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IL QATAR E L’INFLUENZA IN LIBIA

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Il Qatar ha avuto – e continua ad avere – un’influenza significativa in Libia, soprattutto a partire dalla rivoluzione del 2011 che ha rovesciato il regime di Muʿammar Gheddafi. Il coinvolgimento qatariota nella crisi libica può essere analizzato da diverse angolazioni: geopolitica, ideologica, militare, economica e diplomatica. Di seguito, un’analisi approfondita e articolata della presenza e dell’influenza del Qatar in Libia.

Durante la rivolta del 2011, il Qatar fu uno dei primi Paesi arabi a sostenere apertamente i ribelli contro Gheddafi. Doha si distinse dagli altri membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), adottando una posizione interventista.

Il Qatar fu tra i primi a riconoscere il Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) come unico rappresentante legittimo del popolo libico.

Attraverso la fornitura di armi, addestramento e il supporto dei servizi segreti, il Qatar aiutò vari gruppi ribelli,molti dei quali avevano un orientamento islamista.

Al Jazeera, l’emittente finanziata dal governo qatariota, giocò un ruolo cruciale nella copertura della rivolta, influenzando l’opinione pubblica internazionale.

Questo primo coinvolgimento ha posto le basi per un’influenza duratura, sebbene controversa, nel paese nordafricano.

Dopo la caduta di Gheddafi, la Libia è sprofondata nel caos, e il Qatar ha continuato a esercitare la sua influenza principalmente attraverso il sostegno a gruppi islamisti e milizie affiliate, in particolare a Tripoli e Misurata.

Il Qatar ha tradizionalmente supportato i movimenti affiliati ai Fratelli Musulmani in tutta la regione (Egitto, Tunisia, Siria), e la Libia non ha fatto eccezione.

Doha ha fornito supporto finanziario e logistico a milizie che si opponevano a quelle sostenute dagli Emirati Arabi Uniti ed Egitto, i quali appoggiavano invece il generale Khalifa Haftar nell’est.

Il Qatar ha sostenuto il GNA (Governo di Accordo Nazionale) con sede a Tripoli, riconosciuto dalle Nazioni Unite fino alla formazione del Governo di Unità Nazionale (GNU) nel 2021.

Il coinvolgimento del Qatar in Libia deve essere compreso anche nel contesto del conflitto tra potenze regionali arabe, in particolare con Emirati Arabi Uniti (EAU), Egitto e Arabia Saudita (in modo più indiretto).

Mentre EAU ed Egitto sostenevano Haftar e il governo parallelo di Tobruk, il Qatar (con la Turchia) appoggiava le forze del GNA e le milizie islamiste a Tripoli. Questa “proxy war” araba ha trasformato la Libia in uno dei principali teatri di confronto geopolitico nel Mediterraneo.

Coordinamento con la Turchia

A partire dal 2019-2020, l’alleanza tra Qatar e Turchia si è rafforzata anche sul piano libico:

Entrambi i Paesi hanno fornito supporto militare al GNA per respingere l’offensiva di Haftar su Tripoli.

Alcuni report parlano della presenza turco-qatariota in basi aeree in Libia per fornire addestramento e consulenza.

L’alleanza ha, peraltro,  come obiettivo condiviso quello di contrastare l’influenza di Emirati ed Egitto, proteggere gruppi islamisti, e assicurarsi influenza economica e strategica nel Mediterraneo centrale.

L’influenza del Qatar non si limita al piano militare o ideologico, ma si estende anche a quello economico.

Investimenti nei settori energetico e infrastrutturale:

Doha mira a inserirsi nella ricostruzione della Libia e ad accedere alle sue immense risorse petrolifere e di gas.

Supporto finanziario:

Il Qatar ha fornito sostegno economico ad alcuni enti libici, direttamente o tramite banche qatariote. Anche attraverso la diplomazia culturale, borse di studio, progetti educativi e iniziative umanitarie.

Evoluzione recente (2021–2025): verso una “normalizzazione”?

Negli ultimi anni si sono registrati segnali di riduzione delle tensioni tra Qatar e altri attori regionali, dopo la fine dell’embargo del 2017-2021 imposto dai Paesi del “Quartetto anti-Qatar”. Questo ha avuto effetti anche sulla Libia:

Il Qatar ha assunto un tono più conciliatore e ha sostenuto i processi di dialogo sponsorizzati dalle Nazioni Unite. Ha mantenuto relazioni con tutte le principali fazioni libiche, cercando di giocare un ruolo di mediatore. Tuttavia, il sostegno implicito a gruppi vicini alla Fratellanza Musulmana e la stretta alleanza con Ankara restano evidenti.

L’influenza del Qatar in Libia è il risultato di una strategia “ibrida”, che combina soft power, media, diplomazia, aiuti umanitari • hard power (armi, sostegno militare indiretto, intelligence).

Nonostante non sia una potenza militare paragonabile a Egitto o Turchia, il Qatar ha saputo sfruttare le sue immense risorse economiche e il suo attivismo diplomatico per ritagliarsi un ruolo da “kingmaker” secondario nel conflitto libico.

In sintesi, il Qatar resta un attore influente in Libia, non tanto per il peso diretto sul campo, quanto per la sua capacità di influenzare alleanze, narrazioni e dinamiche ideologiche a livello regionale e locale.

Autore

  • Redazione

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