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La terza guerra mondiale è già cominciata?

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terza guerra mondiale

L’ipocrisia infinita che consente di nascondere la verità

Se mi è consentito parlare liberamente – ma, francamente, lo farei anche senza consenso – mi permetterei di ritornare alla riflessione di Papa Francesco.

“Siamo nella terza guerra mondiale, ma a pezzi”, un’espressione intensa e profetica pronunciata nel 2014 durante il viaggio di ritorno dalla Corea.

Ci vorrei tornare per confermarla e, se mai, per appena correggerla.

La “guerra a pezzi” non è solo una metafora, ma una diagnosi cruda della realtà geopolitica contemporanea. Un esame di realtà.

Dall’Ucraina alla Palestina, dal Sudan al Myanmar, nel Golfo Persico, in America Latina, le tensioni si moltiplicano, i conflitti si incancreniscono e la sicurezza collettiva è messa in discussione. Si giocano partite strategiche sulle spalle dei popoli.

Francesco lo aveva già intravisto 12 anni fa. Perché già c’erano. Anche senza Trump e Netanyahu. Anche senza i conflitti, quelli più seguiti dalla informazione, che oggi sono deflagrati.

Il mondo sta vivendo una trasformazione radicale e caotica dell’ordine globale, con guerre, crisi economiche, emergenze ambientali e instabilità politica che si intrecciano e c’è un filo rosso che lega la diffusione dei conflitti armati al declino della democrazia.

Il Papa lo aveva colto e lo denunciava: il silenzio. Il silenzio mediatico, il silenzio politico, il silenzio delle coscienze.

Mi permetto di sostenere che solo il silenzio delle coscienze si è dimostrato un vero silenzio.

Il mondo mediatico e il mondo politico hanno fatto di peggio: non hanno taciuto ma entrambi hanno strumentalizzato – quanto non anche mestato – gli avvenimenti e si sono rifiutati di vedere che il messaggio del Papa (che ha una carica di verità che prescinde finanche dalla autorevolezza del personaggio) invitava non solo a giudicare ma ad “affrontare con coraggio le cause profonde di queste guerre frammentate: disuguaglianze, avidità economica, crisi ambientali, lotte per il potere e collasso della diplomazia multilaterale”.

Le cause, dunque.

Giudizi morali, scomuniche, esecrazioni: troppo comodo fermarsi a essi.

Prese di distanza?

Bisognerebbe fare il contrario del ritirarsi in un pur dignitoso ma inefficace proprio mondo etico.

Ma c’è un’altra piccola correzione che io credo vada fatta al pensiero di Papa Francesco.

Quando si vede che l’Ucraina resiste alla Russia, non solo con il sacrificio del suo popolo, ma attraverso armi e tecnologie (ora da essa stessa migliorate) dell’intero Occidente, che si serve della rete satellitare USA per individuare e colpire gli obiettivi e per verificare i movimenti di truppe russe sul terreno; quando si vede che l’Iran si difende e colpisce le basi americane con missili a tecnologia cinese e utilizzando la rete satellitare e la tecnologia informatica cinese; quando sono i russi ad essere dietro molte delle operazioni belliche in Medio Oriente; quando i servizi segreti e la tecnologia israeliana definiscono i campi di intervento dei militari non solo israeliani, allora bisogna rendersi conto che quelle in atto sono guerre “a pezzi” non perché “frammentate” e formalmente non dichiarate, visto che i fili rossi che le legano sono più di uno, ma perché combattute “per interposta persona”, essendo i combattenti sul campo diversi da quelli che muovono i fili, diversi da quelli che hanno interessi loro da difendere e brame di potere che intendono acquisire.

E il tutto all’ombra di un’ipocrisia infinita che consente di nascondere la verità.

Una verità che, per quello che vedo, è sconvolgente. Che sta nel fatto che forse stiamo già nella terza guerra mondiale. Un conflitto globale è già in corso.

E se questa fase non è drammatica come potrebbe diventare, non possiamo perciò lasciare che le tensioni e gli scontri si autoalimentino, senza neanche tentare di far decantare situazioni esplosive.

Il tentativo di chiamarsi fuori non ci esonera dalla responsabilità per quello che accadrà.

Autore

  • Giuseppe Augieri

    Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.

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