Home Cultura La controstoria di NGN – Terrorismo altoatesino 2

La controstoria di NGN – Terrorismo altoatesino 2

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Il Patto di Varsavia

Il Nazismo nella propaganda del Patto di Varsavia

Una serie di Misure Attive cecoslovacche, che comportarono un significativo giro di denaro, tra il 1964 e il 1965, cercò di contestualizzare nell’attualità politica di quei tempi le tristi vicende dell’Occupazione nazista in Italia.

Il Patto di Varsavia in sostanza tentò di usare i documenti storici sul Nazismo per provocare una campagna anti-tedesca più in generale in Europa.

Le Misure erano costruite intorno alla pubblicazione a pagamento del libro: “Quinta colonna all’est. I nazisti nei Sudeti (1933 – 1938)”, con la prefazione di Ferruccio Parri, voluta espressamente da Praga, e la firma dello storico Jaroslav Koutek.

Dietro questo libro ci fu tutta un’organizzazione certosina di conferenze stampa, presentazioni, riunioni, incontri, documentata dalle relazioni che di seguito vi presento. Le domande dei giornalisti dovevano essere già preconfezionate dal Politburo di Praga. Lo scopo era uno soltanto: dividere l’Italia dalla Germania Ovest all’interno della NATO.

Non credo, con ciò, che i documenti nazisti di cui si parla nel testo fossero totalmente falsi. Non si trovano cenni a eventuali falsificazioni, ma certamente lascia perplessi il collegamento che veniva fatto tra la questione altoatesina, allora di attualità, e le stragi naziste italiane, tra cui quella famosa di Marzabotto.

Perché è evidente che un parallelismo può facilmente essere tracciato tra questa “strumentalizzazione” della storia nazista e gli attacchi politici che l’attuale Partito Democratico italiano confeziona contro il Governo Meloni.

Ma c’è un altro aspetto che secondo me va sottolineato e sono gli enormi pericoli che si nascondono dietro una pubblicazione a pagamento.

Provo a farne un piccolo elenco: strumentalizzazioni politiche, confezionamento di accuse vere o false per colpire dei nemici, poteri statali interni ed esteri che, grazie ai loro fondi illimitati, possono agevolare la circolazione di libri che non meriterebbero nemmeno di essere stampati.

In questo caso citiamo Editori Riuniti, ma potrebbe capitare a chiunque, perché nel 2025 pubblicare tirando fuori soldi dal proprio portafoglio sembra essere una regola normale della nostra Letteratura.

Un altro elemento, peraltro già noto per chi mi legge, è la facilità di penetrazione dell’STB cecoslovacco nei quotidiani italiani. Uno dei primi documenti offre uno spaccato perfetto dei collegamenti significativi che i servizi del Patto di Varsavia potevano vantare all’interno delle redazioni.

Tornando alla nostra storia, la Misura Attiva principale si chiama “Libro”. La si trova nel fascicolo 10443-121. L’intero quarto volume del fascicolo 121 è dedicato a questa interessante operazione “Libro”.

Ho selezionato i documenti che riassumono meglio le vicende, compiendo poche correzioni. Per tradurre ho utilizzato Google Traduttore, che è sensibilmente migliorato negli ultimi tempi.

È infatti possibile caricare fotografie anche non perfette ottenendo una buona o discreta traduzione. Dove le frasi erano meno chiare ho provveduto a effettuare qualche verifica incrociata con altri traduttori, inserendo a mano la parola indecifrabile (compresi gli accenti particolari che noi italiani non abbiamo nelle nostre tastiere).

Rispetto all’originale troverete pochissime differenze o mancanze, che riguardano soprattutto le relazioni interlocutorie. Ma lascerei spazio ai testi.

***

Il 14 novembre 1964

Vi abbiamo informato in via telematica dell’intenzione del quartier generale di utilizzare materiale sulle attività dell’intelligence fascista e sulla Seconda Guerra Mondiale in Italia. La prima fase sarà svolta tramite giornalisti.

Nella seconda fase, che si concluderà verso la metà del 1965, si prevede di pubblicare molti altri documenti sotto forma di opuscolo. Questo opuscolo, corredato di documenti, commenti personali o forse contributi di terzi, sarà curato e pubblicato da un abile pubblicista italiano che affronti la questione tedesca da una posizione antifascista.

Con l’aiuto dell’ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri, vi preghiamo di indagare sulla situazione in Italia da questa prospettiva e di suggerire una persona idonea. Il requisito è che parli tedesco, poiché i documenti sono in questa lingua.

Supponiamo che la questione sarà di interesse.

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25 novembre 1964

Per garantire la prima fase nei giornali,

le seguenti opzioni:

1) La Stampa – Finanziata dal monopolio FIAT. Orientamento liberale, molto diffuso. Pubblica articoli anti-tedeschi, che nascono dalla lotta concorrenziale tra FIAT e Volkwagen, L’invio del loro giornalista può essere discusso con il responsabile dell’edizione romana di Gorresio. Quando lo inviano, non è in nostro potere influenzarlo.

2) Paese Sera – Quotidiano di sinistra, gestito e finanziato dall’IKS (il PCI, ndr). Ampiamente diffuso tra gli strati più abbienti della popolazione e molto popolare. Questo giornale garantisce la corretta pubblicazione di documenti e possibili commenti. Abbiamo l’opportunità di sostenere e influenzare l’invio di una persona con cui siamo già stati in contatto.

3) Il Punto – Un settimanale di buon livello informativo, a sostegno della tendenza del governo di centro-sinistra. Ora ha parzialmente rallentato la sua attività dopo il ritiro di Fanfani. Fornisce informazioni di politica interna ed estera. Con l’aiuto del direttore del quotidiano, l’ambasciata ha organizzato tavole rotonde sulla questione tedesca, a cui ha partecipato anche il nostro storico SNJDÁREK. Le discussioni sono andate bene. La partecipazione può essere discussa con il direttore competente e la sua opinione può essere ascoltata. Avrebbe dovuto frenare l’invio di una persona specifica.

4) Vie Nuove – un settimanale illustrato molto popolare, pubblicato direttamente dall’IKS (il PCI, ndr). Ha un ottimo livello qualitativo e pubblica spesso documentazione illustrata su vari problemi del revanscismo della NATO, sulle attività dei fascisti in Italia, ecc. Qui troverete un resoconto completo del significato delle nostre misure. Credo che, per diffondere la popolarità del settimanale e garantire il nostro successo, sarebbe utile invitare un loro collaboratore.

Per quanto riguarda le spese finanziarie del viaggio e del soggiorno necessario nella CSSR, riteniamo che le redazioni dei giornali menzionati ai punti 1 e 3 le sosterranno direttamente. Le spese dei redattori dei giornali di cui ai punti 2 e 4 saranno a nostro carico.

***

Praga, 21 agosto 1964

Segretissimo

Compagno

Lubomír Štrougal, ministro degli Interni

Proposta per una sub-AO grande SEVER

L’ampia AO (Misura attiva, ndr) SEVER, che ha un carattere a lungo termine, mira nel suo complesso a smascherare il neonazismo, lo sciovinismo e il revanscismo, con la Repubblica Federale Tedesca come focolaio in relazione alla questione del Rolando meridionale.

La situazione politica attuale in relazione alla questione altoatesina:

Tutte e tre le parti interessate (Italia, Austria, RFT) si sono impegnate negli ultimi 2 – 3 mesi, nell’interesse di obiettivi superiori (NATO, CEE), per trovare una soluzione amichevole a questo problema, almeno esternamente. Il Primo Ministro austriaco KLAUS, nell’interesse della politica di adesione economica dell’Austria e nell’interesse dell’economia della Germania Occidentale – nella prospettiva di creare le condizioni per un nuovo Anschluss – ha dato istruzioni di reprimere l’estremismo nazionale.

Oggi, il Ministero degli Esteri e il Ministero degli Interni austriaci stanno seguendo questa linea. Klaus vede correttamente che l’Italia – pur negandolo – sta ostacolando i suddetti sforzi dell’Austria e ritiene che se raggiungerà un accordo con l’Italia sulla questione dell’Alto Adige (Hitler lo fece prima di lui in un patto con Mussolini), l’Italia si ritirerà su altre questioni.

La RFT si sta isolando esternamente dal problema e sta cercando modi per avvicinarsi all’Italia al di fuori del quadro della NATO e del KHS (assegnando il Premio Carlo Magno al Ministro italiano, al presidente, la riabilitazione economica dell’economia italiana con l’ulteriore obiettivo dell’espansione economica della DDR in Italia, ecc.).

Reprime le espressioni anti-italiane nei circoli e nei giornali della Germania Occidentale. L’Italia limita ufficialmente le campagne anti-revansciste e, data la recente posizione dell’Austria, gli attacchi anti-austriaci sulla stampa.

Dal punto di vista della disintegrazione della CEE e della NATO, questo sviluppo è per noi sfavorevole.

La complessa Misura Attiva “Grande SEVER” deve contribuire a lungo termine, attraverso singole parti dell’AQ, alla rinascita della storica controversia – la questione sudtirolese -, al suo mantenimento e alla sua espansione, e quindi a suo modo a indebolire e interrompere le relazioni tra gli Stati sopra menzionati, in particolare i membri della NATO, l’Italia e la Repubblica Federale di Germania.

L’AO parziale proposto consiste nella pubblicazione in Italia del libro di Jaroslav Koutek – “La quinta colonna in Cecoslovacchia” (edizione ceca in Nostro Esercito 1962) in traduzione italiana.

Questo libro è stato scelto perché mostra in modo veritiero e oggettivo le attività sovversive degli irredentisti dei Sudeti di Předměchov contro la nostra repubblica, avvalendosi di documenti.

Attraverso uno studio approfondito del libro e un confronto con lo sviluppo e le attività storiche e contemporanee dei circoli nazionalisti tedeschi nell’Alto Adige italiano, sono giunto alla conclusione che il carattere e le attività di questi circoli sono per molti aspetti identici o molto simili, soprattutto perché sullo sfondo di Yalta allora (1938 da noi) e oggi in Alto Adige, c’erano e ci sono circoli nazional-sciovinisti tedeschi, radicati e attualmente sostenuti nella Repubblica Federale di Germania.

La pubblicazione del libro in Italia persegue due obiettivi principali:

Per aiutare gli italiani a conoscere i momenti più toccanti della nostra storia moderna (quella precedente Monaco) e a comprendere la sfiducia del nostro popolo e dei suoi rappresentanti verso lo sviluppo della Repubblica Federale Tedesca, soprattutto per l’appoggio dato a quegli elementi revanscisti che un tempo, dalle stesse posizioni e con l’appoggio degli stessi ambienti, contribuirono alla distruzione della repubblica.

La denuncia del nazionalismo tedesco-occidentale contemporaneo e della quinta colonna in Alto Adige come istigatori di persecuzioni anti-italiane e azioni incostituzionali, fornisce a lettori e giornalisti italiani un materiale documentario e argomentativo comparativo di alta qualità e rigore.

Il materiale ha un carattere permanente e a lungo termine e può essere utilizzato dall’Italia ogniqualvolta sia rilevante in relazione alla lotta contro la DDR e le sue quinte colonne.

La pubblicazione del libro si inserisce inoltre, per la sua natura politica, nel quadro delle campagne ideologiche contro il revanscismo della Germania Occidentale, soprattutto perché trasferiamo la lotta dal nostro territorio e dai nostri cittadini al territorio del nemico e alle menti dei suoi cittadini.

Esecuzione:

Tramite un agente fidato del 10° Reparto del 1° SMV “BAUR”, di origine italiana, è stata ottenuta una traduzione italiana del libro sopra menzionato.

Ho negoziato con l’autore della pubblicazione, lo storico, il maggiore Jaroslav Koutek e l’ho fatto autenticare (allegato alla proposta originale) in merito al suo consenso alla pubblicazione del libro in Italia, alla rinuncia al compenso dell’autore per l’edizione italiana e all’autorizzazione dell’Associazione cecoslovacca dell’esercito romano a negoziare per suo conto con la parte italiana in questa questione.

La pubblicazione del libro in Italia dovrà essere finanziata almeno in parte. Data la tesi, stiamo sfruttando l’interesse del titolare cecoslovacco in Italia, l’ambasciatore Bušniak, per la questione altoatesina. S. Bušniak è già stato reclutato per la causa e fornirà i fondi del Ministero degli Affari Esteri, che riceverà anche il risultato ufficiale di questa AO (Misura Attiva, ndr). È stato fornito personalmente dal residente del 1° SMV, il signor Jaroš.

Il residente del 1° SMV dovrà garantire o tenere sotto controllo altre trattative con le autorità italiane in relazione alla sua legalizzazione.

Il residente discuterà con il Professor Meriggi, docente di ceco all’Università di Firenze, che agirà come traduttore ufficiale del libro in questione. Interessato agli eventi della RSS Cecoslovacca (che normalmente possiede) e alla sua storia, istruttiva per l’Italia, ha ricevuto il libro presso la nostra Ambasciata (che visita occasionalmente e riceve materiale promozionale), ha chiesto alla nostra Ambasciata il consenso per la traduzione e il supporto per la pubblicazione, cosa di cui è stato molto soddisfatto.

La residenza – eventualmente tramite un traduttore – cercherà di ingaggiare una personalità idonea e popolare in Italia, di un certo prestigio (deputato, senatore, ex ministro, ecc.) – ma in nessun caso un membro del KSI – per scrivere la prefazione o la conclusione del libro. In questo contesto, gli italiani/quindi non noi/ confronteranno la situazione nel nostro Paese prima del 1938 con le odierne incursioni nazional-tedesche degli irredentisti altoatesini sostenute dalla Repubblica Federale di Germania.

Contestualmente alla pubblicazione del libro, la residenza garantirà, tramite il traduttore o l’editore, l’invio di una copia per la recensione alle redazioni di tutti i quotidiani del centro Italia (partiti politici, sindacati, resistenza, ecc.), di altri quotidiani nazionali, dei maggiori settimanali e rotocalchi (come Epoca, L’Europeo, Domenica del Corriere, il Carabiniere, ecc.) e alle redazioni di Firenze (luogo di origine dell’autore e dove è prevista la pubblicità), Milano, Trento (collegata all’Alto Adige) e alla redazione italiana di Bolzano (Alto Adige, Panorama), nonché alle redazioni radiotelevisive italiane di Roma e del nord Italia. La programmazione precisa sarà stabilita dalla 3ª Sezione della 1ª Sezione SMV/Italiano.

Il traduttore o l’editore scriverà anche ai redattori interessati, chiedendo loro di inviare il numero della rivista in cui verrà pubblicata la recensione. Ciò ha lo scopo di promuovere la pubblicità del libro e della sua critica, poiché anche una critica relativamente sfavorevole al libro contribuirà al raggiungimento dell’obiettivo perseguito.

La Residentura garantirà inoltre, tramite i propri contatti, almeno 5 recensioni positive complete su diversi quotidiani centrali o importanti.

Tramite il corrispondente ČTK, il primo residente SMV si assicurerà che ČIK Praga venga informato almeno a giorni alterni dopo la pubblicazione del libro sul successo della pubblicazione cecoslovacca e sulle singole reazioni di giornali e riviste. Dopo aver utilizzato il libro, il corrispondente ČTK farà immediatamente monitorare le recensioni dal servizio di ritagli (a nostre spese, ci consegnerà i ritagli).

Il Dipartimento AO assicurerà che la stampa e la radio ceche monitorino questi resoconti dopo la pubblicazione del libro e che la televisione ceca assicurerà che avvenga un colloquio davanti alle telecamere con l’autore del libro, rivolto contro il revanscismo della Germania Ovest, che la nostra televisione proporrà in traduzione italiana alla televisione italiana nell’ambito dello scambio di materiale informativo.

Per le trasmissioni all’estero della Radio Cecoslovacca, la sezione AO garantirà la pubblicità nei programmi per l’Italia, per gli italiani che lavorano nella Repubblica Federale di Germania e in tutti i programmi tedeschi.

Oltre a quanto sopra, il traduttore invierà una copia del libro con una dedica e una lettera personale al Ministro degli Esteri italiano, ai suoi vice e all’Ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite (gli indirizzi saranno forniti dal residente).

Il ruolo della residenza e dell’ambasciata in questa AO (Misura Attiva, ndr) rientra nelle normali attività diplomatiche, per cui il rischio che la partecipazione del Ministero dell’Interno venga interrotta è imminente, nonostante il fatto che “l’evento si svolgerà ufficialmente il 20”.

La residenza finanzierà con fondi propri, nell’ambito del bilancio e delle linee guida vigenti, le operazioni parziali non coperte dai fondi del Ministero degli Affari Esteri (onorario dei traduttori, compensi dei traduttori, per la prefazione, per le recensioni, per il servizio di ritaglio, ecc.).

Ipotesi di implementazione: entro la fine dell’anno in corso, salvo sovradimensionamento delle tipografie in Italia, altrimenti in base alle capacità delle tipografie.

La proposta è stata discussa e ritenuta fattibile dal residente, che ha già adottato alcune misure preliminari per attuarla.

L’AO (Misura Attiva, ndr) è stato preventivamente consultato con un rappresentante del Soviet Supremo dell’URSS, il quale ha richiesto una copia della proposta.

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AO: Libro

5.1.65.

Vado a parlare con i miei amici a Milano e Napoli. Anche a Milano lo useremmo, soprattutto per il problema di A.A. (Alto Adige, ndr). A Napoli solo l’autore del libro, perché non ci sono documenti su questo spazio. Pertanto, si consideri la redditività politica dal punto di vista dell’ambasciata sia a Milano che a Napoli, soprattutto dal punto di vista dei costi che l’ambasciata sosterrebbe.

Tuttavia, non ci sono ancora notizie che il Ministero degli Affari Esteri concordi con la proposta di base discussa a Roma. Qualora il Ministero degli Affari Esteri non la approvasse per qualsiasi motivo, non interrompete i negoziati con l’E.R. e presentate una relazione. Organizzeremmo l’incontro a Roma con risorse proprie, ma sotto l’egida dell’E.R. Sani, non organizzeremmo Milano e Napoli.

Per la preparazione del dibattito a Roma, è necessario prevedere un massimo di 40 partecipanti, inclusi rappresentanti della Repubblica Ceca, dell’Ambasciata, dell’Agenzia di Stampa Ceca, l’autore, l’autore della prefazione, il traduttore e il relatore (max 10 persone).

Presso l’ambasciata e successivamente con E .li. è necessario discutere la possibilità di inviare un invito al “discorso” all’ufficio stampa del Ministero dell’Interno italiano (supervisione stampa) e al Ministero degli Affari Esteri.

In ogni caso, è necessario inviare 2 (due) inviti al direttore dell’Istituto di Studi per l’Alto Adige di Firenze. Si valuti con tatto come suggerire al rappresentante di questo istituto, durante o dopo la “discussione”, di richiedere materiale per A.A (Alto Adige, ndr). Questo istituto, ex Istituto Tolomei, è fortemente nazionalista, antitedesco e gode di un forte sostegno, quindi avete ottenuto il necessario consenso ufficiale per richiedere materiale al Ministero degli Affari Esteri di quel luogo.

Si considerino altre istituzioni idonee (preferibilmente di natura centrale) per la discussione di Roma, che potrebbero essere tatticamente incoraggiate a presentare una richiesta di ulteriori materiali “italiani” il giorno 20, possibilmente tramite il Ministero degli Affari Esteri.

Oltre ad ANSA, RAI e alle maggiori redazioni di quotidiani nazionali, è necessario invitare alla discussione a Roma i redattori delle redazioni di “Adige” – Trento, “Alto Adige” – Bolzano (o della filiale di Roma), “Suedtiroler Panorama”- Bolzano. Altre redazioni (settimanali illustrati e giornali) dovranno essere individuate in accordo con l’Ambasciata e il Procuratore Generale, in modo che il numero totale di giornalisti invitati non superi le 30 unità.

La data della discussione a Roma deve essere fissata in modo che la risposta alla discussione non sia disturbata da festività o eventi importanti noti in anticipo. Prevediamo che la discussione a Roma si svolga tra il 1° e il 15 febbraio, poco dopo la pubblicazione del libro. Considerati gli eventi successivi previsti entro la fine di aprile di quest’anno, non è opportuno posticipare ulteriormente la data della “discussione”.

Ogni invito alla conferenza dovrà essere accompagnato da una copia del libro (a scelta tra quelle disponibili presso l’Ambasciata), in modo che il destinatario dell’invito possa conoscere in anticipo l’opera dell’autore.

Sr. Borecký e Kolouch saranno presenti per aiutare nei preparativi finali della “discussione”, durante il suo svolgimento e per discutere degli eventi successivi. Per motivi di tempestività, si prega di informare KC alerton in anticipo sulla data più probabile dell’evento.

Eventualmente, se il Ministero degli Affari Esteri dà il suo consenso, i dibattiti a Milano e Napoli potrebbero essere organizzati in successione, in modo che Milano sia il primo, 1-2 giorni dopo.

Subito dopo la pubblicazione del libro, la Redazione dovrebbe inviare copie per la revisione (a partire dalla quota dell’Ambasciata). Prima in Ambasciata e poi con la Redazione, concordate una rubrica in modo che gli indirizzi da noi allegati siano inclusi.

Inviate le copie per la revisione agli indirizzi specificati anche nei casi (per le biblioteche dei destinatari) in cui il destinatario, ad esempio la redazione, riceva una copia aggiuntiva con un invito a una discussione indirizzato a una persona specifica.

Contemporaneamente alleghiamo le domande dalla A alla D, che potrete organizzare per la “discussione” tramite il DS, che inviterete alla “discussione”.

Mantenere “O” e “Z” informati sui progressi dei negoziati Ambasciata-MFA su questa questione e inviare copie delle proposte e delle idee a “Z” tramite gli stessi corrieri utilizzati per il MFA.

(firmato) Borecký

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10.1.65

AO-LIBRO

La promozione del libro e la sua presentazione si sono svolte secondo i piani.

Circa 150 persone erano presenti alla conferenza stampa. Domande sui documenti del Lago Nero. Copertura stampa della recensione del libro e annuncio della conferenza su Unità, Avanti – Paese Sera – Mondo Nuovo. Il contatto con il giornalista democristiano residente Castro è stato utilizzato per ulteriore propaganda.

Gli sono stati consegnati i documenti portati da Koutek, già pubblicati nella Repubblica Socialista Cecoslovacca. Ha già ottenuto il loro utilizzo in un rapporto sullo spionaggio nazista in Italia, che sarà pubblicato sulla rivista cattolica Vittorioso destinata ai giovani studenti e con una tiratura di 140.000 copie.

Inoltre, Castro è in trattative con il settimanale Epoca, Gente, Vita. In una di queste, pubblicherà un rapporto utilizzando i documenti. Gli è stato promesso che, in caso di successo, potrebbe ricevere diversi altri documenti. Si consideri la possibilità di preparare un rapporto corredato di documenti in base alle nostre esigenze.

Se sarà redatto in uno stile un po’ sensazionalistico, riuscirà sicuramente a essere pubblicato, con l’aiuto di Castro, in qualche rivista borghese con una tiratura di centinaia di migliaia di copie. Koutek ha deposto una corona di fiori a Fosse Ardeatine con la partecipazione dei dipendenti dell’ambasciata e di un rappresentante dell’ANPI. Rapporto fornito e foto sulla stampa. Koutek è volato a Praga il 10 novembre.

(Firmato) Jaros

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Top Secret

Sostegno ed espansione delle tendenze anti-revansciste

Nel febbraio 1965 venne pubblicata in Italia la pubblicazione “La Quinta colonna nazista”, secondo la proposta dell’AO “LIBRO”, approvata nell’agosto 1964.

L'”AO Service” vuole sfruttare questo fatto per evocare il mito dei luoghi ufficiali italiani sui documenti e sul Lago Nero e rinnovare l’interesse nei loro confronti nella stampa italiana sotto forma di un dibattito tra l’autore della pubblicazione Jaroslav Koutek e i giornalisti italiani in Italia.

Giustificazione:

Con l’AO “Neptun” siamo riusciti a trasferire i materiali scoperti dal 6° ufficio RSHA a livello interstatale ufficiale, quando l’Austria ha richiesto i materiali della “Commissione storica delle SA”.

Grazie alla pubblicità che ne deriva, tali richieste si inseriscono nella politica anti-revanscista del campo socialista. Inoltre, il fatto che queste richieste raggiungano il Ministero degli Affari Esteri contribuisce all’ulteriore sviluppo della cooperazione tra il Ministero dell’Interno e il Ministero degli Affari di Frontiera.

Il materiale anti-italiano del VI Ufficio del BSHA dovrebbe essere utilizzato in applicazioni tattiche in modo tale che le autorità italiane stesse ne facciano richiesta.

Offrire direttamente questo materiale all’Italia attraverso i canali diplomatici probabilmente non sarebbe compreso correttamente dalla parte italiana, per non parlare del fatto che le forze revansciste della Repubblica Federale di Germania userebbero senza dubbio un passo del genere per fare una campagna nel senso che vogliamo “turbare l’unità e la coesione della NATO, ecc.”

Nella prima fase, l’obiettivo non è solo quello di ripristinare l’interesse giornalistico verso l’Italia, ma anche di aumentarlo a sufficienza affinché gli scritti della stampa italiana costringano le istituzioni ufficiali italiane a richiedere il trasferimento di questi documenti, come è avvenuto in Austria.

Condotta:

Un trampolino di lancio adatto per suscitare questo interesse è sembrato essere l’organizzazione di una “discussione” con l’autore del libro “La quinta colonna nazista nella CSR” Jaroslav Koutek a Roma, in occasione della pubblicazione della sua traduzione italiana.

La discussione può essere organizzata sotto gli auspici dell’editore italiano di questo libro e con la partecipazione di circa 30 giornalisti italiani, tra cui il nostro DS. Il DS verrà utilizzato per porre “domande” che consentano di ottenere risposte che evitino l’uso di materiali nazisti, senza tuttavia specificarne troppo il contenuto.

Alle domande del giornalista risponderà un rappresentante dell’ambasciata, che sarà anche “invitato” dall’editore a un dibattito con l’autore.

Prima di porre domande su questo argomento, l’8° Dipartimento creerebbe delle ipotesi con i suoi verbi introduttivi, dove il soggetto è adatto

L’AO “Libro” viene implementato dai nostri dipendenti presso l’Università di Roma e con l’impiego di altri dipendenti dell’Università e del Ministero degli Affari Esteri.

(Parte incomprensibile perché il documento è rovinato, ndr) ha discusso le possibilità con l’ambasciatore.

Tuttavia, la proposta venne accettata come corretta e presentò la sua proposta di iniziativa al Ministero degli Affari Esteri.

Inoltre, secondo quanto comunicato dall’amministrazione della residenza di Roma il 30 dicembre 1964, l’Ufficio propose di propria iniziativa di ampliare l’evento in modo che, oltre all’incontro di Roma, altri incontri con S. Koutek fossero organizzati a Milano e Napoli. La loro realizzazione avrebbe giovato alle nostre intenzioni.

Nel caso di un incontro a Milano, al fine di evitare una duplicazione completa con l’incontro di Roma, sarebbero state divulgate alcune informazioni specifiche sulle attività anti-italiane del SD nell’area dell’Italia settentrionale. La proposta è supportata da documenti in nostro possesso e che potremo presentare in seguito.

Beseda a Napoli presso l’università servirebbe solo a divulgare il libro in questione e non sarebbe utilizzato per la divulgazione dei materiali e AO “NEPTUN”.

Se la proposta al MAE verrà approvata, il MAE richiederà la documentazione a supporto e la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri. Nell’interesse della continuità e dell’integrità della nostra agenzia, chiediamo che le questioni relative alla pubblicazione di materiali e discussioni in Italia siano consultate con l’VIII Dipartimento della Prima Amministrazione del Ministero degli Affari Esteri, in modo da poter contribuire a una gestione flessibile e complessivamente conforme al concetto delle risposte al MAE e di eventuali trattative. Allo stesso tempo, vi chiediamo di prendere visione delle motivazioni di questa richiesta da parte del Capo della Vostra Segreteria, Tenente Colonnello Silhaveho.

Ho discusso personalmente con la persona sopra menzionata i dettagli delle azioni del signor KOUTEK in contatto con il Ministero degli Esteri, l’Ambasciata e altre istituzioni in questa materia e dal punto di vista della cospirazione della nostra partecipazione.

Poiché realizziamo sia i preparativi che la creazione delle condizioni per “BOOK” e “SERVICE” in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, prestiamo maggiore attenzione e controlliamo sistematicamente gli eventi in modo che non si verifichino nemmeno piccoli difetti e che vengano dimostrati il ruolo positivo e l’utilità di una buona collaborazione tra i due ministeri.

Al fine di prevenire impreviste complicazioni durante i preparativi e le discussioni finali, durante la permanenza dell’8° Dipartimento in Italia, e in vista dell’ulteriore risposta prevista nell’AO (Misura Attiva, ndr), si effettuerà una breve visita in loco del Capo dell’8° Dipartimento, Maggiore Borecký, e di un dipendente dello stesso dipartimento, Maggiore Koloucha, presso la residenza a Roma. La loro presenza presso di essa consentirà di sfruttare la situazione per adottare le misure necessarie immediatamente in loco e dopo le discussioni.

Misure preliminari

In collaborazione con la società di preparazione AO “Service”, è in corso la preparazione e la selezione dei materiali da AO “NEPTUN” in modo che, in caso di richiesta italiana di questi materiali, il loro trasferimento possa avvenire in più fasi. Da questi materiali saranno assemblati tre file di base.

File:

1/ L’Italia spia nazista

2/ Spionaggio nazista in Alto Adige

3/ Spionaggio nazista contro l’esercito italiano.

Questi documenti possono essere trasferiti all’istituzione italiana competente previa presentazione di una richiesta ufficiale da parte dell’Italia. Copie di questi documenti possono essere trasferite tramite il KSC all’Ufficio Centrale dell’FSI e tramite l’SPB alle sue organizzazioni affiliate in Italia. Saranno elaborate proposte separate per questi trasferimenti.

Diversi documenti singoli tratti da questi fascicoli saranno preparati in anticipo in fotocopie, in modo da poter essere inoltrati ai candidati italiani tramite CTK. Le fotocopie saranno inoltrate a CTK dopo la ricezione delle specifiche domande italiane.

Costi:

Tutte le spese e i costi associati all’organizzazione del workshop per autori, il cui organizzatore ufficiale sarà la casa editrice italiana Editori Riuniti, nonché le spese associate al viaggio e al soggiorno di KOUTKA a Nîmes, saranno a carico del Ministero degli Affari Esteri e dell’Ambasciata (Ministeri sempre della Cecoslovacchia, ndr).

I costi connessi alla partecipazione dei dipendenti della Prima Amministrazione saranno coperti dai fondi di bilancio correnti del Secondo Dipartimento.

Circostanze impreviste

Nel caso in cui il Ministero degli Affari Esteri non fosse interessato alla realizzazione, implementeremmo la variante Káložní, ovvero adotteremmo tutte le misure per realizzare la discussione a Roma sotto l’egida dell’editore a nostre spese (viaggio di Koutka e spese generali per la conferenza stampa), il pagamento verrebbe effettuato con i fondi previsti per l’VIII Dipartimento del Ministero degli Affari Interni.

Abbandoneremmo allora le discussioni a Milano e a Napoli.

“AO Service I” non interromperà nessuna delle altre azioni previste su AO “Neptun”. La data prevista per la realizzazione di AO “SERVICE I” è metà febbraio 1965.

La proposta è stata consultata con il rappresentante del VSB dell’URSS presso la Prima Amministrazione del Ministero degli Affari Interni e le sue osservazioni sono state utilizzate, in particolare per adattarla alle condizioni italiane ed evitare di utilizzare la direzione dell’ambasciata di Roma come organizzatore diretto di questo evento.

(Seguono svariate firme istituzionali cecoslovacche)

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A Praga il 20 dicembre 1964.

Documentazione dagli affari ufficiali presso la residenza, Lui ad AO Libro e l’AO collegato AO Neptun

Secondo la proposta approvata, durante la residenza a Roma, in occasione della pubblicazione italiana del suo libro (a cura di AO V.S. LIBRO), si è discussa la possibilità di organizzare a Roma una conferenza stampa e una conferenza degli autori del libro “La quinta colonia nazista in Cecoslovacchia”.

La conferenza avrebbe dovuto fungere da trampolino di lancio per suscitare l’interesse italiano per i materiali di AO Neptun. L’obiettivo era quello di indurre gli uffici speciali italiani a richiedere al Ministero degli Esteri la consegna ufficiale di materiali sulle attività anti-italiane del Terzo Reich nazista, oppure, qualora non avessero richiesto direttamente i materiali, a dare il loro consenso ufficiale alla consegna ufficiale agli uffici specializzati e ai richiedenti italiani competenti.

L’AO previsto come punto di partenza per il raggiungimento dell’interesse ufficiale italiano, o l’AO successivo, dovrebbe essere implementato attraverso e con le risorse dell’ambasciata, nonché dell’AO-Book di cui costituisce un seguito.

Nel corso dei negoziati si è tenuto conto della raccomandazione di evitare, se possibile, di organizzare conferenze stampa presso l’ambasciata o sotto la bandiera ufficiale della nostra ambasciata.

Il risultato dell’incontro:

Esaminando i progressi nell’implementazione di AO LIBRO, sono state individuate alcune carenze.

In particolare, il punto era che l’ambasciata aveva di fatto stipulato un accordo privato per pubblicare il libro con gli Editori Riuniti, senza che vi fosse alcun rapporto contrattuale formale tra l’editore italiano e il traduttore italiano.

Non c’era più un controllo costante sullo stato attuale della pubblicazione del libro, tanto che le stampe a pennello non furono completate fino alla mia partenza, sebbene ciò avrebbe dovuto avvenire.

Allo stesso tempo, una certa lentezza – un fenomeno tipicamente italiano – è nota all’Ambasciata. Le stampe a pennello sono necessarie per la correzione di bozze finale da parte del “traduttore” (il Prof. Dr. Meriggi di Firenze) e per l’autore della prefazione, che, secondo la promessa dell’editore, sarà il senatore PARRI, ben noto in Italia (nell’Italia del dopoguerra, fu persino capo di gabinetto per un certo periodo).

Durante le discussioni con la residenza sulle possibilità di utilizzare il Dipartimento, è emerso che non sarebbe stato tattico e appropriato organizzare una conferenza stampa direttamente il 20 sotto l’egida dell’ambasciata. In Italia, quando viene pubblicato un libro, non è una regola tenere grandi conferenze stampa.

Sarebbe opportuno, e coerente con le condizioni locali, organizzare una “discussione con l’autore” sotto l’egida della casa editrice e per un gruppo più ristretto di persone (fino a 40 persone), accompagnata da un piccolo rinfresco.

Con questo spirito, inoltre, secondo le istruzioni del residente, Sr. Rálic, discusse le nostre “raccomandazioni” con il rappresentante dell’ambasciata e quest’ultimo le accettò, così come fece in seguito il titolare Sr. Ing. Brusnisk, che accolse con favore il fatto che “la proposta d’iniziativa dei lavoratori della sua ambasciata fosse stata presentata in sua presenza” (il 18.12.64 volò a Praga, da dove lui e il Ministro degli Esteri Sr. David si recarono all’ONU). Ciò garantì contemporaneamente il suo sostegno alla proposta al Ministero degli Affari Esteri.

Considerata la situazione, Sr. Rélic, tramite l’impiegato responsabile, fece in modo che fosse invitato un rappresentante della casa editrice Editori Riuniti, con il quale furono discusse le questioni necessarie.

Il rappresentante promise di accelerare i lavori di traduzione del libro, ma la sua pubblicazione poteva comunque essere prevista non prima della fine di gennaio, o meglio, dell’inizio di febbraio 1965.

Si dichiarò inoltre disponibile, se le spese fossero state coperte, a organizzare un incontro con l’autore e a inviargli un invito preliminare per l’inverno, in modo che l’autore potesse occuparsi delle questioni relative al passaporto e al visto.

Considerata la motivazione idonea per la presentazione della proposta (interesse e presenza dell’Ambasciatore), i collaboratori dell’ambasciata hanno predisposto una proposta per il Ministero degli Affari Esteri, formulata su nostra iniziativa ma non vincolante, affinché potessimo avere la possibilità di influenzare i negoziati del MAE in questa materia attraverso la partecipazione diretta dei nostri rappresentanti.

Se la proposta verrà accettata dal Ministero degli Affari Esteri, si prega di richiedere la nostra collaborazione al Ministro dell’Interno, Sig. Strougal. In caso di attuazione della proposta, egli si farà carico anche delle spese relative al Ministero dell’Interno e all’Ambasciata. Coautore della proposta è il Sig. Richter, dipendente del Ministero dell’Interno legalizzato presso l’Ambasciata, ma “autore principale” per l’Ambasciata è l’addetto culturale locale, Sig. Ing. Kraus.

A titolo informativo, dichiaro che la proposta firmata (dall’ambasciatore) è stata letta dall’addetto stampa, Sig. Gavor, il quale si è sentito offeso per non essere stato invitato come coautore a tale evento. Questa parentesi è stata compensata dal fatto che egli non era presente il 20, ma la sua partecipazione attiva sarà comunque tenuta in considerazione dall’Ambasciata nell’attuazione di questo evento, qualora questo venga approvato dal Ministero degli Affari Esteri.

Ho allegato alla bozza dell’incontro durante la residenza le domande e risposte previste dall’autore del libro durante l’interazione con i giornalisti. Dopo un’analisi approfondita, sembra che sarebbe più appropriato che alle domande “sui laghi” rispondesse, entro i limiti stabiliti, un rappresentante dell’ambasciata, che la casa editrice “inviterebbe” anche alla “discussione con l’autore”.

L’autore risponderebbe ad alcune domande riguardanti il suo libro. Solo nel suo discorso introduttivo darebbe seguito in modo appropriato al “Salezy v jezerech” (la versione originale necessita quindi di essere modificata), in modo da creare il terreno per le domande.

Inoltre, è necessario negoziare con la società privilegiata per la protezione dei diritti d’autore all’estero “Dilia”-Praga, al fine di evitare problemi o controversie sull'”onore dell’autore.

Sarà necessario informare il signor Lomský affinché l’MNO non crei difficoltà al signor KOUTEK nell’espletamento delle formalità del passaporto.

Il Ministero degli Affari Esteri deve entrare in contatto diretto con l’autore, S. J. Koutek, che prepareremo per questo incontro.

Schema delle parole introduttive dell’autore

Grazie per l’accoglienza e l’invito in Italia.

Si rammarica profondamente di non poter parlare con i partecipanti nella loro lingua madre e chiede loro di perdonarlo per questa mancanza. Ma il suo breve soggiorno gli ha già dimostrato che gli italiani sono gentili, premurosi e comprensivi nei confronti degli stranieri. Da ciò conclude che gli ospiti presenti e lui stesso si capiranno bene, anche se non potranno fare a meno di un interprete.

Fu molto contento quando seppe che il suo libro sarebbe stato pubblicato in Italia, culla di una cultura che non solo in passato, ma anche oggi ha trovato la sua strada nel suo Paese natale, come dimostrano, ad esempio, i grandi successi del cinema italiano nella RSS Cecoslovacca.

Lui stesso appartiene alla generazione dei giovani storici cecoslovacchi, ed è ancora più importante per lui che il suo lavoro riscuota interesse all’estero, in Italia. Ne comprese il nesso solo dopo essersi interessato maggiormente alla questione altoatesina, generalmente nota nel nostro Paese più o meno nella stessa misura in cui gli italiani conoscevano le attività ostili delle forze naziste-tedesche (pre-naziste? ndr) in Cecoslovacchia, da lui appena descritte nel suo libro “La quinta colonna nazista nella Repubblica Ceca”.

Coglie l’occasione per ringraziare il Prof. Dr. Meriggi, iniziatore della traduzione e traduttore dell’opera, non solo per se stesso, ma anche per il fatto che ha indubbiamente contribuito a far comprendere meglio ai suoi compatrioti perché tutto il nostro popolo e i suoi rappresentanti esigono che il loro vicino rinunci a Monaco prima del Trattato, come hanno fatto molto tempo fa gli altri firmatari di questo trattato palesemente invalido dal punto di vista giuridico.

Grazie anche al sig.

Parri: l’autore della prefazione dell’edizione italiana. Sebbene ciascuno di loro/l’autore della prefazione e l’autore del libro/ parlino una lingua madre diversa, hanno una lingua comune. Ognuno nutre amore per il proprio popolo e per la propria gente, rispetto per i propri amici e un impegno ad aiutarsi a vicenda e da pari a pari, e determinazione e durezza verso coloro che non hanno imparato dal passato e non desiderano la pace, pur parlandone molto.

Un sentito ringraziamento va all’editore del libro, Editori Riuniti, e chiede al rappresentante dell’editore di ringraziare coloro che non sono presenti ma che hanno contribuito in qualche modo alla pubblicazione del libro. Si riferisce, ad esempio, all’autore della copertina e della rilegatura, ai tipografi, ai tipografi, agli operai dei laboratori di composizione e rilegatura, semplicemente a tutti coloro che di solito non vengono menzionati, il cui lavoro è dato per scontato, ma senza i quali nessuna pubblicazione sarebbe possibile.

Ha scritto questo libro perché i nostri lettori cecoslovacchi, soprattutto i giovani, possano conoscere il passato e gli sviluppi fatali nella loro patria prima del tradimento di Monaco. Per conoscere la pigrizia, l’inganno e la pericolosità del revanscismo tedesco, che non è cambiato.

Gli italiani, come il mondo intero, conoscono la tragedia di Lidice e Ležáky e del villaggio di Ploštias, il cui sanguinario autore Skorzeny non fu estradato in Cecoslovacchia per punizione e che forse apparirà prossimamente incoronato con ordini di sangue a Bonn, così come quella degli oltre 5.000 criminali di guerra impuniti, le cui liste furono consegnate alla Repubblica Federale Tedesca Occidentale dai combattenti antifascisti cecoslovacchi.

Nella nostra Cecoslovacchia sono note le gesta eroiche e il coraggio dei partigiani italiani nell’ultima guerra. E conosciamo anche – sebbene sia impossibile elencarne troppe – le tragedie e le vittime di Marzabotto, Borgo Ticino, Bovegeno, Valli del Pasubio e delle vicine Cortiany e Montecchia di Grossara. È noto il nome della famiglia De Bortoli & Torlana nei pressi di Udine, nella quale i nazisti assassinarono 10 persone, tra cui 6 bambini, oltre ad altri omicidi commessi in questo luogo.

Lui stesso si recò a rendere omaggio alla memoria delle 335 vittime innocenti dell’eccidio nazista presso le Fosse Ardeatine.

Non sa dire quanti criminali di guerra nazisti furono puniti in Italia, ma probabilmente non ha torto quando dice che dietro Scorzeny ci sarebbero molti altri, la cui colpa per i crimini commessi contro il vostro popolo e nel vostro bel Paese non può essere cancellata da alcun atto formale.

Per noi, popolo semplice della Cecoslovacchia, l’annuncio ufficiale che dopo l’8 maggio di quest’anno i criminali di guerra non sarebbero stati perseguiti nel paese del nostro vicino, e la risposta che questa dichiarazione ha incontrato nei circoli revanscisti, sono stati solo una nuova conferma del fatto che non ci si può fidare che i revanscisti e gli irredentisti tradiscano le proprie firme, i propri impegni e promesse solenni, e perfino i propri alleati, proprio come fece la Germania di Hitler.

Ciò è stato confermato anche dai noti ritrovamenti di documenti di spionaggio nazista effettuati lo scorso anno nei nostri laghi della Selva Boema e dallo studio di altri documenti, come l’ormai famoso Zásmucký arhiv 35. Come è noto, l’autenticità dei documenti e il loro valore sono stati verificati non solo dai nostri esperti, ma anche da esperti stranieri, come il Prof. Dr. Jedlicka di Vienna e il noto combattente contro i criminali di guerra nazisti, Ing. Wiesenthal.

E se, come è noto dalla conferenza stampa di Praga, si tratta principalmente di documenti storici, sono molto istruttivi. Tra questi vi è un gran numero di documenti sullo spionaggio nazista contro il vostro popolo durante gli anni dell’ultima guerra, sulle attività di spionaggio nazista in Alto Adige e sullo spionaggio militare dei nazisti per il loro allora alleato, l’Italia.

Proprio come i nostri ex Sudeti e i cosiddetti turisti tedeschi spiarono e tradirono i nostri sistemi di fortificazione, così anche gli irredentisti tedeschi in Alto Adige e i cosiddetti turisti tedeschi determinarono per lo spionaggio nazista obiettivi militari e il sistema di distribuzione e ubicazione dei capisaldi dell’esercito italiano in Alto Adige e altrove.

Questa questione viene menzionata solo perché conferma la ben nota ma spesso dimenticata verità sull’indicibile revanscismo e sull’irredentismo tedesco, così come conferma che i metodi e i mezzi della quinta colonna nazista nei Sudeti e in Alto Adige sono gli stessi o molto simili.

Sarà lieto se il suo libro aiuterà gli amici italiani a comprendere alcuni fatti, eventi e le costose esperienze della nostra storia recente, contribuendo così all’ulteriore riavvicinamento delle due nazioni, che già dimostrarono la loro fratellanza in armi durante la Prima Guerra Mondiale. Dopotutto, il suolo italiano non è solo consacrato dal sangue dei legionari cecoslovacchi, ma è anche diventato un luogo di pubblica pace per molti dei nostri padri e nonni.
E tali legami autentici non vengono dimenticati, senza bisogno di sbandierarli a gran voce al mondo. A volte quegli amici che lo gridano troppo forte possono avere un pugnale nascosto dietro la schiena. Come i nazisti, ancora una volta condannati da documenti ritrovati.

Vi prego di scusare i presenti se aveva fretta o ha toccato i loro costumi. Ha parlato come è solito fare, ma non poteva per questo deviare dal bon ton italiano. Pertanto, vi chiedo indulgenza, come dice il nostro proverbio: paese diverso, costumi diversi.

Ringrazia i signori presenti per la loro pazienza e attenzione e per averlo ascoltato.

In realtà, dobbiamo specificare che i documenti nazisti dell’operazione NEPTUN, citata più volte in questo dossier, erano per lo più dei falsi fabbricati ad arte. La fonte di questa notizia è Wired.

Alto Adige, quei depistaggi dall’est

Domenica 10 marzo 1963, Berlino Ovest. Uno studente di 21 anni muore nel suo appartamento, dilaniato da un devastante ordigno rudimentale che stava fabbricando. Si chiamava Hans Jurgen Bischoff. Stava pianificando un attacco dinamitardo contro il muro di Berlino, eretto dalla Germania Est pochi anni prima per dividere le due parti della città, occupate dagli eserciti dopo la seconda guerra mondiale.

Le indagini sul passato del giovane portarono gli investigatori a collegare questa attività terroristica in territorio tedesco dell’ovest con il terrorismo altoatesino. È una sorta di crocevia per comprendere i mandanti degli attentati avvenuti in Alto Adige.

Dopo il fortuito incidente di Berlino Ovest, i giornali dei Paesi socialisti cercarono immediatamente di collegare il povero Bischoff a presunti gruppi neonazisti, nonché alla centrale del controspionaggio della Germania Ovest, ovvero il BND, nel quale operava l’ex nazista Reinhard Gehlen.

Al contrario, sul giornale occidentale Der Spiegel, veniva narrata una storia molto diversa. 26 marzo 1963: secondo l’articolo intitolato “Tracce nel nulla”, Bischoff non avrebbe fatto parte, come inizialmente si ipotizzava, di gruppi neonazisti come il “Bund Nationaler Studenten”, bensì a un’ideologia pangermanica di epoca Ottocentesca, che il ragazzo aveva acquisito nel 1959 in Alto Adige.

Qui imparò anche i trucchi per fabbricare ordigni artigianali. La bomba che gli fu fatale era identica – secondo gli inquirenti – a quelle usate dagli altoatesini. Tornato in Germania, il giovane avrebbe acquistato una guida pratica sulla guerriglia partigiana pubblicata dall’Associazione svizzera dei sottufficiali di Bienne.

Si tratta di un libello molto famoso scritto da un maggiore dell’esercito svizzero, Hans Von Dach, il quale, prevedendo che l’esercito della neutrale Svizzera non sarebbe riuscito a impedire un’invasione di un esercito nemico, indottrinava i giovani sull’uso delle armi, affinché si predisponessero alla guerriglia partigiana. Ogni cittadino – secondo Von Dach – poteva diventare un buon sabotatore.

Un articolo uscito sul Giornale del Popolo il 7 gennaio 1989 affermava che questo libello fu la principale fonte di ispirazione del terrorismo nero e rosso degli anni Settanta, tanto da spingere le autorità della Germania Ovest a proibirne la vendita.

Quando la polizia di Berlino Ovest andò a perquisire la cantina di Bischoff, nel marzo del 1963, trovò, oltre a un intero arsenale di armi, anche il libello di Von Dach. E non solo.

“Tra i documenti sequestrati – scrisse Der Spiegel – c’era una bozza di un “Manifesto tedesco”, in cui un gruppo di studenti, i cui nomi erano sconosciuti, criticava “l’atteggiamento codardo dell’Occidente” e lamentava il fatto che i politici della “città sulla riva sinistra” di Bonn non avessero fatto nulla “per liberare finalmente i nostri fratelli nella Germania centrale dal dominio straniero”.”

Chi convinse il povero ragazzo ad entrare nel torbido ambiente della guerriglia urbana? È possibile che Bischoff fosse stato addestrato dalla DDR a compiere attentati a Berlino Ovest e in Alto Adige?

Il sospetto è alimentato dal fatto che ho trovato altri documenti che provano i continui depistaggi dell’Stb cecoslovacco in Alto Adige. Durarono per tutti gli anni Sessanta. Sto parlando del fascicolo 10443_121, volume 2.

Questa rassegna che ora vi presentiamo dimostra che l’obiettivo era proprio convincere l’opinione pubblica che gli attentati altoatesini fossero pianificati dal BND della Germania Ovest. Reinhard Gehlen fu il bersaglio preferito della disinformazione russo-cecoslovacca. Molto denaro fu speso dal Patto di Varsavia per ottenere dei depistaggi perfetti (anche in stile P2), e pare che i risultati furono eccellenti.

Nei numerosi documenti che leggerete, l’inserimento dell’Stb cecoslovacco sembra limitarsi al depistaggio ideologico, anche se si tratta di un’attività molto prolungata nel tempo e assai impegnativa dal punto di vista finanziario. Ciò lascia pensare che il Patto di Varsavia avesse strutturato il suo intervento nella questione altoatesina come un mosaico di progetti operativi, suddivisi tra i vari Paesi socialisti, in perfetta sintonia con il concetto di mutuo soccorso previsto dall’economia comunista.

Probabilmente fu il Kgb a coordinare gli eventi, lo si può evincere bene dagli ultimi documenti di questo dossier, redatti dal controspionaggio di Praga. L’Stb si specializzò nell’aspetto culturale-ideologico, la Stasi – io credo – su quello operativo-terroristico. È soltanto un’ipotesi, ma sono obbligato a sbilanciarmi, perché la documentazione che leggerete non lascia dubbi sulla matrice dei depistaggi e sui risultati che ne scaturirono.

Forse partirono proprio da lì i sospetti sul coinvolgimento di Gladio Stay Behind nel terrorismo altoatesino e le ricostruzioni che ancora abbiamo su questi eventi fu gravemente condizionata dai falsi volantini partoriti dalla mente diabolica dei cecoslovacchi.

Come si potrebbe pensare che, dopo anni e anni di depistaggi per accusare il BND, Gehlen, la NATO, di aver armato la mano di Norbert Burger e dei suoi terroristi altoatesini, qualcuno nella stessa NATO avesse deciso di dare ragione ai depistatori e avesse iniziato a compiere davvero degli attentati?

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Documento 9-11

Segretissimo

Il Partito Popolare Austriaco e il problema dell’Alto Adige.

Rapporto dell’agenzia.

Conferenza dei Ministri degli Esteri di Austria e Italia sul problema

La conferenza sull’Alto Adige, originariamente prevista per il 7 novembre 1962 a Innsbruck, fu rinviata a causa dell’intervento diretto del Partito Popolare Austriaco (OeVP) a Roma. L’iniziativa fu presa dal Segretario Generale dell’OeVP WITHALM. L’OeVP era particolarmente preoccupato che l’incontro di Kreisky & Piccioni avrebbe influenzato i voti a favore del Partito Socialista Austriaco (SPOe).

Dopo trattative con la dirigenza del Partito Cristiano Democratico in Italia, all’OeVP fu raccomandato da Roma di trovare una valida motivazione in base alla quale il governo italiano potesse rinviare la conferenza. Le elezioni austriache non potevano essere un motivo per annullare la conferenza.

In seguito a questa raccomandazione, i rappresentanti dell’OeVP fecero pressione per la nomina di due rappresentanti tirolesi nella delegazione austriaca che avrebbe dovuto partecipare alla conferenza. Questo atto fu motivo sufficiente per il governo italiano, che dichiarò che la partecipazione dei rappresentanti tirolesi avrebbe modificato la natura dell’incontro e propose il rinvio della conferenza.

Tuttavia, la dirigenza dell’OeVP è attualmente scettica sull’ulteriore sviluppo dei negoziati con l’Italia. È molto probabile che la prossima conferenza sull’Alto Adige si svolga al più presto nel giugno 1963, in vista delle elezioni parlamentari italiane di primavera.

Il governo italiano non sarà disposto a intavolare negoziati ufficiali con l’Austria prima di queste elezioni. Un eventuale incontro anticipato tra i ministri degli esteri dei due Paesi sarebbe visto solo come un gesto amichevole da parte della Democrazia Cristiana italiana nei confronti del OeVP.

Il governo austriaco non ha nuove proposte o piani per risolvere autonomamente la questione altoatesina. Tuttavia, prima che possano aver luogo nuovi negoziati, intende prendere nuovamente le distanze dalle azioni terroristiche in Alto Adige. Il governo italiano non ha adottato misure decisive contro i terroristi.

Il governo austriaco ha una posizione piuttosto difficile a questo riguardo, che può essere caratterizzata in 2 punti: 1) È, da un lato, la mentalità degli abitanti del Tirolo austriaco, che

sono contrari a una politica di tolleranza e a negoziati infiniti e chiedono che la libertà per l’Alto Adige venga imposta, anche con la forza. Il deputato Kranebitter, presidente dell’organizzazione nazionalista Berg Isel Bund, non è solo un leader riconosciuto dei contadini tirolesi cattolici, ma anche un caro amico del Ministro dell’Agricoltura bavarese Hundhammer. Tramite lui è anche in contatto con il Ministro per gli Incarichi Speciali della Germania Ovest KRONE. Inoltre, si dice che Kranebitter sia un confidente di O. HABSBURG in Tirolo.

2)Dietro gli attentati terroristici in Alto Adige ci sono ambienti della Germania Ovest. La Polizia di Stato austriaca (STAPO) e la polizia italiana sarebbero ben informate su questo atto. Per questo motivo, la polizia austriaca non può accusare troppo apertamente i responsabili delle attività terroristiche.

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Documento 13

Estratto dal rapporto del 4° dipartimento/Vienna, n. 11418 del 12.12.1562.

Il governo austriaco continua a impegnarsi affinché l’NSR (Germania Ovest, ndr) intervenga a favore dell’Austria nella questione altoatesina con il governo italiano. Durante la visita di LUBKE in Austria, STEINER è intervenuto presso SCHROEDER, e anche il Ministro KLAUS è intervenuto presso Adenauer presso l’NSR. In occasione dei festival musicali di Salisburgo di quest’estate, questa richiesta è stata nuovamente presentata a KRONE. Circa due settimane fa, il presidente del BERG-Isel-Bund KRANNEBITTER e il Ministro KLAUS & GLOBKE, in cura a Bad Gastein, si sono incontrati. Il Ministro KREISKY ha riferito sui suoi negoziati con PICCIONI durante la riunione del VS-OSN del 12.10.62 alla sessione di Innsbruck. PICCIONI avrebbe accusato KREISKY dell’atteggiamento tiepido del governo austriaco nei confronti degli atti terroristici. Le autorità italiane avrebbero prove sufficienti per dimostrare che tale attività è sostenuta dall’ala destra dell’OeVP, dell’FPOe e dei politici tirolesi. Si dice che i circoli menzionati abbiano creato un’associazione terroristica con elementi provenienti dalla Baviera. In origine, il centro di questa associazione era il BERG ISEL BUND, che tuttavia trasferì questa attività ad altre organizzazioni, la più importante delle quali è il cosiddetto Centro di informazione per la politica europea in Monaco. In questa organizzazione, l’addetto stampa della direzione provinciale dell’FPOe, il Dr. HARDT STREMAYR, ex membro del NSDAF e secondo vicepresidente del BERG ISEL BUND, svolge un ruolo importante. H. è anche un conoscente intimo del Dr. ZIMMER-LEHMAN e del Ministro KLAUS. Alla luce della reazione negativa degli attuali funzionari del governo provinciale e del BERG ISEL BUND, ha dichiarato che il Ministero degli Esteri austriaco sta ora concentrando i suoi sforzi per confutare le affermazioni di PICCIONI e il suo sostegno alle attività terroristiche dei politici dell’OSVP, dell’FPOe e del Tirolo. Secondo le informazioni provenienti dagli ambienti dei socialdemocratici italiani di destra, KREISKY non esclude che i comunisti siano coinvolti in alcuni atti dei terroristi. Tuttavia, KREISKY non è stato in grado di fornire prove concrete a sostegno di questa ipotesi. In questa occasione, K. ha affermato che, per impedire ai comunisti di utilizzare le attività terroristiche per propaganda contro la destra, è necessario prendere nettamente le distanze e condannare le attività dei terroristi.

Praga 13.12.1962

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Documento 15

Informazioni sull’attentato a INTURIST nel centro di Berlino.

Durante le indagini sull’attentato alla sede di Berlino Ovest dell’INTURIST, la polizia di Berlino Ovest ha scoperto che l’esplosivo trovato nella cantina di BISCHOFF (che, come noto, si è fatto esplodere mentre preparava una bomba nel suo appartamento) proveniva dai magazzini della Bundeswehr. Tuttavia, non è ancora stato stabilito da dove provenisse. Inoltre, è emerso che lo stesso esplosivo viene utilizzato negli attentati in Alto Adige. Questo esplosivo è stato utilizzato anche negli attentati al “sed”. Poiché non si sono verificati ulteriori attentati a Berlino Ovest dopo la morte di BISCHOFF, la polizia di Berlino Ovest conclude che questi siano stati eseguiti da BISCHOFF. Finora non sono stati identificati complici.

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Documento 17-19

7 febbraio 1962

Ministro dell’Interno

Caro compagno ministro

Nel 1962, con l’invio di volantini in Alto Adige, venne attuata la misura SEVER, il cui obiettivo era quello di aggravare la disputa austro-italiana su questo territorio e, in particolare, di suscitare sospetti contro NSR (Germania Ovest) di un’ingerenza segreta in tale disputa, contro gli interessi dell’Italia. Ciò avrebbe dovuto incoraggiare l’opinione pubblica italiana verso il revanscismo tedesco-occidentale. In Austria e in Italia AO SEVER ha raggiunto con successo il suo obiettivo.

Secondo le prime notizie, il 3 febbraio 1962, il quotidiano provinciale “Alto Adige”, pubblicato a Bolzano, pubblicò una fotocopia dell’ultima parte del volantino, una traduzione completa e una lettera di presentazione. Il giornale descriveva il volantino come la prima manifestazione ufficiale di un gruppo neonazista e tedesco che mirava a sfruttare la questione altoatesina per creare un Grande Reich tedesco e che si univa a organizzazioni terroristiche esistenti. Il movimento veniva descritto come sufficientemente forte da lanciare un’offensiva propagandistica. Il suddetto articolo fu letto il 4 febbraio 1962 in tutti i principali quotidiani italiani: Unità (KSI), Avanti (ISS), Popolo (organo ufficiale della Democrazia Cristiana), Tempo (giornale di estrema destra), Messaggero (giornale governativo di destra), Paese (giornale di sinistra). I giornali citati citano i punti salienti del volantino e lo caratterizzano come manifestazione di un chiaro orientamento nazista.

Il maggior spazio è dato al volantino del quotidiano governativo Messaggero, in cui si afferma che la polizia, che ha sequestrato diversi volantini, non sta cercando di scoprirne la fonte e che – cosa più regolare in tutto il senso e in cui si realizza lo scopo principale dell’azione – è quasi certo che la sede dell’organizzazione sia nella NSR.

I giornali aggiungono che i volantini vennero spediti per posta in grandi quantità. Il 4 febbraio 1962, un articolo simile fu pubblicato anche dai giornali austriaci Volksstimme & Kleine Volksblatt.

Alla neonata organizzazione, ancora sconosciuta, che cerca di interferire nella lotta politica in Alto Adige, come affermano i documenti, vengono attribuiti notevole importanza e potere. L’organizzazione è stata inventata dai suoi fondatori. Dato che si è affermata con successo, continueremo le azioni con l’obiettivo principale di fornire all’Italia prove dell’attività terroristica in Alto Adige.

Dopo aver raccolto tutti i materiali ci metteremo in contatto con lei, compagno Ministro, in modo più dettagliato.

Con cordiali saluti

Documento 21

Capo I, Ministero dell’Amministrazione degli Interni

Colonnello Josef Houska

A Praga il 7 settembre 1962

TOP SECRET

Caro compagno capo,

In allegato vi invio un’analisi della risposta del 3° Reparto dell’AO SEVER II e vi chiedo di inviare l’allegato al Capo del 3° Reparto, Tenente Generale Lamač, dopo averlo esaminato.

Trattandosi di un’azione di successo e ben condotta, che ha causato disaccordi tra importanti paesi della NATO, si raccomanda di elogiare il 3° Reparto e l’iniziatore dell’azione, il Capitano di Vascello Ráliš. Ciò contribuirebbe all’attivazione di attività offensive nei reparti operativi.

Capo del XVIII Dipartimento

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Documento 23-25-27

Analisi della risposta all’evento SEVER II.

Questo giugno, il nostro 3° reparto in Italia ha condotto l’Operazione SEVER II. Essa faceva seguito all’Operazione SEVER I e mirava a incoraggiare l’opinione pubblica italiana a resistere al revanscismo e al pangermanesimo tedesco-occidentale. Vennero sfruttate la tradizione e le attività revansciste dei tedeschi nell’Alto Adige.

L’azione consisteva nella distribuzione di un volantino nelle città dell’Italia settentrionale, che chiedeva il concentramento dei soldati tedeschi nell’esercito italiano e l’istituzione di centri di addestramento speciali, ufficiali di origine tedesca e un comando tedesco in queste unità tirolesi. Il testo del volantino era scritto in un tipico spirito pangermanico-revanscista.

Il quotidiano tedesco AKTUEL (portavoce del ministro filo-tedesco STRAUSS) ha pubblicato il nostro volantino nel suo 35° numero del 1° settembre a pagina intera e ne ha dedicato un’altra a un commento, la cui traduzione è allegata. Il commento descrive essenzialmente il volantino come una falsificazione realizzata in Italia allo scopo di fomentare sentimenti contro il pangermanesimo tedesco-occidentale. Il commento attacca duramente i funzionari italiani e, citando indiscrezioni provenienti da ambienti di polizia, identifica l’agenzia di stampa italiana ITALIA come la distribuitrice del volantino. Indica l’azione come un’attività sovversiva all’interno della NATO, di cui quest’ultima dovrebbe occuparsi, e sottolinea che l’Italia rischia di perdere il suo prestigio in questo modo. L’articolo discute la possibilità e le condizioni per un eventuale dispiegamento di unità tedesche nell’Italia settentrionale. Il commentatore menziona anche alcuni errori tecnici commessi dai tedeschi nell’azione. Tuttavia, li usa come prova per incriminare l’Italia.

Il volantino e i commenti anti-italiani furono apparentemente pubblicati intenzionalmente sulla stampa della Germania Ovest con l’obiettivo di aiutare i tedeschi sudtirolesi nelle loro attività anti-italiane. Pur prendendo le distanze dalla paternità del volantino, i tedeschi ne assicurarono la distribuzione e ne forzarono la diffusione.

Le autorità italiane, che hanno mantenuto segreta l’esistenza del volantino, ne hanno discusso. La vera posizione dell’autore dell’articolo emerge chiaramente dall’osservazione che la distribuzione del volantino è rivolta agli altoatesini “che soffrono già abbastanza”.

In questo momento, la coscrizione obbligatoria avrà luogo in Italia e il governo italiano ha quindi serie ragioni per mantenere segreto il volantino e impedirne la distribuzione. Se non reagisse agli attacchi dolosi tedeschi (il che è improbabile), significherebbe accettare tutte le accuse sopra menzionate con tutte le conseguenze, incluso il rischio di una risposta sfavorevole nella NATO. Tuttavia, se la stampa italiana reagisse, le contraddizioni italo-tedesche si aggraverebbero ulteriormente e, di conseguenza, la cooperazione nella NATO verrebbe compromessa. La risposta italiana deve essere monitorata attentamente.

Il Rudé právo di oggi pubblica un articolo sulle attività revansciste tedesche nell’area del nostro evento e segnala anche i volantini incendiari distribuiti dalla Germania Ovest. L’articolo afferma che alcuni giornali della Germania Ovest stanno stampando questi volantini, esultando per essi come “una nuova manifestazione dell’irrefrenabile consapevolezza della popolazione tirolese”. È quindi probabile che anche altri giornali della Germania Ovest, di cui non disponiamo, abbiano reagito al nostro volantino. La nostra partecipazione all’evento è rimasta invariata.

Valutazione:

I documenti precedenti sono completamente segreti. L’operazione SEVER II ha raggiunto con successo il suo obiettivo e ha contribuito a provocare una controversia più aspra e una dichiarazione più seria da parte dei paesi NATO di quanto inizialmente previsto. Il commento nella lettera di STRAUSS suggerisce che la controversia potrebbe estendersi ai negoziati e alle attività ufficiali della NATO. Per raggiungere questo obiettivo, raccomandiamo di preparare e attuare la prossima fase dell’operazione SEVER II, ovvero:

Continuazione dell’evento:

Preparare un altro volantino che farà riferimento al precedente e, oltre all’espansione in Italia, verrà inviato anche ai partecipanti alla conferenza NATO che si terrà a dicembre.

Nel volantino verranno spiegati gli obiettivi delle richieste del volantino precedente: in caso di stato di guerra, i battaglioni richiesti di tedeschi tirolesi saranno aumentati a reggimenti e la regione dell’Alto Adige sarà inoltre occupata da una divisione tedesca, che sarà in grado di garantire in modo affidabile gli interessi della NATO nella zona, indipendentemente dalla situazione del resto dell’esercito italiano.

Inoltre, il volantino, utilizzando un modulo appropriato, intende dissipare i dubbi sull’esistenza dell’organizzazione Freikorps Deutsche Einheit da noi inventata e sollecitare la creazione di loro sezioni, che per motivi di cospirazione dovranno operare in modo indipendente per un certo periodo.

Tema:

Il successo di questo evento conferma la correttezza del metodo utilizzato. Raccomandiamo pertanto di organizzare un evento simile nelle zone di confine francesi e, con un’attenzione filo-francese invertita, nel Saarland.

A Praga il 7 settembre 1962

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Documento 35-37

Il 12 giugno 1963.

Secondo informazioni del quotidiano austriaco Salzburger Nachrichten del 4 febbraio 1963, all’inizio di febbraio 1963 il giudice istruttore italiano presso il tribunale di Bolzano, dott. MARTIN, intentò una causa contro 85 altoatesini in relazione agli attentati dinamitardi commessi principalmente nel 1961 in Alto Adige.

Come istigatori e autori sono state identificate 27 persone, tra cui l’ex segretario generale dell’UDC Dr. STANEK, nonché i cittadini austriaci Dr. Heinrich KLIER e Wolfgang PFAUNDLER.

Tutte le altre persone, indipendentemente dalla loro partecipazione all’attività sopra menzionata, sono definite nella causa come “co-partecipanti spirituali”.

L’intero fascicolo è lungo 700 pagine, la denuncia in sé è lunga circa 160 pagine.

Secondo una fonte ufficiale italiana del 29 maggio 1963, il processo a 160 persone fu rinviato e trasferito dal tribunale di Bolzano a Milano. Delle 160 persone menzionate, circa 65 sono in custodia cautelare, 16 sono sfuggite all’accusa e le altre sono in libertà vigilata.

Per la prosecuzione dell’AO SEVER, è necessario ottenere il fascicolo completo dell’atto d’accusa con la relativa legalizzazione, se rilasciato dal tribunale, e, se possibile, la sua traduzione in tedesco.

Il nostro interesse per la parte italiana, cioè per i dettagli delle azioni terroristiche compiute, è giustificato, perché il problema sudtirolese è simile ai problemi che avevamo con i Sudeti e che culminarono appena 25 anni fa con la disgregazione della repubblica.

Oggi Seebohm e l’intera comunità dei Sudeti nella Repubblica Federale di Germania e in Austria si oppongono attivamente alla repubblica e non solo, ma si espongono anche in Alto Adige.

Lei vuole quindi mostrarci, tra le altre cose, lo stretto legame e gli stessi metodi utilizzati dai nazisti tedeschi, confrontando in modo specifico alcuni casi dell’Alto Adige con altri simili avvenuti 25 anni fa.

Se i compagni italiani sono interessati, potremo pubblicare il materiale solo dopo la conclusione del processo a Milano. Saremo lieti di ricevere eventuali comunicati stampa pubblicati in Italia durante il processo, o un atto di invio.

Ritengo che sarebbe più opportuno che il materiale potesse essere ottenuto tramite i contatti della residenza e dell’IKS, come precedentemente discusso con S. Melka. S. Kolouch aveva precedentemente discusso con S. Tenente Colonnello Pražský che, se non ci fosse stata altra via d’uscita, S. Melka avrebbe effettuato un breve viaggio (con corriere, ecc.) in Italia, dove avrebbe svolto il ruolo di mediatore per un contatto con S. Pajeta. Qualora il materiale non potesse essere ottenuto in anticipo, sarebbe necessario, come discusso con S. Lamač, garantire la fornitura dei dati, che dettagliamo, direttamente con la partecipazione di un collaboratore idoneo al processo.

Secondo le informazioni, sulla strada che da Roma porta allo Stadio Olimpico c’è un grande obelisco sul quale è ancora presente una grande iscrizione: MUSOLINI DUCE (sic).

Abbiamo bisogno di diversi negativi di ottima qualità per pellicola 10-14°DIN con diverse esposizioni, su cui sia visibile l'”inizio di Roma”, in modo che l’immagine mostri questo obelisco con l’iscrizione ben leggibile (preferibilmente con luce radente, che disegnerà anche le ombre). Non sviluppate la pellicola, fatela sviluppare appositamente: le immagini ci serviranno per la stampa.

Si consiglia di inviare il film tramite il corriere più vicino.

Si prega di inviare tutto il materiale richiesto all’OAO.

Capo del XVIII Dipartimento:

capitano Mouchka Jaroslav

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Documento 41

Alto Adige – invio di materiali

L’accusa richiesta da voi contro il gruppo terroristico STANEK e soci sarà redatta nel modo da voi proposto. La faremo pubblicare tramite il contatto LANNUTTI, responsabile della rubrica interna “Avvenimenti” del giornale Alto Adige (speciale edizione tedesca), citando il numero dell’ottobre 1962, in cui è descritta l’attività del gruppo terroristico STANEK e co., insieme ad altri imputati.

Secondo LANNUTTI, la base per la stesura di questo articolo sarà proprio l’atto di accusa che ci interessa. Nel testo dell’articolo saranno evidenziati in corsivo solo i passaggi rilevanti. La copia dell’atto d’accusa è per ora disponibile solo per LANNUTTI, ma nel caso riteniate utile, possiamo inviare delle fotocopie alla PFS (probabilmente sezione centrale dei servizi, ndr) insieme all’articolo.

Vi inviamo contemporaneamente anche il rullino fotografico con la fotografia dell’atto d’accusa recante l’etichetta “Italico” e la scritta “MUSSOLINI”, fotografata come da vostre istruzioni.

Allegato: atto d’accusa

24.6.1963

KOTVA

Nota manoscritta in fondo (traduzione):

L’attuale clima politico italiano è favorevole. Il volantino fascista con il nome Mussolini dovrebbe suscitare reazioni forti, specialmente a Roma. Secondo Lannutti, però, è meglio non affrettarsi troppo, il clima può cambiare.

Si raccomanda discrezione assoluta. [firma poco leggibile]

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Documento 43

Per AO SEVER

Durante il viaggio con il compagno Vik abbiamo visitato nei giorni scorsi Brunico, Bressanone e Merano, con l’obiettivo di raccogliere pubblicazioni locali.

Abbiamo ottenuto una discreta quantità di materiale, anche se non tutto ciò che cercavamo. Alcuni giornali erano esposti solo in vetrine chiuse (ad esempio quelli cattolici).

Abbiamo consultato vari cataloghi presso le librerie. L’impressione generale sul livello delle pubblicazioni politiche, economiche, scientifiche e turistiche è che sia piuttosto elevato. Alcuni titoli erano pubblicati sotto l’egida di enti americani o della NATO. Abbiamo individuato una libreria speciale con sezioni sudtirolese, italiana e tedesca.

Non siamo riusciti a trovare pubblicazioni più ampie che trattassero della posizione dei tedeschi in Alto Adige.

Turismo e contesto

C’è un notevole incremento dell’attività turistica. La nostra persona di copertura (il “nostro uomo”) si è mosso liberamente tra la popolazione senza destare sospetti. Non sembrava che fosse sorvegliato o notato.

Non abbiamo trovato pubblicazioni chiaramente ostili (secondo la nostra valutazione), ma non escludiamo che alcune riviste locali contengano commenti o articoli che valga la pena esaminare più a fondo.

Abbiamo notato che anche per la vicinanza al confine ci sono edicole ben fornite di riviste tedesche, italiane e austriache.

Conclusioni operative

Un’ottima fonte si è rivelata il negozio di giornali della stazione, dove era possibile acquistare sia numeri attuali sia vecchi di riviste. Abbiamo trovato anche alcune copie del mensile “Athesia”, ma solo numeri recenti.

Prezzo per la pubblicazione – 10 supplementi: 1.560 lire.

15.7.1963

F.to: Jani

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Documento 47

XVIII. sezione del 1° Dipartimento del Ministero degli Interni

  1. di prot. AJ-00/946/1810-63

17 giugno 1963

Compagno

Tenente colonnello Jun Pražský,

1ª sezione, vicecapo del 1° Dipartimento del Servizio di Sicurezza di Stato (ŠtB)

Preparazione dei materiali per la continuazione dell’AO SEVER – chiarimenti per il controllo dell’operazione “Libretto”

Poiché nessuna delle nostre sezioni è attualmente in grado di fornire, per mancanza di dati, informazioni completamente precise sul fatto se in Italia esista “un conto di viaggio” e altri dettagli necessari per l’elaborazione pianificata della continuazione dell’AO SEVER, ti preghiamo di assegnare compiti all’11ª sezione, che sono già stati preparati.

Allo stesso tempo, chiediamo il permesso – come risulta dai compiti – affinché il residente possa aprire un conto speciale e l’autorizzazione affinché su tale conto venga trasferita la parte necessaria della valuta italiana. L’entità esatta – se sarà necessaria per il mantenimento della residenza – non possiamo ancora determinarla.

Allegati: 3 fogli

Capitano Jaroslav Moučka

Capo della XVIII. sezione del 1° Dipartimento

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Documento 49-51-53

Operazione “libretto” (da intendersi come libretto bancario, ndr).

Segretissimo

Ai fini operativi è necessario determinare:

1) se in Italia esistono libretti di risparmio postale (simili ai nostri libretti di risparmio di viaggio – CVK) che possono essere depositati e prelevati ovunque

2) se e dove è possibile ottenere tale CVK e se è possibile ottenerlo senza documento d’identità personale (ad esempio presso la cassa di risparmio postale principale, ecc.), o cosa è necessario per richiederne uno

3) se e dove rilasciano il CVK durante l’attesa e descrivono dettagliatamente cosa è necessario a tal fine nel modo più preciso possibile, incluso il tempo di attesa (tutte le azioni, comprese quelle del funzionario responsabile, ecc.)

4) se sia possibile istituire un CVK non solo a nome, ma anche se il “libretto del portatore” possa essere presentato presso qualsiasi ufficio postale (PU) da chiunque; descrivere dettagliatamente i pagamenti su CVK presso diversi PU fuori Roma

5) qual è l’importo massimo che può essere prelevato in una sola volta in un giorno e senza alcuna restrizione, come sono limitati i pagamenti, ad esempio, a un certo importo al giorno (“limite:”), o, ad esempio, all’obbligo del prelevatore “oltre il limite” di provare la propria identità (cosa è sufficiente per provare l’identità – elencare tutti i documenti), ecc.

6) Quanto tempo ci vuole per un prelievo “normale” presso l’ufficio postale in via di scomparsa e quanto tempo ci vuole per un prelievo “oltre il limite” e descrivere in dettaglio cosa comporta un prelievo “oltre il limite” (ad esempio, è richiesta una carta d’identità, il prelievo viene verificato telefonicamente, non per posta, presso la sede centrale, ecc.)

7) se esistono anche in stazioni di polizia più piccole, ad esempio distrettuali, in città dove c’è solo

  1. a) sportelli cassa dedicati a CVK; qual è il loro orario di apertura medio nei giorni feriali (dal martedì al venerdì) dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle 17; quando chiudono solitamente (fuori Roma); quali sono gli importi medi dei depositi e dei prelievi regolari da CVK?
  2. b) nelle piccole banche non ci sono sportelli cassa appositi, dove (presso quali sportelli) vengono effettuati i depositi e i prelievi CVK e qual è approssimativamente il volume di operazioni giornaliere effettuate presso questi sportelli (contanti e altro)?

8) quali difficoltà o complicazioni possono presentarsi nelle PU più piccole con pagamenti “normali” e “superiori al limite” da parte del CVK (descrivere, se possibile, quelle osservate nel modo più dettagliato possibile)

9) È possibile ottenere delle “regole” generali sui risparmi di viaggio in Italia e, in caso affermativo, come posso fornirle?

A tal fine è necessario aprire un libretto postale del donatore “di importo tale, in valuta italiana, che dopo ulteriori 2-3 versamenti, il “limite” massimo di pagamento, se stabilito, venga superato di almeno il 20%.

Il libretto deve essere aperto presso la sede della Cassa di Risparmio Postale di Roma, dove è più probabile che venga emesso durante l’attesa (legalizzazione – partenza dal Reno, non si desidera portare contanti con sé). Si basa sul portatore, non sul nome, in modo che l’altro coniuge, i figli, la domestica, ecc. possano effettuare il prelievo.

Non è possibile creare un libro “non consegnato”, quindi non creare questo.

Se il libretto viene aperto, è necessario effettuare altri 2-3 depositi, sia presso gli uffici postali di Roma che presso quelli fuori Roma, per determinare i regimi applicati dai diversi uffici postali. Questi depositi devono essere effettuati entro un periodo di circa 10-20 giorni. Nel frattempo, è necessario effettuare circa 2 prelievi di importo inferiore al possibile “limite” e a diverse di concetti non romani.

Quando il deposito sul libretto raggiunge il limite massimo, ovvero quando supera di circa il 20-30% il “limite” di prelievo stabilito, è necessario richiedere un prelievo superiore al “limite” presso un ufficio postale più piccolo in un’altra parte d’Italia (nord, sud), che non rientri nell’amministrazione postale romana, in modo che rimanga sul libretto un saldo pari a circa il 10% del deposito totale prima di tale prelievo. Tale prelievo deve essere richiesto da una persona diversa da quella che ha aperto il libretto, in modo che basta verificare in modo affidabile eventuali complicazioni e l’esatto svolgimento dei dettagli. L’importo selezionato deve quindi essere nuovamente depositato in questo CVK, almeno il 50%, dopo un intervallo di circa 10-20 giorni. Questa è la seconda fase dell’operazione.

Il libretto, se istituito, non verrà annullato nei prossimi 2-3 anni. Dopo aver effettuato le verifiche della prima fase, verrà inviato con tutti gli eventuali allegati alla sede centrale per l’ispezione (confronto di timbri, firme, modalità di registrazione, ecc.). Verrà quindi restituito alla residenza, che effettuerà un deposito o un prelievo di importo inferiore (diversi o dello stesso importo) ogni 6-10 settimane per mantenerlo “vivo”. (A questo scopo, utilizzare principalmente viaggi di lavoro e privati, ad esempio a Roma). Eventuali modifiche al regime finanziario postale devono essere segnalate immediatamente alla sede centrale. Ogni deposito e prelievo, anche futuro, deve essere sempre effettuato presso un ufficio postale diverso. Solo nella prima fase, ai fini della verifica, è necessario effettuare un prelievo e un deposito entro 30 giorni presso lo stesso ufficio postale al di fuori Roma. Nel caso in cui i francobolli presenti nel CVK, con cui l’ufficio postale verifica il prelievo o il deposito, siano diversi dai normali francobolli postali (con cui si affrancano le lettere, ecc.), è necessario effettuare prelievi e depositi anche presso alcuni uffici postali di Milano e delle province

Bolzano e Trento. A tal fine, è necessario aprire un conto “libro” presso la residenza. Un importo eccedente del 20-30% il “limite” italiano per i pagamenti da libri può essere trasferito definitivamente sul conto. Il libro e la differenza in contanti devono essere conservati separatamente dal residente e, in sua assenza, dal rappresentante o timbrati sul 50.

Senza il consenso della sede centrale, i fondi del conto “libretto di risparmio” non possono essere utilizzati in alcun modo diverso da quanto indicato. L’importo totale svincolato per questo conto deve essere sempre garantito da un deposito sul libretto di risparmio e dalla differenza in contanti.

La prima fase dell’operazione, cioè la costituzione del libro e tutte le manipolazioni fino al prelievo “oltre limite” da parte di persona diversa da quella che ha costituito il libro, dovrà essere effettuata entro la fine di settembre dell’anno in corso (1963).

In questo contesto, per ogni transazione presso l’ufficio postale deve sempre essere redatto un verbale separato, con la dicitura “Operazione Libro n. n.”. Il verbale è tratto da quanto sopra. Il verbale deve includere il luogo, la data, l’ora della transazione, l’importo del prelievo o del deposito, chi l’ha effettuato, l’esatta designazione e la descrizione dettagliata del regime postale e una descrizione completa e dettagliata di tutti i collegamenti (chi ha effettuato la transazione, chi era registrato presso la residenza, chi lo accompagnava, ad esempio dall’Ambasciata, la moglie, ecc. e se conosceva o poteva dedurre lo scopo del viaggio, altre persone presenti all’ufficio postale, funzionari dell’ufficio postale; il funzionario dell’ufficio postale che ha registrato i depositi o i pagamenti e ha manipolato il libro, una descrizione esatta della manipolazione e di tutte le azioni, senza omettere alcun dettaglio, fino all’uscita dall’ufficio postale). Ogni viaggio verso l’ufficio postale fuori Roma e ogni prelievo devono essere opportunamente legalizzati (dopo l’uscita dall’ufficio postale, ad esempio, effettuare un acquisto privato, ecc.).

Il residente è personalmente responsabile dell’esecuzione affidabile e segreta del “Libro delle operazioni”. L’azione può essere eseguita esclusivamente dal personale della residenza e alla rete operativa non possono essere affidati compiti nemmeno parziali. La presente istruzione è depositata in busta sigillata datata 50. 17. 6. 1963.

***

Documento 55-57

AO

22.10.1963

Considerando il piano per l’anno 1963 per la linea AO, ordiniamo l’invio dei documenti richiesti in precedenza ad AC.

1./

Il fascicolo d’accusa contro 160 persone accusate di attività terroristiche nella zona dell’Alto Adige – Sudtirolo, n. 115 – è stato eseguito in copia in questi giorni, e si può contare sul suo invio.

2./

Questionario operativo:

La richiesta di invio dei documenti necessari vi è stata inviata con la spedizione n. 11/63 del 26.6.1963. A questa richiesta non avete ancora risposto né con documenti né con dichiarazioni. Vi preghiamo di inviare i documenti richiesti affinché possano essere trasmessi al centro già entro novembre. Allo stesso tempo, inviateci il vostro parere sulla realizzabilità di questa azione.

3./

Operazione “TIBER”:

Nel prossimo futuro sarà attuata l’azione “TIBER”, che dovrebbe precedere la riunione del Consiglio NATO a Parigi, cioè nella prima metà di novembre c.a.

Luogo dell’azione:

In circa 4-5 località nei pressi di Merano, vicino a importanti vie di trasporto, dovranno essere piazzati oggetti/armi con la scritta “TERNI”, insieme a sacchetti di plastica contenenti documenti con indizi che facciano pensare a una provenienza tedesca, indirizzati alla redazione della rivista MESSAGGERO trattante la questione dell’Alto Adige / A. Sterpelone/…

…sarà inviata una lettera anonima in lingua tedesca, presumibilmente scritta nella RFT (Repubblica Federale Tedesca), spedita dall’Austria (nel caso non sia possibile spedirla dalla RFT). La lettera dovrà richiamare l’attenzione sulla presenza degli oggetti nascosti, specificando solo un luogo, mentre gli altri resterebbero nascosti – il lettore della lettera dovrebbe trovarli secondo questo schema operativo.

Con questo scopo, entro la fine di novembre, trovate 4-5 luoghi adatti nelle vicinanze di vie di trasporto e indicate quali di essi possono essere usati per nascondere alcuni kg di esplosivo plastico. Comunicate entro la fine di ottobre anche eventuali suggerimenti o commenti sull’operazione.

4./

Operazione “SEVER IV”:

Nel prossimo anno si prevede di realizzare anche questa azione.

Luogo dell’azione:

La popolazione di lingua tedesca dell’Alto Adige riceverà una lettera poco prima del richiamo al servizio militare. La lettera sarà inviata con aereo e conterrà appelli a rifiutare di prestare servizio militare, sfruttando la riluttanza italiana verso le richieste internazionali per evitare che i cittadini di lingua tedesca siano obbligati al servizio militare.

Per realizzare l’azione, saranno necessari i seguenti dati:

a./

Le date in cui saranno redatte le liste di coscrizione nella zona dell’Alto Adige. Se non potete fornirle, vi chiediamo di informarci se tali liste esistono per l’intera Italia o solo per singole regioni o province.

b./

Verificare se per ogni nome è indicato anche l’indirizzo. Nel caso lo sia, sarebbe possibile usare gli indirizzi per l’invio diretto dei materiali alle persone di lingua tedesca soggette al servizio.

c./

Le date esatte del richiamo al servizio militare.

***

Documento 59

Il 2 gennaio 1964.

Chiedo l’adempimento degli incarichi inviati con il pacco n. 8/63 del 12/05/1963, relativi agli ordini della sezione AO, in particolare l’invio di riviste sudtirolesi tedesche. Si segnala che, ad esempio, DOLOMITEN è in vendita presso la stazione ferroviaria Termini di Roma. Per una panoramica completa di tali esigenze, ne inviamo la descrizione. Per l’anno 1964, includiamo il piano dell’azione SEVER IV, ovvero l’invio di volantini agli indirizzi dei coscritti di lingua tedesca provenienti dall’Alto Adige. Abbiamo inviato il programma dell’evento il 22 ottobre 1963, con il numero di pratica 18/63. L’AO non concorda con l’attuazione dell’evento TIBER, pare che non sia stato approvato.

***

(mancano due documenti)

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Documento 61-63

Requisiti della sezione AO:

Inviare più copie di tutte le riviste altoatesine tedesche liberamente disponibili (acquistabili), che ogni altoatesino possa avere.

In futuro sarà necessario verificare con la sede dell’agenzia la consegna (differita) di questi periodici dall’Alto Adige regolarmente:

  1. a) DOLOMITES (giornale sudtirolese, giornale sudtirolese, settimanale Atesia-Bolzano)

(6 volte a settimana)

  1. b) Giornale dell’Alto Adige pubblicato a Bolzano
  2. c) Volksbote, organo del Partito Popolare Sudtirolese, edito da Athesia-Bolzano (1x settimanale)
  3. d) Bollettino Ufficiale della Regione Trentino Tiroler Etschland (italiano-tedesco) edito da: Regionalausschus, Trento, Piazza Dante (2 volte a settimana)
  4. e) Südtiroler Panorama, Zeitung der Sudtiroler Werktätigen, (organo del Partito Comunista Italiano in tedesco, pubblicato da: G.Pressel, Bolzano, Castelmarecciostrasse

Quando si acquistano periodici, è preferibile attenersi all’interesse occidentale, non a quello interno.

Siamo inoltre interessati a pubblicazioni tedesche (o italiane) più complete riguardanti l’Alto Adige (calendari, antologie, ecc.), alla storia delle organizzazioni politiche, culturali, sportive e ricreative tedesche e ai luoghi di lavoro dei loro funzionari, ed eventualmente anche dei loro membri. Questo materiale e gli indirizzi, o almeno i nomi, possono essere ottenuti (dall’agenzia) gradualmente e inviati alla sede centrale man mano che vengono forniti.

Abbiamo bisogno di una panoramica il più possibile precisa e dettagliata dell’organizzazione, delle strutture e del personale di tutte le istituzioni altoatesine tedesche in generale. Gradiremmo anche biografie di personaggi noti e meno noti, nonché di attuali funzionari ed esponenti di questo movimento.

Per una gita occasionale adatta (e senza fretta) nell’Alto Adige, è importante controllare (anche visivamente):

  1. a) Da qui e dove nella zona ci sono solo nomi tedeschi, oppure è richiesto il bilinguismo o solo l’italiano per gli edifici ufficiali (tribunali, poste, polizia, uffici amministrativi locali, ecc.) e per gli edifici privati (negozi, piccole aziende, ristoranti, ecc.).
  2. b) Come sono indicati i nomi delle città e dei villaggi (per indicare il percorso), si prega cioè di indicare il cartello lungo le strade o sulle case all’ingresso del luogo. Descriverlo in dettaglio. Siamo interessati a sapere se esclusivamente in italiano, bilingue o, se possibile, solo in tedesco (se possibile, fotografarli con un’apposita legenda).
  3. c) Come si pronunciano i nomi (italiani, non tedeschi) nelle città (dove specificatamente)
  4. d) Riviste e libri austriaci sull’Alto Adige possono essere acquistati liberamente in edicola o in libreria? In caso affermativo, quali sono disponibili qui. Si prega di fornire un elenco dei giornali della Repubblica Federale Tedesca disponibili qui e di quelli in vendita libera.

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Documento 67

A.O.

In allegato sono incluse le buste sigillate I-II-III contenenti lettere con materiale fortemente anti-italiano relative all’Alto Adige.

Le lettere contrassegnate “Banca d’ Italia” sono pronte per l’invio.

Le lettere devono essere inviate senza alcun segno identificabile.

  1. a) Affrancare correttamente (utilizzare il prezzo indicato a matita) – i francobolli vanno incollati con acqua.
  2. b) Per garantire la sicurezza contro la sorveglianza, inserire nelle grandi cassette postali pubbliche, preferibilmente in tre diversi uffici postali (PU).

Dal primo ufficio postale inviare solo le lettere della busta I (destinate fuori dall’Italia).

Dagli altri due uffici postali inviare le lettere nelle buste II-III (destinate all’Alto Adige).

L’invio deve essere effettuato prima del fine settimana, preferibilmente in un solo giorno; in tal caso, prima vanno inviate le lettere alle regioni italiane e poi quelle dirette all’Alto Adige.

La divulgazione non autorizzata di questi fatti causerebbe una grave crisi internazionale e una campagna di propaganda anti-cecoslovacca. Pertanto, poiché la distribuzione di materiale simile avverrà anche in altri Paesi contemporaneamente, si richiede il massimo livello di segretezza.

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Documento 71

Il 13 febbraio 1964.

AO

Nel Messaggero del 21. 1. 1964 la “Relazione Saragat sulla politica estera” afferma, tra l’altro, che l’accordo tra le quattro parti che costituiscono la maggioranza “sarà fedelmente mantenuto.” Questa frase è stata utilizzata nella parte dell’interpretazione di Saragat in cui vengono discussi gli impegni dell’Italia nella creazione di una forza multilaterale NATO. Cerca di capire il testo letterale di questo accordo.

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Documento 73

3° Dipartimento dell’Amministrazione I del Ministero dell’Interno

All’attenzione del compagno capo reparto

Divieto di attività di polizia statale nel Tirolo meridionale

11 marzo 1964

Secondo informazioni attendibili, il Ministro federale degli Interni austriaco Ölah ha emesso un’ordinanza secondo la quale ogni attività della polizia statale e delle autorità informative nel Tirolo meridionale deve essere immediatamente sospesa. Principalmente, nessun funzionario può essere inviato in missione ufficiale nella regione del Tirolo meridionale in Italia.

I nostri informatori a Vienna hanno riportato che è stato sottolineato che ogni attività in questa regione deve essere interrotta immediatamente.

Secondo note ricevute, il Ministro Ölah ha dichiarato che, sebbene non sia contrario, poiché le attività storiche erano supportate dalla sede centrale della polizia statale, per altri motivi ha deciso di vietare ogni attività della polizia statale nel Tirolo meridionale. Questo ordine è stato trasmesso tramite l’ufficio della Direzione generale della sicurezza pubblica a Vienna alla fine dello scorso anno, ma non è stato osservato. Ölah ritiene che l’attività della polizia nel Tirolo meridionale non sia più opportuna, anche perché secondo lui il Dott. Bruno Kreisky (all’epoca Ministro degli Esteri austriaco) intende ottenere da Roma alcune concessioni. La dirigenza del Partito Socialista austriaco ha incluso l’azione sudtirolese nel programma politico del Dott. Kreisky e il partito stesso sta cercando di ottenere il suo allontanamento dal governo. Il Ministro Ölah vuole evitare che l’azione contro l’Italia per la questione del Tirolo meridionale venga vista come una manovra esclusivamente da parte dell’Austria e senza supporto internazionale, secondo la sua valutazione non intende parteciparvi.

Comandante del 6° Dipartimento dell’Amministrazione I del Ministero dell’Interno

Tenente colonnello K. Zápotocký

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Documento 77

Il 16 giugno 1964

In un numero di DOLOMITEN, in uscita il 10 maggio, sono stati pubblicati un articolo e un opuscolo sugli imputati in Alto Adige. Questo è il nostro A.O.. Poiché l’invio di riviste può essere facilmente trascurato, assicuratevi di ordinarle regolarmente e di inviarle alla sede centrale per posta. Allo stesso tempo, fornite i numeri di Delomiten “del periodo sopra indicato”, in modo da poter ricevere quanto sopra.

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Documento 79

AO “SEVER”

Non ne abbiamo ancora trovati, cercherò di procurarmi “Dolomiten” per aprile e maggio. Spero che durante le vacanze potremo inviare regolarmente altri giornali richiesti.

Ti mando un pacco contenente un francobollo universale, e il tampone necessario per timbri, che ho acquistato a un prezzo molto basso.

Quando riceveremo un nuovo sussidio finanziario, inizierò con ulteriori acquisti. Abbiamo quel tempo.

Nella cassa ci sono solo soldi, quelli necessari per pagare l’assicurazione dell’auto.

Nel pacchetto è incluso anche il quotidiano Alto Adige.

Spese: 1700 lire – bollo universale

pneumatico da 800 lire

Allegati: 1 pacco

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A 11 ij 1313 – 1960-61

Negli USA verrà condotta una campagna di disinformazione contro la CIA americana.

Il 3° dipartimento preparò misure attive contro gli americani in Marocco. Una campagna di volantinaggio è in fase di preparazione in Alto Adige per compromettere la Repubblica Federale di Germania; con lo stesso obiettivo, il 4° dipartimento ha condotto la campagna “Lettera”, il 5° dipartimento ha condotto la campagna “Nebbia” in Grecia, il cui obiettivo era quello di rafforzare le divergenze tra la Repubblica Federale di Germania e la Grecia; il 6° dipartimento ha condotto un’azione per compromettere la politica della Repubblica Federale di Germania sulla questione di Berlino Ovest, con la pubblicazione di diversi articoli sul quotidiano iracheno “Al-Bilad”.

***

Nella regione europea:

  1. a) Lungo la linea della Repubblica Federale Tedesca.

– L’intelligence cecoslovacca sta pianificando una serie di misure attive, sulla base delle quali sono state scambiate informazioni e materiali con gli alleati sovietici. Si tratta delle seguenti misure:

– Verrà pubblicata sulla stampa cecoslovacca la notizia che, con il consenso delle autorità americane, il BND della Germania occidentale assumerà una posizione decisiva nell’ambito della riorganizzazione dell’intelligence della NATO.

– Verrà redatta e messa a disposizione del consolato italiano a Innsbruck una falsa “lettera del governatore provinciale del Tirolo”. Il contenuto della lettera indicherà la partecipazione del BND agli eventi altoatesini tramite gli agenti ZAKO e SAVARY.

– La stampa africana pubblicherà materiali sulla penetrazione della DDR nei paesi sottosviluppati e sull’uso delle istituzioni economiche della DDR da parte del BND della Germania Occidentale per penetrare in questi paesi. Saranno forniti i nomi specifici delle organizzazioni.

– Per disinformare il BND, si sospetterà che il suo ex organo LAMMEL sia un agente dei servizi segreti cecoslovacchi, con i quali i contatti sono stati temporaneamente interrotti.

– Tramite la STAPO austriaca, alla quale verrà fornito materiale tramite una combinazione idonea, verrà sollevato il sospetto che il giornalista collaboratore del GO HELMENSDORFER e il membro del quadro del GO Dr. ZIEGLER di Monaco siano collaboratori dei servizi segreti cecoslovacchi.

-Si tenterà di disinformare le massime autorità di Bonn sul fatto che GEHLEN, tramite WEHNER, sosterrà la SPD alle elezioni.

– Per compromettere GLOBEK verrà preparata una falsificazione di una lettera di GLOBEK al rappresentante della Repubblica Democratica Tedesca (NDR) EEC HALLSTEIN, in cui si chiede la legalizzazione del quadro GO říčník SEELIGER durante i negoziati tra CEE ed EFTA, affinché possa avere contatti con persone che lavorano a favore della stampa antitedesca.

NSR. Le foto del falso saranno inviate al ST

– Dobbiamo ottenere informazioni dai nostri amici sovietici sugli ex tedeschi dei Sudeti che sono attivi nella Cancelleria federale, nei ministeri chiave e nei servizi segreti della Germania occidentale.

Note 

Primo gruppo di volantini

“Altoatesino! Amico,

Da 40 anni attendete invano la giustizia politica e la liberazione dalla tirannia italiana. Quante oppressioni e umiliazioni hai sopportato in questo periodo! Sei stato privato del tuo diritto all’autodeterminazione e dei diritti umani fondamentali. Il paese tedesco con le tradizioni culturali tedesche sull’Adige e sull’Isarco viene trattato in modo barbaro e umiliato dagli italiani. Questa cosa deve finire finalmente!

I negoziati che si trascinano da anni non hanno prodotto alcun risultato, e quello che stanno facendo non è la strada giusta per la tua liberazione. L’unica via per l’autoconservazione e la tua liberazione è la dura lotta per il diritto all’autodeterminazione. L’Alto Adige è sempre stato terra tedesca ed è il più sacro dovere nazionale tedesco! affinché il patrimonio dei nostri antenati non venga profanato e che gli stivali italiani non schiaccino il secolare ceppo tedesco. Ecco perché bisogna porre fine alla tirannia degli oppressori italiani.

Non sei solo nella tua lotta, l’intera grande nazione tedesca è dietro di te e il nostro popolo diventa ogni giorno più potente. La nostra volontà e i nostri obiettivi sono comuni a tutti noi. Noi tedeschi non abbiamo mai dimenticato che esiste un solo Tirolo e un Tirolo indiviso e tedesco, la nostra santa terra del Tirolo! Come da Salorno alla cintura c’è un solo popolo tedesco, così il futuro dell’Alto Adige potrà realizzarsi solo nell’ambito di un grande e potente impero tedesco. Il nostro obiettivo è la liberazione dei tedeschi oppressi a est, ovest e sud. Così come non noteremo mai il confine tra Oder e Neisse, non potremo mai riconoscere il confine ingiusto del Brennero che ci è stato imposto dai dettami dell’Intesa.

Gli avvenimenti recenti hanno dimostrato la nostra forza e hanno dimostrato ancora una volta che solo la perseveranza e la determinazione possono restituire la libertà all’Alto Adige tedesco. Gli italiani, sia a Roma che a Bolzano, ormai sanno quali colpi possiamo sferrare. E possono star certi che seguiranno colpi ben più forti. Nessun sacrificio è troppo grande per noi, che rifuggiamo ogni anno. Il popolo tedesco, la cui esistenza in passato è stata costantemente attaccata da ogni parte, è abituato a lottare per la propria autoconservazione e per i propri obiettivi nazionali. Insieme a voi affronteremo una prova difficile: questi test possono sopravvivere anche ai più coraggiosi e forti.

Oggi non basta soltanto più solo imparare il diritto all’autodeterminazione, bisogna lottare con tutti i mezzi per il santo diritto. Lo slogan della lotta per la libertà deve essere chiaro: le nostre azioni dimostreranno che non siamo sempre stati guidati dall’alto spirito tedesco. È nostro dovere nazionale che i figli più leali siano allevati in quest’ora e, seguendo l’esempio dei grandi combattenti del popolo tedesco, si stimolino a grandi e audaci imprese e mettano da parte l’odiato dominio straniero degli italiani

Tutto nella lotta per l’unità della grande patria tedesca! In questa lotta entra anche tu. Gli altoatesini trovino il loro posto dignitoso.  In questa battaglia, che dovrà essere decisa con le armi, noi vi sosterremo con tutti i mezzi a nostra disposizione come abbiamo fatto finora e insieme a voi condurremo questa lotta verso una grande, felice vittoria; libertà e giustizia può essere vinta solo attraverso la lotta. Solo in questo modo raggiungeremo il nostro grande obiettivo comune. Sulla base del diritto all’autodeterminazione l’Alto Adige verrà liberato e ritornerà alla comunità tedesca: basta con le trattative inutili! Adesso è il momento di agire. Unisci le tue forze alle nostre per combattere per il nostro grande obiettivo. La tua battaglia è anche la nostra battaglia

cari connazionali!

Imbracciate le armi nella santa lotta per la nostra frontiera storica! Raduna i gruppi armati e prepara le armi per il grande giorno della decisione! Il giorno è il terrore poliziesco che gli italiani attendono con terrore maggiore e più duro Distruggi! Strade, collegamenti, oggetti italiani e tutti i simboli odiati dai tiranni italiani. Diffondi le tue azioni su tutto il territorio italiano.

Avanti per la realizzazione dei nostri obiettivi per la liberazione dei tedeschi e la formazione dell’unità nazionale tedesca! Viva l’Alto Adige, la terra sacra del Tirolo, viva i tedeschi comunità nazionale, viva la Germania onnicomprensiva, il Sacro Reich tedesco! – Uomo – è quasi ora!

Unità tedesca del Corpo Libero.”

Secondo gruppo di volantini

“Compatrioti!

Ogni anno, migliaia di giovani coscritti a lungo termine partono per il servizio militare ignominioso per mano dei tiranni italiani.

Ogni anno migliaia di tedeschi sono costretti a prestare giuramento di fedeltà ai tiranni che vogliono liberarli dal significato nazionale e dallo spirito tedesco. Per questo sono sparsi in tutta Italia. Questo è scandaloso e offensivo per un altoatesino e per i tedeschi in generale. I giovani altoatesini sono giustamente insoddisfatti e chiedono aiuto a noi e a voi.

Abbiamo il diritto morale di lottare affinché i tedeschi altoatesini servano la Terra Santa dei loro antenati nelle unità militari tedesche, sotto il comando di ufficiali di alto rango tedeschi.

Una serie di guerre, comprese le ultime due, hanno dimostrato l’alta qualità del soldato tedesco. Ospitare soldati tedeschi nell’esercito italiano non giova a nessuno, anzi, indica che il governo italiano non si preoccupa molto di garantire l’assunzione di obblighi militari nei confronti degli alleati.

Le truppe tedesche in Alto Adige sarebbero una garanzia, gli interessi comuni dell’Occidente in questa zona sono in mani affidabili e competenti. Allo stato attuale non è possibile affermarlo.

L’insediamento delle truppe tedesche in Alto Adige è una questione la cui importanza va oltre l’ambito italiano, cosa che viene riconosciuta soprattutto dagli esperti militari.

In questo modo non rivendichiamo solo i nostri diritti, ma rivendichiamo il posto che ci spetta di diritto nella difesa comune dell’Occidente. Chiedete la costituzione di battaglioni di cacciatori di montagna a Brunico, Merano, Bressanone, Bolzano e la costituzione di un battaglione tedesco a Bolzano. Ordinate ai soldati e ai coscritti altoatesini di concentrarsi in queste formazioni. Solo gli ufficiali tedeschi che parlano tedesco possono comandare queste unità

Connazionali!

Liberate i vostri figli dal servizio ignominioso agli oppressori!

Sforzatevi con tutti i mezzi di fondare le vostre unità tedesche!

Soldati e coscritti! Dimostrate ogni giorno che non volete servire i tiranni sparsi per tutta Italia! Mantenete il vostro spirito tedesco!”

Terzo gruppo di volantini

“Al Consiglio Nord Atlantico a livello ministeriale. Al Consiglio Nord Atlantico permanente. Alla delegazione permanente degli Stati Uniti presso il Patto del Nord Atlantico.

Gentiluomini!

A nome di tutti gli altoatesini ci rivolgiamo alle autorità della Comunità Nord Atlantica e vi chiediamo, nell’interesse del rafforzamento dell’unità atlantica, di adottare misure per risolvere finalmente la questione altoatesina, che indebolisce l’alleanza degli alleati. Chiediamo il riconoscimento dei sacri diritti naturali che appartengono agli altoatesini e che finora sono stati loro negati. L’atteggiamento del governo italiano nei confronti degli altoatesini tedeschi è ingiusto e porta alla distruzione del modo di pensare tedesco e della tradizione culturale nazionale tedesca in questa zona.

Per i sudtirolesi tedeschi il fatto di prestare pesantemente il servizio militare nelle unità italiane, indebolendo il loro morale e il loro nazionalismo, si rivela sgradevole e offensivo. Una tale disgrazia rappresenta solo lo sperpero delle eccellenti qualità di combattimento del soldato tedesco, di cui più volte nella storia sono stati mostrati numerosi esempi, davanti alla minaccia comunista sono necessari difensori entusiasti con morale alto ed eccellenti qualità militari. Ed è proprio in tutto ciò che mancano le unità italiane. Non vogliamo sottovalutare l’esercito italiano, ma gli sviluppi politici interni in Italia, la politica estera stranamente altalenante e le brutte esperienze vissute dai militari italiani sollevano legittimi dubbi sulla validità della difesa dell’Alto Adige e degli interessi dell’Occidente in tutto il mondo. L’Italia è in buone mani.

Chiediamo quindi a nome degli altoatesini la formazione di unità militari tedesche in Alto Adige, che diventino aiutanti alla pari delle truppe militari della Comunità Nord Atlantica di stanza in Italia. Le unità tedesche in Alto Adige sarebbero la garanzia che gli interessi comuni del mondo libero in questo settore sono in mani affidabili. La loro installazione è quindi una questione che, per la sua importanza, va oltre il quadro italiano. Lo hanno riconosciuto anche gli esperti militari

Affrontiamo questa questione scottante, signori, in quanto detentori dell’autorità suprema nel Commonwealth del Nord Atlantico. Noi non solo rivendichiamo il nostro sacro diritto alla libertà, ma rivendichiamo anche la posizione che ci spetta nella causa comune della difesa dell’Europa e dell’Occidente: chiediamo quindi la formazione di battaglioni di fanteria tedesca a Brunico e Merano, Bressanone, Bolzano e la fondazione di un battaglione d’addestramento tedesco a Bolzano. Queste formazioni possono essere comandate solo da ufficiali di lingua tedesca. Ne abbiamo un numero sufficiente che potrebbero comandare queste truppe. In caso di guerra, queste unità militari potrebbero essere ampliate fino alle dimensioni effettive di una brigata. Inoltre nella nostra Patria si dovrebbero formare diverse brigate di soldati tedeschi opportunamente schierate, cosa che garantirebbe in questa parte del mondo una sicura garanzia per la difesa del mondo libero. Ne siamo convinti, le esigenze degli altoatesini saranno ascoltate da voi.

Useremo tutti i mezzi per difenderci dall’oppressione del nostro popolo da parte degli italiani, compreso il terrore e il sabotaggio in ogni forma. Lo facciamo volontariamente anche se sappiamo che così facendo indeboliamo la forza e l’unità del mondo libero nella sua lotta contro il comunismo senza Dio. Ma non possiamo mai permettere che la nostra Patria rimanga schiava come prima. Ai nostri figli non è mai stato permesso di svolgere il loro dovere sparsi nelle unità italiane.

Se il governo italiano riconoscesse il diritto alla libertà, potrebbe risparmiare a se stesso e a noi molto sangue e lacrime. Siamo felici di utilizzare le nostre vite e il nostro intero patrimonio per questa santa lotta per l’indipendenza! Lotteremo per i sacri diritti degli altoatesini. Per chi segue da vicino gli avvenimenti in Italia e in Alto Adige è chiaro che non si può più continuare a guardare passivamente.

Ascolta la nostra voce, soddisfa immediatamente le nostre richieste. Cordiali saluti. Unità Tedesca del Corpo Libero”

Ho eseguito per precauzione, prima di divulgare questo materiale, una mia personale ricerca negli archivi dei quotidiani italiani. Il risultato coincide con il contenuto delle relazioni, ossia La Stampa, Il Piccolo di Trieste, eccetera, restituiscono articoli dei primi anni Sessanta con la cronaca del ritrovamento dei volantini che avete appena letto, firmati da questi fantomatici Frekorps. Le cartelle del dossier spionistico ne contengono ovviamente molti altri che non divulgo, perché si tratta di doppioni. I cecoslovacchi conservavano tutto, anche le prove di stampa con le correzioni, fatte scrivendo a mano, dei refusi di traduzione o di scelta lessicale. Vi sono inoltre buste da lettera vuote, ritagli di giornali italiani e tedeschi, elenchi di nomi con indirizzi postali e via dicendo. Il campionario del falsario direi che è completo.”

il primo volantino

il secondo volantino

il terzo volantino

la lista degli indirizzi

Il cartellino del dossier dell’STB sull’Alto Adige con la sintesi del contenuto

 

Autore

  • Massimo D'Agostino

    Massimo D'Agostino Massimo D'Agostino, giornalista pubblicista insegna Italiano e Storia. Dal 2010 gestisce il blog di storia e attualità "E cronaca". Dal 2011 pubblica saggi storici e libri sportivi. Nel 2022 ha vinto la pergamena del quarto posto al Premio letterario internazionale "18 maggio" con il libro sulla seconda guerra mondiale dal titolo "Venti metri sottoterra".

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