
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato domenica che i tre ostaggi israeliani rilasciati da Hamas il giorno prima assomigliavano agli ebrei della Germania nazista e ha avvertito: “A un certo punto perderemo la pazienza”.
Come riferisce The Times of Israel, Eli Sharabi, Or Levy e Ohad Ben Ami “sembravano sopravvissuti all’Olocausto – ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One – Erano in condizioni orribili, erano emaciati… e non so per quanto tempo ancora potremo sopportare”.
Ha continuato dicendo che il trio “sembra che non mangi da un mese” e che sono “persone che erano sane fino a un numero ragionevolmente breve di anni fa, e se le guardi oggi, sembrano invecchiate di 25 anni, sembrano letteralmente le vecchie foto dei sopravvissuti all’Olocausto, la stessa cosa. Non c’è motivo per questo”.
Trump ha osservato che, secondo l’attuale cessate il fuoco e l’accordo sugli ostaggi, i prigionieri dovrebbero “continuare a entrare gocciolando”, ma ha aggiunto: “Sono in pessime condizioni, sono stati trattati brutalmente, orribilmente. Anche quelli che sono usciti prima, erano in condizioni un po’ migliori, ma mentalmente sono stati trattati così male. Chi potrebbe sopportare una cosa del genere? A un certo punto perderemo la pazienza.”
E che la pazienza sia ad un limite lo si vede da quanto afferma Hamas, che ieri ha annunciato che rinvierà a tempo indeterminato il prossimo scambio di ostaggi-prigionieri previsto da un fragile accordo di tregua con Israele, accusandolo di non averne rispettato i termini.
“Il rilascio dei prigionieri (gli ostaggi israeliani), che era previsto per sabato prossimo, 15 febbraio 2025, sarà rinviato fino a nuovo avviso, in attesa che l’occupazione si conformi e adempia retroattivamente agli obblighi delle scorse settimane. Ribadiamo il nostro impegno a rispettare i termini dell’accordo finché l’occupazione vi si atterrà”, ha dichiarato in un comunicato Abu Ubaida, portavoce del braccio armato di Hamas, le Brigate Ezzedine al-Qassam.
Il ministro della Difesa Israel Katz risponde all’annuncio di Hamas, affermando che si tratta di una “vera e propria violazione del cessate il fuoco”, scrive il Times of Israel. “Ho ordinato all’Idf di prepararsi al massimo livello di allerta per qualsiasi possibile scenario a Gaza e di proteggere le comunità di confine. Non torneremo alla realtà del 7 ottobre”.
perdere la pazienza, a questo punto, potrebbe comportare misure assai dure. Vedremo.
Nel frattempo le forze israeliane si sono ritirate dal corridoio di Netzarim, che taglia in due Gaza, riportando così unità e libera circolazione tra il nord e il sud della Striscia, dando prova di voler rispettare gli accordi.
Le forze israeliane, come ha confermato un funzionario, hanno “smantellato le loro postazioni militari e hanno completamente ritirato i loro carri armati dal corridoio di Netzarim sulla strada di Salaheddin, permettendo ai veicoli di passare liberamente in entrambe le direzioni”.
Il corridoio, che si estende per circa 6 chilometri dal confine orientale con Israele al Mar Mediterraneo, è stato utilizzato dalle forze israeliane per schierare le truppe durante la guerra e dividere l’enclave.
Già a fine gennaio l’Idf aveva riaperto il corridoio consentendo a centinaia di migliaia di sfollati di tornare nel nord.
Il ritiro delle forze israeliane dall’area adempie a uno dei punti chiave dell’accordo di una tregua che resta in bilico, mentre si attende ancora l’avvio dei negoziati della seconda fase.
Una delegazione israeliana è arrivata in Qatar su ordine di Netanyahu per discutere solo “gli aspetti tecnici” del cessate il fuoco.
Secondo i media ebraici, i funzionari non hanno infatti mandato per negoziare la fase successiva dell’intesa, sulla quale il premier – rientrato in Israele dagli Usa – riunirà il gabinetto di sicurezza oggi.
La seconda fase della tregua prevede il rilascio di tutti gli ostaggi vivi rimanenti: delle 251 persone rapite il 7 ottobre 2023, 73 sono ancora trattenute a Gaza, di cui almeno 34 sono morte, secondo l’esercito israeliano.
Tornando alle dichiarazioni di Trump, queste, come fa notare The Times of Israel, sono state rilasciate in un momento di rinnovata incertezza circa la possibilità che l’accordo di cessate il fuoco venga rispettato finché non saranno liberati tutti i 76 ostaggi rimasti, e pochi giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti aveva chiesto la rimozione dei palestinesi dall’enclave e che gli Stati Uniti ne prendessero il controllo.
Trump ha anche detto ai giornalisti di essere rimasto impegnato a far sì che gli USA acquistassero e prendessero possesso di Gaza dopo che i palestinesi se ne fossero andati o fossero stati rimossi dall’enclave, un annuncio a sorpresa fatto il 4 febbraio durante la recente visita di Netanyahu a Washington. Ha detto che altri paesi potrebbero prendere parte alla ricostruzione di sezioni di Gaza.
“Per quanto riguarda la nostra ricostruzione ha detto Trump- , potremmo darla ad altri stati in Medio Oriente per costruirne delle sezioni, altre persone potrebbero farlo, sotto i nostri auspici. Ma siamo impegnati a possederla, prenderla e assicurarci che Hamas non torni indietro”.





