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IL RADAR VOLANTE ITALIANO DA MEZZO MILIARDO

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Il G-550 italiano: il radar volante da mezzo miliardo che sorveglia i cieli della Nato

L’incursione di 19 droni russi nello spazio aereo polacco non è stata solo un incidente di frontiera: è stato un banco di prova per la Nato. In questo contesto, tra i protagonisti silenziosi c’era un velivolo italiano che vale quanto una flotta di caccia: il Gulfstream G-550 CAEW, un “radar volante” dal valore di circa mezzo miliardo di euro.

A prima vista, sembra un jet da business di lusso. In realtà, è una delle piattaforme più sofisticate d’Europa. La sigla CAEW significa Conformal Airborne Early Warning: un sistema di sorveglianza aerea capace di individuare e classificare minacce con una precisione superiore a quella dei radar a terra.
Radar AESA: installato lungo la fusoliera, copre 360° senza la tipica cupola rotante degli AWACS.

Qualche caratteristica
Autonomia: oltre 10 ore di missione, con raggio operativo che supera i 5.000 km.
Intelligenza elettronica: intercetta segnali radio, telefonici e radar, costruendo un quadro preciso della situazione.

Perché serve contro i droni?
I piccoli droni, soprattutto quelli kamikaze, hanno una caratteristica: sono difficili da vedere. Volano bassi, hanno dimensioni ridotte e spesso si confondono con il rumore di fondo del radar. Qui entra in gioco il G-550:
riesce a distinguere un drone da un aereo civile,
integra i dati provenienti da radar terrestri e satelliti,
fornisce ai caccia intercettori una mappa “pulita”, indicando dove intervenire e cosa abbattere.
In altre parole, fa ordine nel caos di segnali che un attacco con più droni genera.

Il costo (e il valore) di mezzo miliardo
Perché costa tanto?

Per tre motivi principali:
-la piattaforma Gulfstream: un jet di fascia alta, veloce e con grande autonomia:
-la tecnologia israeliana ELTA: cuore radar e guerra elettronica tra i più avanzati al mondo;
-il ruolo multiuso: un solo aereo vale come un’intera rete di radar e centri di comando. Non è un lusso, ma un moltiplicatore di forza: permette a pochi caccia di operare con efficienza, riducendo errori e sprechi di missili intercettori.

L’Italia nella catena Nato

Che un velivolo italiano fosse in azione in Polonia significa molto. Non solo perché mostra che Roma contribuisce con tecnologia avanzata alla difesa comune, ma anche perché certifica l’affidabilità dell’investimento.
In scenari come quello polacco, il G-550 non è un supporto accessorio: è il supporto che può fare la differenza.
I droni russi hanno cercato di mettere alla prova la Nato. Ma la risposta non è arrivata solo dai caccia decollati per l’intercettazione. È arrivata soprattutto da un velivolo italiano, capace di trasformare un mare di segnali confusi in un quadro chiaro. Il G-550 CAEW è questo: mezzo miliardo di euro di tecnologia al servizio della sicurezza europea.

Autore

  • Redazione

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