Home Politica estera LA MANIFESTAZIONE PRO PAL CHE E’ TENUTA IERI A ROMA

LA MANIFESTAZIONE PRO PAL CHE E’ TENUTA IERI A ROMA

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Stando a quanto dichiarato dagli organizzatori,  300 mila le persone ieri pomeriggio a Roma hanno partecipato alla manifestazione indetta dal PD, dal Movimento 5 stelle e da AVS a favore dei Palestinesi. Alla manifestazione hanno partecipato, fra gli altri,  Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.

Il corteo, che ha visto alla testa dello stesso, alcune persone con uno striscione con la scritta “Stop al massacro, basta complicità”, bandiere della Palestina e della pace, unitamente a quelle del Pd, del M5s e di Avs,  è giunto a piazza San Giovanni, nella quale è stato predisposto un palco per gli interventi dei vari leader.

Al di la del fatto che, in particolare, il PD, in ambito europeo, avrebbe dovuto proporre un’azione in linea con quanto sostenuta nella manifestazione, cosa che dal punto di vista della reale efficacia sarebbe stata un qualcosa di concreto, una manifestazione che ha avuto come intento quello di sostenere la fine delle ostilità a Gaza, mostra, al di là della scontata retorica e una palese strumentalizzazione politica, un umanitarismo ingenuo, quindi un qualcosa nei fatti poco utile. 
 
Poco utile in quanto il cessate il fuoco o addirittura la fine del conflitto in essere non porterebbe la pace, poiché di fatto ridarebbe fiato ad Hamas, che nasconde i suoi umini nei tunnel, nell’attesa del ritiro di Israele per tornare ad agire come prima e a dominare la striscia di Gaza.
 
Striscia nella quale c’è un popolo che soffre terribilmente, sia per l’azione dell’esercito israeliano, ma anche a causa della feroce azione di Hamas, cui si aggiungono gruppi, bande armate e clan che comunque hanno come obiettivo la distruzione di Israele.
 
Rimane quindi  l’autentica problematica, che non si può far finta di non capire: una tregua consente ad Hamas di armarsi e tornare ad attaccare Israele.
 
Diverso sarebbe se si chiedesse ad Israele di aumentare il confronto con ANP, la quale accetta di convivere con Israele e non ricerca la guerra.
 
Pertanto sarebbe utile aiutare e sostenere appunto ANP, in un contesto che dovrebbe avere come base una pacifica convivenza, che dovrebbe vedere un popolo vivere di lavoro e non di sussidi, operando in una sorta di ambito condiviso con Israele, nel quale le armi dovrebbero finalemente tacere.
 
Al di là delle utopie e dei fanatismi, peraltro indotte da potentati regionali e non, questa è una delle poche vie d’uscita reali e possibili, che anche Netanyahu dovrebbe ricercare.

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  • Redazione

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