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«La Civiltà dei Qin e Han» al Szépmüvészetimuzeum di Budapest

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«La Civiltà dei Qin e Han» - Photo copyright by Carlo Marino
«La Civiltà dei Qin e Han» - Photo copyright by Carlo Marino

La mostra sarà visitabile al Museo di Belle Art fino al 25 maggio 2026

Al Szépmüvészetimuzeum (Museo di Belle Arti) di Budapest è in corso la mostra «La Civiltà dei Qin e Han».

Questa mostra eccezionale presenta alcuni dei ritrovamenti archeologici più straordinari al mondo, offrendo uno sguardo approfondito su oltre un millennio di storia e arte cinese, in particolare sull’ascesa del Regno di Mezzo.

La mostra inizia ripercorrendo la secolare ascesa dello Stato Qin, che emerse ai margini occidentali della civiltà cinese tra l’VIII e il III secolo a.C. I visitatori possono ammirare una collezione di importanti vasi cerimoniali e oggetti in bronzo, terracotta e giada di questo periodo, che mettono in luce l’evoluzione artistica e culturale dello Stato Qin.

La sezione centrale della mostra è dedicata ai reperti rinvenuti nella tomba del Primo Augusto Imperatore cinese. Nella primavera del 1974, più di cinquant’anni fa, alcuni contadini che stavano scavando un pozzo fecero una scoperta che avrebbe potuto essere la più grande del XX secolo: l’esercito di guerrieri a protezione della tomba del primo imperatore cinese.

Queste migliaia di soldati a grandezza naturale, ognuno con tratti somatici unici, sepolti in formazioni militari regolari, offrono uno sguardo affascinante non solo sulle armi e le tattiche militari dell’epoca, ma anche sulla vita quotidiana, sul funzionamento e sul governo dell’impero unificatore.

«La Civiltà dei Qin e Han» - Photo copyright by Carlo Marino
«La Civiltà dei Qin e Han» – Photo copyright by Carlo Marino

La mostra «La Civiltà dei Qin e Han» al Szépmüvészetimuzeum è un’opportunità unica per immergersi nella ricca storia e nel patrimonio culturale della Cina antica. Attraverso la sua straordinaria collezione di reperti, la mostra invita i visitatori a un viaggio nel tempo, alla scoperta delle meraviglie della civiltà cinese.

Dopo la scomparsa del primo imperatore cinese, la sua dinastia iniziò a declinare. Tuttavia, il suo regno gettò le basi per l’Impero cinese e la sua sepoltura inaugurò una tradizione che sarebbe stata imitata dai sovrani delle dinastie successive.

La terza sezione della mostra esplora i primi secoli della successiva dinastia Han, durante la quale si stabilì il funzionamento dinastico della Cina e si consolidò il potere imperiale.

Il fulcro di questa sezione è costituito da oggetti selezionati da uno dei più celebri ritrovamenti archeologici del periodo Han occidentale: il Mausoleo di Yangling (metà del II secolo a.C.).

Gli oggetti provenienti dalla tomba del sesto sovrano Han, l’imperatore Jing (景) non solo svelano la storia delle conquiste occidentali, le modalità di guerra e il funzionamento della Via della Seta, ma offrono anche uno spaccato della vita quotidiana dell’impero, tra cui moneta, unità di misura ed economia.

Le teorie degli studiosi sull’origine della tribù Qin rimangono divergenti. Tuttavia, è certo che erano già presenti nella Cina settentrionale tra l’XI e l’VIII secolo a.C. La loro ascesa è strettamente legata alla storia della dinastia Zhou, sebbene non sia chiaro se si siano effettivamente alleati con gli Zhou.

«La Civiltà dei Qin e Han» - Photo copyright by Carlo Marino
«La Civiltà dei Qin e Han» – Photo copyright by Carlo Marino

La storiografia cinese divide la dinastia Zhou, che regnò nel primo millennio a.C., nel periodo degli Zhou occidentali (circa 1050 – 771 a.C.) e nel periodo degli Zhou orientali (771 – 221 a.C.). Nel 770 a.C., quando la dinastia Zhou si ritirò 400 km a est e trasferì la capitale a Luoyang, lo stato di Qin occupò i territori precedentemente controllati dagli Zhou, nell’attuale provincia occidentale dello Shaanxi.

È evidente che le successive aspirazioni egemoniche dello stato derivarono dalla sua posizione geografica sul confine occidentale della Cina, dal suo ruolo di guardia di frontiera, dai forti legami con le popolazioni nomadi e dall’organizzazione militare che ne derivò.

Nella prima metà del periodo Zhou orientale (771 – 221 a.C.), il periodo delle Primavere e degli Autunni (722 – 481 a.C.), esistevano più di cento stati di diverse dimensioni, il che portò a una continua frammentazione e a guerre.

Alla fine della seconda metà dell’era, il periodo degli Stati Combattenti (453 – 221 a.C.), rimanevano solo sette stati e, alla fine del III secolo a.C., lo stato di Qin si affermò come il più potente.

Autore

  • Carlo Marino

    Carlo MarinoCarlo Marino, Ph.D., Journalist Stampa Estera. Direttore Scientifico della Collana di linguistica, Storia e Antropologia Eurasiatica - De Frede Editore Napoli. Il Faro di Roma, Sala Stampa Santa Sede. Correspondent of European News Agency. Reporters.de. AgoraVox.fr, Nuovo Giornale Nazionale, Eurasiaticanews.eu, La Maschera di Tespi, De Regimine Litterarum. Scrittore.

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