
È in corso “un processo serio” per trovare una soluzione negoziata al conflitto in Ucraina, e molti cercheranno di farlo fallire. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un’intervista alla televisione di Stato ripresa dall’agenzia Ria Novosti. “C’è un processo in corso, un processo serio, e adesso, probabilmente, non c’è niente di più importante”, ha affermato Peskov. In questo contesto, ha aggiunto, “appariranno molte persone che non si faranno scrupoli di nessun tipo pur di far fallire questo processo”.
Via libera di Kiev, nel frattempo, al piano di pace in 19 punti concordato con gli Usa a Ginevra. “Stiamo facendo progressi, siamo molto vicini ad un accordo”, assicura Trump, che annuncia l’invio di Witkoff a Mosca per incontrare Putin e del segretario dell’esercito Usa Driscoll a Kiev. La guerra in Ucraina potrebbe concludersi entro la fine del 2025.
“L’Europa sarà largamente coinvolta nelle garanzie di sicurezza” ha detto Trump, precisando poi che “non c’è alcuna deadline per raggiungere un accordo” e che “i russi stanno facendo concessioni per arrivare alla fine del conflitto”.
Non mancano le posizioni contrarie, soprattutto dei quotidiani Dem. La Russia, secondo il Washington Post, che cita fonti anonime, non sarebbe intenzionata ad accettare la versione aggiornata del piano statunitense per mettere fine alla guerra in Ucraina, e potrebbe utilizzare la “disinformazione” per mantenere l’impegno Usa a continuare le trattative.
Volodymyr Zelensky, vuole incontrare il suo omologo statunitense Donald Trump “il prima possibile”, possibilmente “durante le festività per il Ringraziamento”, per finalizzare un accordo congiunto sui termini per mettere fine alla guerra tra Mosca e Kiev. Lo ha detto il capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Andriy Yermak, al portale di informazione “Axios”, aggiungendo che i rappresentanti di Washington e Kiev hanno raggiunto un “accordo di principio” sulla maggior parte dei punti presenti nel piano presentato dagli Usa per tentare di mettere fine al conflitto, che sarebbe stato “pesantemente modificato” rispetto alla versione iniziale.
Zelensky, ha aggiunto, vuole però negoziare direttamente con Trump il passaggio relativo alle concessioni territoriali alla Russia. Un funzionario statunitense ha precisato che sarebbero in corso discussioni per organizzare un incontro “questa settimana o la prossima”, anche se non sarebbe stata ancora fissata una data. In base all’agenda diffusa dalla Casa Bianca, Trump dovrebbe lasciare Washington questo pomeriggio per recarsi a Mar-a-lago, in Florida, dove trascorrerà le festività per il Ringraziamento fino a domenica.
Ieri Mosca ha attaccato i media occidentali. “La parola ‘rispettabilità’ probabilmente non dovrebbe più essere usata in relazione ai media occidentali, perché nessuno si tira indietro davanti a nulla e non prova più un senso di vergogna professionale”, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitriy Peskov intervistato da Rossiya.
Sempre Dmitry Peskov, intervistao da una emittente russa, ha affermato che le richieste di licenziare l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff in seguito alla pubblicazione delle sue conversazioni con il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, mirano a ostacolare il “fragile slancio verso una soluzione pacifica in Ucraina”. “Innanzitutto, non c’è nulla di particolarmente spaventoso”, ha affermato Peskov secondo quanto riporta la Tass “se mettiamo da parte la questione se siano vere o meno. Lo stesso presidente Trump, tra l’altro, ha parlato indirettamente in difesa di Witkoff: è il solito lavoro di un negoziatore”. “Probabilmente, le voci che ora si levano [con richieste] di licenziare Whitkoff mirano principalmente a interrompere le modeste tendenze verso il raggiungimento di un accordo attraverso negoziati pacifici”, ha aggiunto Peskov. “Certamente, emergeranno molte persone che non si fermeranno davanti a nulla per interrompere questo processo”, ha concluso il portavoce di Vladimir Putin.





