
Joe Biden, arrivato in Israele, ha detto: “Vi avverto. Mentre provate quella rabbia, non lasciatevi consumare. Dopo l’11 settembre negli Stati Uniti eravamo infuriati. Mentre cercavamo giustizia e ottenevamo giustizia, abbiamo anche commesso degli errori”.
Partiamo dalla confessione di Biden. Quali sono gli errori? Non è difficile identificarli.
Si chiamano interventi in Iraq, voluti da un ex etilista, diventato guru del fondamentalismo cristiano Usa, il quale ha messo in atto la distruzione dell’esercito iracheno, dopo essersi inventato che Saddam aveva armi chimiche. Tutti ci ricordiamo il mazzo di carte da poker con i volti dei generali da eliminare. La distruzione dell’esercito iracheno ha aperto le porte alla penetrazione dell’Iran sciita in un mondo sunnita e ha determinato la reazione dei militari iracheni, i quali hanno fondato l’Isis. Bush junior, riscattatosi dall’etilismo, ha disastrato l’Iraq favorendo l’Iran.
Vogliamo parlare della Libia, con il risultato, determinato da Hillary Clinton, che in Cirenaica ci sono i russi e in Tripolitania ci sono i turchi?
Non parliamo dell’Africa del Sahel e del Sub Sahara, dove gli errori hanno lasciato il campo a Russia e Cina.
Errori, omissioni o strategia di svendita degli Usa e dell’Occidente?
La domanda, a questo punto, è più che legittima. E lo è tanto più alla luce di un dossier pubblicato negli States, che fa il punto sui rapporti trasversali tra il deep state Usa, la cupola dei pedofili e le potenze straniere.
“A Nation Under Blackmail”, “Una nazione sotto ricatto”, è il libro Whitney Webb, diviso in due volumi, per un totale di 1000 pagine, piene zeppe di nomi e dettagli riguardanti il deep state Usa, la cupola dei pedofili e il China Gate.
https://archive.org/details/one-nation-under-blackmail-vol-1-2-whitney-alyse-webb
L’autrice ne parla in un’intervista a Grell Beck i cui contenuti ci sono proposti dal giornalista italiano Roberto Mazzoni, che ci informa dalla Florida, con il suo sito Internet https://mazzoninews.com/2023/10/16/deep-state-finazieri-spie-mafiosi-editori-e-pedofili-parte-1/

Il libro si occupa approfonditamente del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein, di Robert Maxwell, famoso magnate dell’editoria britannica, profondamente legato al mondo dei servizi segreti di numerose nazioni, e padre della famosa Ghislaine Maxwell, che è stata condannata negli Stati Uniti per aver adescato le vittime sessuali per conto di Epstein.
Tuttavia, l’aspetto più interessante è quello del China Gate.
Grell Beck nell’intervista ad un certo punto, parlando di Epstein, afferma che il modo nel quale l’autrice ne ha parlato lo collega a un intero mondo di corruzione. “È una sorta – dice Grell Beck – di Stele di Rosetta”.
Whitney Webb ci fornisce le chiavi per capire chi ha disastrato gli Usa e l’Occidente.
Whitney Webb commenta che Epstein “è stato al centro di molti scandali, ma non necessariamente al vertice. Penso – dice – che fosse semmai un gestore di livello intermedio, in un certo senso, ma molto centrale in molte delle vicende che accadono in quel tipo di reti in cui viveva e che sono coinvolte in numerosi atti di corruzione contemporaneamente. Era coinvolto in molti di questi atti e di queste reti, ma non necessariamente ai massimi livelli”.
“Era dunque una spia?”, chiede Glenn Beck.
“Penso – risponde Whitney Webb – che avesse sicuramente connessioni con l’intelligence, e ci sono molti elementi che lo suggeriscono. […]. Era un agente esterno? Oppure era sul libro paga e di quale agenzia di intelligence? Più d’una? Nel momento in cui, nell’insieme, hai la sua stretta associazione con una persona come Ghislaine Maxwell il cui padre aveva affiliazioni con numerose agenzie di intelligence, questa diventa davvero una domanda legittima. […]. E quando arrivi alla fine del primo volume ti rendi conto che Epstein appare sempre di meno un’anomalia. E così il secondo volume rappresenta invece il mio sforzo di scavare il più possibile, attingendo a fonti pubblicamente disponibili, nel passato di Epstein e anche del suo più grande benefattore, Leslie Waxner, e poi anche di Ghislaine Maxwell”.
Whitney Webb, mette in luce la corruzione degli apparati del deep state Usa, sostenendo che “alcune di queste persone nei nostri apparati di sicurezza nazionale si sono rese conto che potevano fare un sacco di soldi collaborando col crimine organizzato e proteggendolo, al fine di spartirsi il bottino”. E aggiunge: “ Ma poi alcuni di questi stessi attori, come ad esempio i gestori dell’operazione Iran Contra, solo pochi anni dopo, nel 1990, sono finiti a collaborare con il governo cinese, fino allo svilupparsi, durante l’amministrazione Clinton, di quello che oggi molti conservatori ricordano col nome di China Gate. In realtà non sono fedeli a niente e a nessuno, e vogliono solo denaro e potere”.
Il China Gate
Eccoci giunti al punto dolente: al China Gate e alla relazione tra reati sessuali e affari finanziari.
“E questa – sostiene Whitney Webb – è particolarmente evidente nella relazione tra Epstein e Clinton. Hai qualcuno come Jeffrey Epstein che, negli anni ’80, si è descritto come un cacciatore di taglie in ambito finanziario. Nascondeva oppure trovava denaro saccheggiato per conto dei potenti. Lui stesso lo ha detto a molte persone. Ci sono numerose fonti che lo attestano. Quindi ovviamente era molto a suo agio nell’usare i sistemi finanziari offshore, il sistema bancario ombra e tutto il resto. E poi alla fine degli anni ’80, oltre ad essere coinvolto nelle operazioni finanziarie di Leslie Wexner, è stato coinvolto nell’orchestrazione di uno dei più grandi schemi Ponzi della storia degli Stati Uniti. L’altra persona con cui lavorava, Steven Hoffenberg, è stato arrestato ed è finito in prigione per questo. Nel 1993, il suo nome fu invece stralciato dal caso ed Epstein finì a raccogliere fondi per la corsa alla Casa Bianca di Clinton.”.
A questo punto Glenn Beck mette il dito nella piaga, ricordando il caso di Ron Brown.
“Beh – sostiene Whitney Webb-, la situazione di Ron Brown è molto difficile da capire perché è legata [… al] China Gate, su cui anche il Congresso ha fatto molta fatica ad indagare. L’uomo al centro di esso, che era anche l’uomo che Jeffrey Epstein ha incontrato ripetutamente alla Casa Bianca, di nome Mark Middleton, ha invocato il Quinto Emendamento 28 volte, compresa la domanda in cui gli chiedevano se fosse un agente straniero. E praticamente ogni altra figura chiave che hanno cercato di citare in giudizio ha invocato il Quinto Emendamento, perciò era un’indagine molto difficile da condurre. E anche la prima invocazione del privilegio esecutivo da parte di George Bush junior come presidente, è stata, tra le altre cose, per bloccare i documenti su Mark Middleton messi a disposizione del Congresso. E poi abbiamo avuto l’11 settembre e tutti se ne sono dimenticati” . “È molto sorprendente – aggiunge Whitney Webb – perché Mark Middleton non era un personaggio di alto rango. Era un assistente di Mac McClarty, che a sua volta era capo dello staff e poi consigliere senior di Bill Clinton. Allora perché il presidente che è stato eletto dopo Clinton è intervenuto per proteggere Mark Middleton? C’è ovviamente molto che bolle in pentola perché, nello stesso periodo in cui Mark Middleton era coinvolto nel China Gate, stava anche incontrando Jeffrey Epstein. E Jeffrey Epstein, in quel lasso di tempo, stava organizzando la riorganizzazione della Southern Air Transport, la compagnia aerea formata ai tempi dell’Iran Contra, in modo che invece di andare da Miami all’America Latina, avviasse una rotta da Columbus, nell’Ohio, dove aveva sede Leslie Wexner, a Hong Kong. Si tratta quindi di eventi collegati? Nel libro sostengo che sia così. Se fosse vero, sarebbe molto sconcertante perché, fondamentalmente, per riassumere, durante il China Gate, la Cina ricevette un’enorme massa di informazioni confidenziali sulla tecnologia militare statunitense. L’operazione fu finanziata dall’esercito cinese e Ron Brown era al centro di tutto questo perché il Dipartimento del Commercio stava convalidando ogni genere di operazione con la Cina”.
Glenn Beck chiede. “Allora perché è stato presumibilmente ucciso?”.
“Poco prima che gli venisse inaspettatamente chiesto di andare in missione commerciale in Croazia – commenta Whitney Webb-, ha accettato di collaborare in un’indagine su questa particolare rete che stava gestendo il China Gate. E le persone che negli Stati Uniti stavano facilitando il China Gate erano collegate alla rete dei benefattori di lunga data dei Clinton, vale a dire la famiglia Riady e Jackson Stevens, che erano una sorta di sostenitori politici chiave per Bill Clinton quando era governatore dell’Arkansas”.
Glenn Beck torna su Epstein: “Quindi diamo un’occhiata ad Epstein per un secondo. Quando guardi la sua cerchia di influenza, appare come qualcuno che sta cercando di reclutare persone e semplicemente filmarle nell’atto di commettere atti orribili, oppure raccoglie fondi per conto loro in modo che poi possa controllarli, giusto? Era questo il suo ruolo?”.
“Penso – sostiene Whitney Webb – che facesse parte del gioco. Ha compiuto molte attività di questo tipo, ma, allo stesso tempo, è anche stato coinvolto in crimini finanziari praticamente per tutta la sua carriera. Voglio dire, questo è il filo conduttore di Epstein dagli anni ’70 fino al suo secondo arresto”.
Whitney Webb passa poi ad elencare le vittime, nel frattempo, messe a tacere: “ A maggio, Mark Middleton, che ho appena menzionato, è stato trovato impiccato per il collo da una prolunga con una ferita da arma da fuoco al petto. Nella cittadina di Little Rock, nell’Arkansas, lo hanno giudicato un suicidio . E un tribunale locale ha vietato poco dopo di rilasciare pubblicamente qualsiasi video o foto della scena. E questo solo dopo che Mark Middleton era stato coinvolto nel China Gate e in numerosi altri scandali. Ma ciò è accaduto anche solo pochi mesi dopo che, lo scorso dicembre, il giornale britannico Daily Mail ha rilasciato i registri dei visitatori dove si documentavano i suoi incontri con Epstein. […]. Questo è uno di quelli recenti. Abbiamo anche Jean-Luc Brunell, che è stato uno dei principali facilitatori delle sue attività di traffico sessuale, in particolare per quel che riguardava l’industria della moda, e che è stato trovato morto nella sua cella di prigione. C’è lo stesso Epstein, e poi c’è il figlio di Esther Salas, che era il giudice che supervisionava il caso di Epstein e Deutsche Bank, assassinato a casa propria”.
Dei rapporti tra la Cina e i Dem parla anche Roger Faligot .
Nel 1996 il Partito democratico americano “avrebbe ricevuto – secondo quanto scrive Roger Faligot (I servizi segreti cinesi- Newton Compton) – una somma pari a 4,5 milioni di dollari per il comitato di rielezione di Clinton, provenienti dal gruppo sino-indonesiano Lippo e da quelli sino-thailandesi Charoeun Popkhand e San Kin Yip, con base a Macao. Tra i fondi figurerebbero circa 300.000 dollari forniti direttamente, su richiesta del capo dell’informazione dell’Epl-2, il generale Ji Shende, assistente di Xiong Guankai”.
In nota al testo di Faligot si legge: “Nel settembre 2007, il “Wall street Journal” ha rivelato che Norman Hsu, cittadino di Hong Kong legato a queste stesse reti di contatti e condannato per frode, aveva contribuito alla campagna della senatrice democratica che lo obbligava a consegnare, sotto forma di donazione, 85 mila dollari”.
L’agente dell’Epl-2 negli Usa, scrive Faligot, è Johnny Chung. Un impiegato “del gruppo sino indonesiano Lippo, partner finanziario e commerciale di molte imprese della Cina popolare” è “integrato nella segreteria di Stato al commercio e poi consigliere di Ron Brown (Segretario al Commercio Usa per la Cina”.
Qui rispunta Ron Brown, del quale parla Whitney Webb, morto nell’aprile del 1966 in uno strano incidente aereo in Croazia.
Nel gennaio del 1994, “con il via libera dello stesso Brown – scrive Faligot – , Huang gode di un accesso illimitato ai documenti confidenziali dell’informazione economica e tecnologica” e quando “ Clinton viene eletto presidente, Huang è invitato alla Casa Bianca. Nello stesso periodo, il gruppo China resources (Huaren Jituan) con sede a Hong kong, diventerà azionaria di Lippo al 50%. Questo gruppo effettuerà donazioni al partito democratico in vista della rielezione di Clinton nel 1996. L’affare si complica se si considera che China Resources serve anche da copertura all’Epl-2 diretta dal generale Ji Shengde”.
Il China Gate dei Biden
Anche la famiglia Biden non è estranea agli affari con Cina e Russia.
Secondo quanto scrive Newsmax, Eric Schwerin, un socio in affari di lunga data di Hunter Biden che gestiva anche gli affari finanziari della sua famiglia, ha fatto più visite alla Casa Bianca durante la presidenza di Barack Obama e alla residenza ufficiale dell’allora vicepresidente Joe Biden di quanto si credesse in precedenza.
Schwerin ha visitato la Casa Bianca e l’Osservatorio Navale di Washington almeno 36 volte tra il 2009 e il 2016, ha riferito lunedì il New York Post, citando un’analisi pubblicata da Fox News.
Il Post ha inizialmente riferito nell’aprile 2022 che Schwerin ha visitato la Casa Bianca e la residenza del vicepresidente almeno 19 volte durante la presidenza Obama.
Schwerin è stato anche elencato come partner nella società di lobbying di Hunter Biden, Oldaker, Biden & Belair, dal 2002 al 2008.
Il presidente del comitato di supervisione della Camera James Comer, ha consegnato un terzo giro di documenti bancari, portando la traccia cartacea ufficiale dei pagamenti a oltre 20 milioni di dollari da Russia, Ucraina e Kazakistan durante la vicepresidenza di Joe Biden.
Secondo il riepilogo del promemoria pubblicato da Comer, “il comitato ha ora identificato oltre 20 milioni di dollari in pagamenti da fonti estere alla famiglia Biden e ai loro soci in affari”.
Nel promemoria di Comer si legge che Rosemont Seneca, di Archer e Hunter Biden, “ha ricevuto pagamenti incrementali provenienti da fonti estere, tentando di nascondere la fonte e l’entità dei pagamenti. La miliardaria russa Yelena Baturina ha trasferito 3,5 milioni di dollari a Rosemont Seneca Thornton, una società di comodo”, nel febbraio 2014 – prima che l’amministrazione Obama consentisse a Vladimir Putin di conquistare la Crimea quel marzo – e circa “1 milione di dollari è stato trasferito a Devon Archer, e il resto è stato utilizzato inizialmente per finanziare un nuovo conto aziendale, Rosemont Seneca Bohai, che Devon Archer e Hunter Biden hanno utilizzato per ricevere altri bonifici esteri”.
Baturina è la vedova dell’ex sindaco di Mosca Yuri Luzhkow, morto nel 2019
Successivamente, nella primavera del 2014, Archer e Hunter Biden sono entrati a far parte del consiglio di amministrazione della compagnia energetica ucraina Burisma, che ha accettato di pagare loro 1 milione di dollari all’anno.
I pagamenti sono stati cablati a Rosemont Seneca Bohai e trasferiti in modo incrementale su diversi conti bancari di Hunter Biden.
Dopo che Hunter Biden ha incontrato Kenes Rakishev, un consigliere del primo ministro del Kazakistan, in un hotel di Washington, DC, nella primavera del 2014, l’importo esatto dell’auto sportiva di Hunter Biden ($ 142.300) è stato trasferito a Rosemont Seneca Bohai.
L’auto sportiva è stata acquistata il giorno successivo per quella cifra precisa.
Dopo l’apparente regalo, i membri del consiglio di Burisma Archer e Hunter Biden hanno organizzato una visita in Kazakistan nel giugno 2014 per concludere un accordo a tre con Burisma, una società statale cinese, e il governo del Kazakistan.
Tra quei pagamenti di Baturina, Burisma e Kenes Rakishev, l’allora vicepresidente Joe Biden ha cenato con loro nella primavera del 2014 e del 2015.
Dalle mail del laptop di Hunter Biden risulta che il figlio di Joe Biden presentò Metabiota a una società di gas ucraina, Burisma, per un “progetto scientifico” relativo a laboratori di biosicurezza in Ucraina.
Il vicepresidente di Metabiota, come riportava Agenzia Italia già il 26 marzo 2022, in un’e-mail inviata a Hunter, nel 2014 evocava progetti per “affermare l’indipendenza culturale ed economica dell’Ucraina dalla Russia”. Le e-mail che tracciano gli interessi di Hunter sono state pubblicate prima sul New York Post -lo stesso tabloid statunitense che parlò per primo, nel 2020, dell’esistenza di questo computer – poi dal Daily Mail.
Hunter presentò Metabiota ai vertici di Burisma, l’azienda del gas ucraina di cui era membro del consiglio d’amministrazione, per un “progetto scientifico” relativo a biolaboratori in Ucraina. In uno scambio di e-mail, la vicepresidente di Metabiota, Mary Guttieri così scriveva a Hunter nell’aprile 2014, due mesi dopo l’invasione e l’annessione della regione della Crimea da parte della Russia: “Come promesso, ho preparato il promemoria allegato, che fornisce una panoramica di Metabiota, il nostro impegno in Ucraina e di come possiamo potenzialmente sfruttare il nostro team, le nostre reti e le nostre idee per affermare l’indipendenza culturale ed economica dell’Ucraina dalla Russia e la continua integrazione in Società occidentale”.
Alcuni giorni dopo, un uomo di Burisma Vadym Pozharskyi parlava a Biden di un “progetto” – quello – scrisse “che hai chiamato ‘Science Ukraine'”. Di fatto, dai bilanci di spesa del governo, risulta che gli Usa nel 2014 garantirono a Metabiota 23,9 milioni di dollari, dei quali 307.091 dollari per “progetti di ricerca ucraini”. Del resto Hunter Biden si vantava con gli investitori che la sua azienda organizzava finanziamenti per Metabiota e l’aveva aiutata a “ottenere nuovi clienti” tra le quali “agenzie governative”.
Hunter Biden ha avuto rapporti di affari con la società energetica cinese CEFC per un accordo che avrebbe dovuto indirizzare il gas naturale e altre risorse energetiche Usa verso la Cina.
Del China Gate di Biden tratta dettagliatamente il blog di Nicola Porro.
https://www.nicolaporro.it/atlanticoquotidiano/quotidiano/aq-esteri/il-chinagate-di-biden-documenti-top-secret-e-affari-di-famiglia-con-la-cina/
Quando Joe Biden in Israele parla di errori solleva solamente un lembo del tappeto sotto il quale si nascondono i segreti di chi, negli anni, con politiche disastrose ha venduto gli Usa e l’Occidente alla Cina e alla Russia mentre faceva la voce grossa nei confronti di Pechino e di Mosca.
I risultati ora sono evidenti e la “Grande Idiozia” presenta il conto.





