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INDIA, GRAVE ATTENTATO NEL SUD DEL KASHMIR

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di Sergio Restelli

Più di 25 persone sono state uccise martedì 22 aprile 2025 in un brutale attacco terroristico nella località turistica di Pahalgam, nel sud del Kashmir, secondo quanto riportato da fonti governative a The Hindu. Terroristi armati, provenienti dalle fitte foreste circostanti, hanno aperto il fuoco indiscriminatamente contro civili — per lo più turisti — nei pressi dei prati di Baisaran, un noto punto di partenza per le escursioni nel distretto di Anantnag.

Il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha condannato con fermezza l’attacco, definendolo “un atto vile e disumano”, e ha assicurato che i responsabili saranno “assicurati alla giustizia senza indugio”. In seguito a una conversazione telefonica con il Ministro dell’Interno Amit Shah, Modi ha ordinato che vengano adottate tutte le misure necessarie per contrastare la minaccia. Shah si è immediatamente recato a Srinagar, dove ha convocato una riunione d’emergenza con le forze armate, la polizia locale e le agenzie di intelligence per valutare la situazione e coordinare la risposta.

Il governo ha reagito con decisione: sono state avviate operazioni su larga scala di ricerca e controinsurrezione nelle aree boschive di Anantnag, sono stati inviati rinforzi di forze paramilitari nella valle del Kashmir, e si è proceduto al rafforzamento della sorveglianza elettronica e del controllo dei confini per prevenire ulteriori infiltrazioni. Il Ministero degli Esteri ha convocato l’Alto Commissario del Pakistan a Nuova Delhi per esprimere una protesta formale e ha richiesto l’estradizione di noti comandanti terroristi. Inoltre, l’India ha chiesto un briefing d’urgenza al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolineando la necessità di sanzioni più severe contro i gruppi armati sostenuti dal Pakistan. Il Primo Ministro Modi ha anche disposto una revisione completa dei protocolli di sicurezza per i turisti e la creazione di corridoi protetti nelle aree sensibili del Kashmir.

L’attacco ha suscitato forti reazioni da parte dei partiti politici regionali e degli operatori turistici, che hanno espresso dolore e indignazione, evidenziando come questo tragico evento rischi di compromettere seriamente l’immagine del Kashmir come destinazione turistica sicura e accogliente. L’episodio ha avuto un’eco ancora più ampia per via della coincidenza con la visita in India del Vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, in viaggio nel Paese per un soggiorno di quattro giorni, prevalentemente personale, ma con un incontro ufficiale previsto con il Primo Ministro Modi a Nuova Delhi. Solo poche ore prima dell’attacco, a Jaipur, Vance aveva parlato della “partnership strategica e pacifica” tra Stati Uniti e India, ribadendo l’impegno comune per la stabilità dell’Indo-Pacifico e la lotta contro il terrorismo. Sebbene l’attacco non sia direttamente collegato alla visita del vicepresidente, ha inevitabilmente elevato il livello di attenzione sulla sicurezza e sulla cooperazione internazionale.

Le autorità sospettano che dietro l’attacco si celi il gruppo The Resistance Front (TRF), considerato una copertura per la Lashkar-e-Taiba (LeT), organizzazione terroristica pakistana designata come tale anche da Stati Uniti, Unione Europea e Nazioni Unite. Fondato nel 2019, il TRF è attivo soprattutto nel reclutamento di giovani tramite propaganda online e nella gestione di traffici di armi e infiltrazioni dalla Linea di Controllo. Il gruppo avrebbe avuto origine dall’unione di militanti provenienti da Hizbul Mujahideen e dalla stessa LeT, sotto la guida di Sheikh Sajjad Gul e Basit Ahmed Dar. Secondo le autorità indiane, il TRF è anche coinvolto nella diffusione di contenuti radicali, nel coordinamento di attacchi contro civili e nel traffico di narcotici dal Pakistan verso il Kashmir.

Il Chief Minister del Jammu e Kashmir, Omar Abdullah, ha dichiarato su X (ex Twitter) che “questo attacco è molto più grave di qualsiasi altro diretto contro civili negli ultimi anni” e ha aggiunto che “il bilancio delle vittime è ancora in aggiornamento, ma è chiaro che si tratta di una ferita profonda inferta non solo al Kashmir, ma anche alla fiducia dei visitatori”.

Secondo quanto riferito da Agence France-Presse, i morti accertati sarebbero almeno 24, con numerosi feriti, alcuni dei quali in condizioni critiche. Il momento è particolarmente delicato per l’India, che negli ultimi mesi ha lanciato una serie di iniziative di rilancio turistico e investimenti infrastrutturali nella regione del Kashmir. Il governo centrale intende ora rafforzare il coordinamento con partner internazionali come gli Stati Uniti, intensificare le attività di intelligence condivisa e contrastare con determinazione ogni forma di terrorismo sostenuto da attori esterni.

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  • Redazione

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