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Ing. Royal Raymond Rife e la fisica della guarigione

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fisica della guarigione

Il mistero delle frequenze dimenticate

Il panorama della ricerca scientifica del ventesimo secolo è costellato di scoperte straordinarie, che spesso sono state dimenticate o rimosse dai canali ufficiali di informazione.

Una delle vicende più emblematiche e cariche di mistero riguarda l’ingegnere Royal Raymond Rife, il quale, nel 1934, condusse una sperimentazione clinica dai risultati apparentemente impossibili per l’epoca.

Grazie all’utilizzo di specifiche frequenze elettromagnetiche egli riuscì a trattare con successo sedici pazienti affetti da cancro allo stadio terminale, portandoli alla guarigione completa in un arco di tempo di soli novanta giorni.

Questo evento non fu il frutto di una medicina tradizionale, ma l’applicazione pratica di principi fisici legati alla risonanza.

Nonostante l’esito documentato del cento per cento di successi, la memoria di questa impresa fu quasi interamente cancellata a seguito della distruzione sistematica del laboratorio e delle attrezzature dello studioso.

Royal Raymond Rife non seguì il percorso accademico dei medici del suo tempo ma si distinse come un geniale costruttore di strumenti di precisione. Questa sua natura di ingegnere gli permise di sviluppare una visione meccanicistica e vibratoria della patologia cellulare.

Negli anni Venti egli diede vita al Microscopio Universale, una meraviglia tecnologica composta da migliaia di componenti meccaniche e prismi, capace di visualizzare microrganismi viventi con un dettaglio mai visto prima.

Mentre la microscopia elettronica moderna distrugge i campioni durante l’analisi, il dispositivo di Rife lasciava i patogeni intatti, permettendo l’osservazione diretta del loro comportamento biologico in tempo reale.

Attraverso quest’osservazione privilegiata egli comprese che ogni virus e ogni batterio risponde a una precisa sollecitazione energetica. Scoprì che ogni organismo possiede una propria frequenza di risonanza naturale, che egli denominò Tasso Oscillatorio Mortale.

Il concetto scientifico alla base è lineare se un corpo viene sottoposto a una vibrazione esterna, che coincide con la sua frequenza interna, l’energia accumulata porta alla rottura della sua struttura molecolare.

Questo fenomeno è identico a quello di un oggetto di vetro che esplode quando viene investito da un’onda sonora specifica emessa con la giusta intensità.

L’intuizione geniale di Rife fu quella di colpire i microrganismi nocivi senza danneggiare in alcun modo il corpo umano ospite.

Poiché le cellule sane possiedono frequenze molto distanti da quelle dei virus e dei batteri, il segnale inviato dal macchinario di Rife risultava del tutto innocuo per i tessuti del paziente, agendo come un proiettile invisibile, mirato esclusivamente verso il bersaglio patogeno.

Nel 1934 l’Università della California del Sud volle vederci chiaro e formò un comitato di ricerca per testare clinicamente questa tecnologia su un gruppo di malati terminali.

I pazienti furono sottoposti a brevi sessioni di frequenza della durata di tre minuti ripetute a intervalli regolari. Al termine del trimestre stabilito, quattordici persone furono dichiarate fuori pericolo e i restanti due casi ritenuti più ostici guarirono nel mese successivo.

Questi risultati furono validati da medici di chiara fama, ma l’annuncio ufficiale non ebbe mai luogo.

Il dottor Milbank Johnson coordinatore del progetto perse la vita in circostanze poco chiare e tutta la documentazione relativa ai successi clinici sparì improvvisamente.

Negli anni successivi iniziò una vera e propria campagna di demolizione contro il lavoro di Rife orchestrata dai vertici dell’associazione medica americana. La Beam Ray Corporation che deteneva i brevetti per la produzione dei dispositivi a frequenza fu trascinata in tribunale e portata al fallimento economico.

Ogni struttura scientifica che aveva osato collaborare con l’ingegnere fu oggetto di indagini o colpita da incendi sospetti, che ridussero in cenere decenni di dati e prototipi. Anche il laboratorio personale di Rife non fu risparmiato, venendo distrutto dalle fiamme in un episodio che segnò la fine della sua carriera attiva.

Molti dei suoi colleghi scienziati furono costretti al silenzio o convinti ad abbandonare le ricerche attraverso ingenti somme di denaro e minacce dirette alla loro reputazione professionale.

Rife morì nel 1971, portando con sé una conoscenza che avrebbe potuto rivoluzionare il concetto stesso di terapia medica. Tuttavia, la scienza che egli aveva applicato con successo non è svanita con lui, perché le leggi della risonanza e della fisica elettromagnetica sono costanti universali.

Ogni agente patogeno vibra, ancora oggi, alla sua specifica frequenza e la possibilità di agire su di esso tramite l’energia resta un campo di studio aperto e attuale.

Ciò che rimane oggi è il racconto di una tecnologia che è stata deliberatamente oscurata, ma che continua a offrire spunti di riflessione su come la gestione dell’informazione possa influenzare l’evoluzione della salute umana.

Autore

  • Massimo Blandini

    Massimo BlandiniMassimo Blandini, per oltre trent'anni nelle Forze dell'Ordine e negli apparati di sicurezza nazionale, svolgendo incarichi operativi e di analisi nei settori controspionaggio, contrasto al terrorismo internazionale e criminalità organizzata transnazionale e attività OSINT. Ha conseguito la laurea in Scienze dell'Educazione e master universitari in ambito criminologico, investigativo, forense, sicurezza e intelligence. Docente di sostegno, counsellor professionista, collaboratore di agenzie investigative e istituti di ricerca. Direttore editoriale dell'Osservatore Meneghino.

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