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LA DETERRENZA È ANCHE SOFT POWER CREDIBILE

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La discussione in atto sulla sicurezza per l’Ucraina ha rimesso al centro la deterrenza, la quale si sostanzia di hard power e di soft power.

L’hard power è fatto di superiorità tecnologica, economica, militare, finanziaria, mentre il soft power è fatto di credibilità e la credibilità è fatta di esame di realtà, di logica non di ideologia e di mantenimento dei patti stipulati, della parola data. Pacta sunt servanda.

Pacta sunt servanda è un brocardo latino che significa “i patti devono essere rispettati”, un principio giuridico fondamentale sia nel diritto civile che, soprattutto, nel diritto internazionale, stabilendo che i contratti e i trattati in vigore sono vincolanti per le parti che li hanno stipulati e devono essere eseguiti in buona fede, senza possibilità di sottrarsi agli impegni presi. Questo principio è codificato nell’Art. 1372 del Codice Civile italiano (il contratto ha forza di legge tra le parti) e nell’Art. 26 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati per il diritto internazionale. 

L’esame di realtà ci porta a dire che il mondo non vuole occidentalizzarsi. Con buona pace degli occidentali, ossia di noi, gran parte del pianeta non ha intenzione di seguire i nostri modelli di vita.

La conseguenza è prendere atto di un multipolarismo culturale, con l’evidente conseguenza che è per noi necessario rafforzare la nostra identità, le nostre radici, la stima di noi stessi e non fare, come stiamo facendo, l’esatto contrario, in base ad una demenziale oicofobia che ha trovato nelle ideologie che si riassumono nel wokismo progressista il suo esiziale motivo conduttore.

E questo è il primo punto dal quale partire, perché non è possibile proiettare alcuna deterrenza da soft power se ci facciamo schifo da soli e questo schifo lo teorizziamo.

C’è poi una questione che attiene alla credibilità.

Come può l’Italia, che ha bombardato Belgrado in ossequio ai desideri della Nato e senza mandato dell’Onu sostenere che non si possono riscrivere i confini con la forza quando ha partecipato a riscrivere con la forza quelli della ex Jugoslavia?

Durante quei mesi di guerra si sviluppò una serie molto intensa di attacchi aerei partiti dall’Italia e da navi nell’Adriatico contro la presenza militare serba in Kosovo e contro la capacità bellica serba, con una scelta degli obiettivi ad ampio spettro e con interventi “dissuasivi” e intimidatori nei confronti della popolazione allo scopo di esercitare una pressione su Milošević; tra questi il bombardamento delle centrali elettriche (soprattutto con bombe alla grafite, a effetto “psicologico”, che non provocano danni permanenti ma prolungati blackout), e il bombardamenti a Belgrado.

L’operazione Allied Force è stata la seconda azione militare nella storia della NATO sui territori dell’ex-Jugoslavia, dopo l’operazione Deliberate Force del 1995 in Bosnia e Erzegovina.

Il segretario generale della NATO Javier Solana dichiarò che il punto dell’operazione era applicare la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle nazioni unite n. 1199/98 per il cessate il fuoco, ma la Risoluzione non autorizzava l’uso della forza.

Che credibilità può avere l’Italia se le sue parole non corrispondono alle sue azioni, in quanto predica bene dopo aver agito male? Quanto meno l’Italia dovrebbe chiedere scusa per aver determinato confini con la forza in un Paese altro e senza alcun motivo se non quello di accreditarsi nei confronti degli Stati uniti e della Nato del tempo.

Che credibilità puoi avere quando dichiari, come ha fatto Angela Merkel in un’intervista al settimanale tedesco Die Zeit (7 dicembre 2022), che gli accordi di Minsk del 2014 furono “un tentativo di dare tempo all’Ucraina”. “L’Ucraina – ha detto Merkel – ha usato questo tempo per diventare più forte, come si può vedere oggi. L’Ucraina del 2014-2015 non è l’Ucraina di oggi”.

La Merkel ha spiegato che, senza quegli accordi, la Russia avrebbe potuto sopraffare facilmente l’Ucraina nel 2015, e dubita che i Paesi NATO avrebbero potuto aiutare Kiev quanto fanno ora.

Merkel ha precisato che era chiaro a tutti che il conflitto era solo “congelato” e il problema non risolto, ma questo ha dato all’Ucraina “tempo prezioso” per rafforzarsi militarmente, economicamente e politicamente. François Hollande (ex presidente francese, altro mediatore) ha confermato questa lettura, dicendo che gli accordi hanno permesso all’Ucraina di prepararsi e resistere.

Se bari, che credibilità puoi avere? Nessuna. Nessuno farà mai più patti con te.

Ecco il motivo per il quale la Russia si rivolge agli Usa per chiudere il conflitto in Ucraina e non si fida degli europei. Il motivo è che gli europei hanno barato.

Il tuo soft power, inoltre, deve avere delle basi concrete che lo supportano.

Come puoi pensare di convincere qualcuno che tu sei protagonista geopolitico quando per anni hai distrutto le tue risorse produttive con politiche basate su ideologie demenziali e ora consegni al mondo un’Europa in crisi economica, con un apparato produttivo compromesso, con un costo dell’energia che ti pone fuori mercato? Nessuno ti crederà mai.

Come puoi convincere qualcuno che sei una potenza quando sei solo un insieme di funzionari e di burocrati e quando chi decide non è il tuo Parlamento, ma il Consiglio dei presidenti dei vari Stati membri, perché tu non sei uno Stato anche se fingi di esserlo?

E se i 27 tuoi Stati membri vanno sparpagliati su ogni argomento? Cosa fai? Invochi la fine dell’unanimità per fare di un consesso di burocrati e di funzionari un Politburo autoreferenziale? È chiaro che chi ti guarda capisce che deve trattare con gli Stati.

Che soft power puoi esercitare quando ti presenti in un resort privato di proprietà di Donald Trump per trattare i dazi con gli Usa e il padrone di casa ti fa fare anticamera perché deve finire di giocare a golf? E che soft power vuoi proiettare quando vai in Cina e ti mandano a prendere con un pulmino come si addice a una funzionaria? E che soft power vuoi proiettare quando Erdogan ti fa sedere sul divanetto mentre interloquisce con il presidente del Parlamento europeo, ricordandoti che sei solo un funzionario al seguito? Giustamente.

E di Kaja Kallas che parla senza ricordarsi nemmeno la storia delle elementari? Che ne facciamo?

Soft weakness, altro che soft power.

Se sei combinato così la tua deterrenza è di pasta frolla e ti rimangono solo le chiacchiere, con parole al vento senza alcun fondamento.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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