
di Giuseppe Augieri
Dissento con tutte le mie forze dalla odierna iniziativa del Governo Meloni. Mi riferisco all’azione del Ministro Crosetto nei confronti del generale Vannacci. Purtroppo ancora una volta mi capita di dissentire su qualcosa che invece la sinistra approva. Ed invece questa è una vicenda, per me, di una gravità inaudita e senza precedenti.
Il giornale organo dell’opposizione, “la Repubblica”, tenta di confondere le idee paragonando il caso a due precedenti: quello del generale Buracchia e quello del generale Mazzaroli. Se non fosse tragico, ci sarebbe da ridere. A me fa invece incavolare: perché essere preso per scemo non mi va. E non concordo con commenti del tipo: non è opportuno…. Essere o meno opportuno è un’opinione: la libertà di dire ciò che si pensa è qualcosa in più. Pensavo fosse ovvio.
La frase, erroneamente attribuita a Voltaire: «Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo», che abbiamo sempre richiamato, sembra sparita nel nulla. Perché? E aver dimenticato quella di Aristotele: “Solo una mente aperta può capire un pensiero diverso dal suo senza avere bisogno di accettarlo” chiarisce l’altra faccia della medaglia: c’è un episodio di mancanza di rispetto per la libertà e ciò è dovuto, a quanto pare, dalla difficoltà di avere una “mente aperta”. Se non fosse così, sarebbe ancora peggio.
Io resto legato ai fondamenti della mia cultura, che mi sembrava comune a quella dell’intero occidente. Quelli che nascono dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino: Art. 4. La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce (“non nuoce”, non “non piace” n.d.r.) ad altri; così, l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Questi limiti possono essere determinati solo dalla legge; Art. 5. La legge ha il diritto di vietare solo le azioni nocive alla società. Tutto ciò che non è vietato dalla legge non può essere impedito, e nessuno può essere costretto a fare ciò che essa non ordina.
Due articoli dei 17 totali, preceduti da un preambolo: “l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti dell’uomo sono le uniche cause delle sciagure pubbliche e della corruzione dei governi”. Era il 1789. Mi





