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La solitudine dell’avvocato

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avvocato

Non vi è mai sosta nel suo animo

Si parla troppo poco della solitudine dell’avvocato.
Nella società c’è l’idea che l’avvocato (penalista) sia, sostanzialmente, un teatrante.
Sia uno che, per prima cosa, indossa un “cencio” nero che si chiama toga e poi si maschera per andare in luoghi particolari: i tribunali.

In quei luoghi, così bardato e con la prosopopea classica, inizia a discorrere di fatti, di persone e di diritto davanti a Giudici, siano essi togati o giurati.

L’avvocato, dopo avere alzato la voce, alzato le mani al cielo e, fatte una serie di considerazioni, si mette a sedere e aspetta la sentenza.

Non è così.

Non è così, ma è difficile farlo capire a chi non ha mai tenuto tra le sue mani l’anima e le speranze di un’altra persona.

Dietro a quelle parole non ci sono solo ore di studio sui fascicoli e sulle norme, ma ci sono analisi e ragionamenti che colgono l’avvocato in ogni dove.

Mai la mente dell’avvocato smette di pensare e pensare è argomentare, è trovare quelle soluzioni che, magari, non hai visto o scorgere quegli ostacoli che non ti sembrava vi fossero.

È, in ogni caso, arrovellarsi ogni momento e ogni istante sino a quando il Giudice non esce e legge il dispositivo.

Sino a un attimo prima ti chiedi se hai fatto tutto e se quello che hai fatto può essere sufficiente.

Non vi è mai sosta nell’animo dell’avvocato.

Ecco perché io nel mio studio ho la foto dell’Avv. Fulvio Croce che era solito dire: “Io non faccio l’avvocato, io sono un avvocato”.

Autore

  • Massimo Rossi

    Massimo Rossi, laureato in Giurisprudenza, assistente volontario in Procedura Penale, Dottrina Generale del Processo e Teoria Generale del Processo anni 1990/2005 presso l'Università degli Studi di Siena. Dottorato di ricerca in Procedura Penale presso l'Università di Genova. Avvocato. Ha pubblicato diversi lavori giuridici in riviste specializzate e ha partecipato come autore in varie pubblicazioni giuridiche collettanee. Relatore in convegni di carattere nazionale e istituzionale anche nelle sedi parlamentari. Dal 1994 al 1997 ha svolto funzioni di Vice Procuratore Onorario presso la Procura di Siena. Già consulente della Presidenza della Prima Commissione Parlamentare sulla morte del dott. David Rossi ed estensore unitamente ad altri consulenti della relazione finale nel 2022. Attualmente è docente a contratto presso l'Università di Firenze in Procedura Penale con insegnamento presso la Scuola Nazionale dei Sottufficiali dell'Arma dei Carabinieri.

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