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LA STRAGE ALL’OSPEDALE DI GAZA

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di Bruno Chiavazzo

“La prima vittima della guerra è la verità”, questa frase attribuita ad Eschilo risalirebbe a 2500 anni fa a dimostrazione che già gli antichi avevano capito tutto. Sono passati 12 giorni dall’efferato attacco a freddo di Hamas ad Israele con intere famiglie freddate nelle loro case, bambini sgozzati, ostaggi e tutto il repertorio che caratterizza il terrorismo islamista.

Israele, come sappiamo, ha reagito e sta reagendo colpendo duro Hamas e la Striscia di Gaza dove i terroristi si nascondono utilizzando la popolazione civile e gli ostaggi israeliani e occidentali come scudi umani. Un fatto certo che ha, in qualche modo, sgretolato l’invincibilità del sistema di sicurezza israeliano, dei suoi servizi di intelligence, del Mossad e dello Shin Bet, è stato la facilità con la quale centinaia di terroristi sono riusciti ad entrare in Israele, senza quasi trovare un opposizione.

A dimostrazione che non sempre la tecnologia può sopperire alla determinazione di chi è pronto a morire per una supposta causa religiosa o di vendetta. Detto questo l’idea che Israele bombardi l’ospedale Al Ahli di Gaza City con centinaia di vittime e feriti, è semplicemente una bufala politico-militare, costruita ad arte. L’idea, poi, che lo faccia mentre si appresta a ricevere il presidente americano, Joe Biden, assume aspetti ancora più surreali.

Gli israeliani si saranno pure dimostrati inefficienti dal punto di vista militare, ma pensare che siano così cretini politicamente mi sembra una cosa folle.  Ed, infatti, una delle conseguenze della strage nell’ospedale è stato la stop immediato all’incontro, già programmato, tra Biden, il re giordano, il presidente egiziano Al Sisi e il capo dell’Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen. Tel Aviv ha immediatamente rigettato le accuse e ha diffuso un video in cui si vede un razzo dello Jihad Islamico, alleato di Hamas, sparato da Gaza negli attimi antecedenti l’esplosione, che ha distrutto l’ospedale.

In tutti i casi l’effetto politico desiderato c’è stato eccome. Migliaia di palestinesi sono scesi in piazza in Libano, Turchia, Giordania, Iraq, tentando di attaccare le ambasciate di Israele e USA. La stampa occidentale, senza aspettare un secondo per capire cosa fosse effettivamente successo, ha sparato ad alzo zero sul governo israeliano, dimenticando tutto quello che era successo solo dieci giorni fa. Ma, la cosa più assurda sono state le dichiarazioni di Putin in visita al suo protettore cinese, che ha parlato di “crimine scioccante” e “atto disumano”, detto da chi da un anno e mezzo bombarda con missili ad alto potenziale donne, bambini, ospedali e scuole in Ucraina.

Resta comunque la domanda di fondo: perché Hamas ha scatenato l’attacco a Israele lo scorso 7 ottobre? Chi li ha aiutati e perché? Io un’idea ce l’ho e alligna dalle parti di una teocrazia criminale che si sta giocando le sue ultime carte contro il suo stesso popolo e tutto il mondo arabo.

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  • Redazione

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