L’ANIMA “SEMPLICETTA” DI DANTE E L’ “ANIMULA VAGULA BLANDULA ”DI ADRIANO: UNA LETTURA COMPARATA.
Il canto XVI del Purgatorio rappresenta il punto centrale della Commedia, essendo il cinquantunesimo su cento.

L’ANIMA “SEMPLICETTA” DI DANTE E L’ “ANIMULA VAGULA BLANDULA ”DI ADRIANO: UNA LETTURA COMPARATA.
Il canto XVI del Purgatorio rappresenta il punto centrale della Commedia, essendo il cinquantunesimo su cento.
Semi di Luce Le Dodici Forze Interiori per l’Anno che Nasce
Questo articolo nasce come naturale prosecuzione del precedente già scritto sulle Dodici Notti Sacre (https://www.nuovogiornalenazionale.com/administrator/index.php?option=com_content&view=article&layout=edit&id=26869).Se in precedenza è stata delineata la cornice storica, simbolica e spirituale di questo tempo sospeso tra il Natale e l’Epifania, adesso l’attenzione si concentra su ciascuna notte, considerata nella sua specifica qualità interiore. Non si tratta di introdurre nuovi dogmi né di voler proporre pratiche prescrittive, ma di offrire una chiave di lettura che accompagni, notte dopo notte, la comprensione di un sapere antico, stratificato e sorprendentemente attuale. Dal punto di vista scientifico e antropologico, il periodo delle Dodici Notti Sacre coincide con una reale anomalia temporale.
di Augusto Vasselli
Il solstizio, dal latino solstitium, a sua volta derivato da sol (sole) e stat (stat, fermo, fermato), è l’evento astronomico che si verifica allorquando il sole, mostra nel suo corso apparente, visto dalla terra, la sua maggiore distanza angolare, rispetto all’emisfero celeste, in rapporto con il piano dell’equatore, fenomeno da cui deriva la durata massima e minima del giorno, ove il sole sembra appunto fermarsi.
Ogni anno si verificano due solstizi, quello d’estate (più sovente il 20 o il 21 giugno) e quello d’inverno (in prevalenza il 21 o il 22 dicembre, quest'anno l'evento si verifica 21 dicembre alle 16:03), nei quali si hanno rispettivamente il giorno più lungo e quello più breve, se ci si riferisce al nostro emisfero, quello settentrionale (ovviamente nell’emisfero meridionale il sostizio d’inverno si ha a giugno e quello d’estate a dicembre).
Il Numero 13, Santa Lucia e San Nicola: Un Viaggio Esoterico tra Luce, Tempo e Trasformazione
Nel grande arazzo dei simboli numerici, il 13 non è una cifra ordinaria, bensì un archetipo di passaggio e metamorfosi. Non segue semplicemente il 12 lo trascende, introducendo nel visibile un principio di discontinuità che apre all’inatteso, al sovrannaturale, alla possibilità di una coscienza espansa. In testi sumerici, nei trattati alchemici medievali e nei codici cabalistici, il 13 appare come ponte tra comprensione e misericordia, tra riflessione e azione, tra materia e spirito. Esso incarna il momento in cui l’ordinario si trasforma in straordinario, quando la soglia diventa esperienza iniziatica.
Il ritorno degli archetipi: quando il presente si apre all’invisibile
Vi sono momenti nella storia in cui il reale sembra perdere la sua opacità e lascia intravedere strutture più profonde: come se una fessura si aprisse tra la trama degli eventi e l’ordine simbolico che li sostiene. È in quella soglia, fragile, quasi impercettibile che rivela il carattere esoterico della storia.
Bomarzo è un piccolo borgo nei pressi di Viterbo, il cui nome, stando a quanto si ipotizza in prevalenza, deriverebbe da “Polis Martis”, città di Marte.
Grazie alla suo posizionamento sul percorso che conduceva a Roma è stata, per alcuni secoli, sede vescovile, ma la sua fama è derivata dall'essere diventata la dimora dei principi Orsini, proprietari dei territori circostanti e, come noto, appartenenti a una delle più antiche famiglie della nobiltà romana.
Ed è proprio grazie al principe Pier Francesco Orsini, noto anche come Vicino, che possiamo ammirare ancora oggi un luogo straordinario, edificato, a partire dal 1547, all’interno del meraviglioso bosco secolare, sottostante alla sua dimora.
Ambito che è stato trasformato come una sorta di luogo magico, che ha sempre "supportato" e favorito gli ospiti e i visitatori a riflettere su sé stessi e non solo.
Il luogo, già di per sé un un naturale tempio a cielo aperto, che, grazie anche alla riscoperta e ai restauri apportati dalla famiglia Severi Bettini che l’acquistò a metà del secolo scorso, divenne sempre più noto e anche meta anche di intellettuali e artisti, come ad esempio Salvator Dalì, che hanno sentito il bisogno di ammirare questo sito. Cosa che continua, ovviamente, anche ai nostri giorni allorché continuano ad arrivare moltissimi visitatori che quotidianamente che si “immergono” nel bosco sacro.
Il sacro bosco, non a caso definito sacro (etimo che sottolinea la separazione dal "momdo comune"), che ha certamente derivato il suo appellativo grazie al cammino che si può fare visitandolo stesso, godendo e percependo la meraviglia creata dall’ingegno e dalla sapienza del principe Orsini e di Pirro Ligorio, noto architetto ed antiquario, che ha saputo coadiuvare il principe nel progettare ed eseguire questa mirabile opera.
La materia che caratterizza il percorso del bosco è la roccia, la quale rappresenta la pietra filosofale, che con straordinaria naturalezza si evidenzia e si manifesta nel bosco stesso, evocando in tal modo il percorso alchemico, ovvero esoterico, grazie al genius loci, vero e proprio catalizzatore che favorisce la possibilità di attivare fantastiche riflessioni, che portano alla nostra caverna interiore, di platoniana memoria.
Non a caso la pietra è stata scelta in molto i contesti iniziatici come elemento dal quale avviare il percorso attraverso il quale ottenere l’evoluzione che l’essere umano deve compiere per entrare in sintonia con ciò che lo circonda e il numinoso che tutto pervade.
Nei fatti siamo di fronte a un percorso iniziatico, che rammenta un linguaggio esoterico, il quale richiama i quattro livelli di iniziazione, che riferendosi anche linguaggio di Dante, possono essere definiti rispettivamente allegorico, simbolico, analogico e anagogico.
I simboli in tal modo richiamano un sapere assoluto, non descrivibile verbalmente, ma che, grazie ai simboli stessi, consentono di percepire a livello intuitivo il loro significato e quanto può evocare in noi stessi. Quindi un richiamo ad primordiali saperi, che al di là degli aspetti anche didattici, consentono uno straordinario processo di elaborazione e consapevolezza interiore.
Il percorso offerto dal bosco sacro evoca e si ricongiunge, altresì, alle antiche iniziazioni filosofiche e religiose, riproponendo in tal modo in modo analogo gli stessi processi conoscitivi.
Lungo il percorso del bosco si possono rilevare, peraltro, le tre fasi riguardanti la tradizione alchemica, espresse per il tramite delle statue e le varie opere posizionate nel bosco stesso.
Il visitatore, che sa percepire e predisporsi, può così ottenere una sorta di visione mistica, mediante la quale si può ricevere un messaggio diretto alla nostra interiorità, quindi non necessariamente derivato dalle modalità operative indicate da una via iniziatica, anch'essa finalizzata a favorire l'essere umano a collegarsi con il divino,
Tale influsso diretto può così manifestarsi perché il percorso nel bosco dei mostri di Bomarzo, come in tutte le Dimore Filosofali, è caratterizzato dalla presenza del consueto messaggio avente il tradizionale significato: che può essere definito solitamente esoterico, alchemico o magico. Significato che può consentire una conoscenza, a volte anche seppur parziale, che solitamente è appannaggio di pochi, alla quale può avvicinarsi solo chi possiede un cuore puro, soprattutto se libero e di buoni costumi, come si direbbe utilizzando il gergo latomistico, ovvero qualora si si riesca ad affrancarsi dalle opinioni e dalle convenzioni sociali che non aiutano certamente ad elevarsi.
di Augusto Vasselli
La tradizione espressa attraverso la cabala
La cabala è un insieme dottrinario, sapienziale e tradizionale, che tratta problematiche fondamentali che da sempre sono state al centro della speculazione dell’uomo, quali l'origine e la natura della vita, l'evoluzione dell'essere umano e dell'universo.
Peter Thiel e la religione della tecnologia
il transumanesimo come escatologia del potere
Nel mondo ipertecnologico contemporaneo, la sovranità non si misura più attraverso i confini o le istituzioni politiche, ma attraverso i codici. Il potere non governa più territori o popoli, bensì flussi di dati, algoritmi e, sempre più spesso, corpi umani.

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