uscita dal mondo”. Ma non è così.

Tant’è che oggi la questione si ripropone sotto altre forme, che diciamo umane e transumane, e invece metamorfosi perenni di quel “divino” Essere che: è (Parmenide).

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui