
di Paolo Falconio
In un’ epoca in cui la richiesta di energia sarà sempre più massiccia e con un aumento dei prezzi relativo alle risorse necessarie per generarla che è sotto gli occhi di tutti, non riesco a capire perché il governo attuale, che avrebbe i numeri per dare il via ad un nuovo programma nucleare civile, non faccia nulla. Dato che il nucleare è entrato nella tassonomia europea per favorire la transizione green godrebbe anche dei fondi europei allocati allo scopo.
Sarebbe un enorme passo in avanti di una politica che pensa in termini strategici rispetto al “tiriamo a campare” degli ultimi 30 anni. Avere centrali nucleari significa affrancarsi parzialmente dalla dipendenza energetica ed essere potenzialmente una potenza nucleare visto che possediamo un’ ottima tecnologia in ambito missilistico. Dato che dopo il carbone è il metodo più economico per produrre energia, avremmo un risparmio che potrebbe essere destinato a settori critici come ad esempio la sanità o l’aumento delle spese militari.
Qualcuno penserà al rischio incidenti. premesso che le tecnologie sono sempre più sicure e che tutto il mondo sta investendo in nuove centrali, compresi i Paesi in via di sviluppo (nei prossimi 5 anni la richiesta di uranio aumenterà del 27%) , noi preferiamo la sicurezza. Argomento da bar tra un aperitivo e qualche oliva, perché siamo letteralmente circondati da centrali nucleari per cui abbiamo tutti gli svantaggi (se è arrivata la nube nucleare da Chernobyl, figuriamoci dalla Francia, Germania o est Europa in genere) e non godiamo di nessun vantaggio. La cosa più deprimente è che viaggiando ogni tanto si legge con fierezza italica “Comune Denuclearizzato” …e gli stranieri che passano si sbellicano dalle risate.





