
di Savino di Scanno
Sir Patrick Sanders, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito del Regno Unito nei giorni scorsi ha affermato che i cittadini britannici devono essere “pronti” ad un nuovo conflitto nei prossimi anni come conseguenza dell’invasione russa dell’Ucraina. Commentatori autorevoli, a seguire, hanno fatto osservare che l’Esercito di Re Carlo oggi conta circa 78 mila uomini e ciò si ritiene sia insufficiente, tanto da ipotizzare una politica di “chiamata alle armi” massiva.
Discorsi analoghi di questi tempi si ascoltano in molte Cancellerie Europee, comprese quelle tedesche e svizzere. Non si è lontani dal pensare che con una nuova politica estera statunitense successiva al cambio di inquilino alla Casa Bianca per gli europei sarà necessario rivedere i temi della Difesa.
Da noi, ogni tanto, una buona notizia. Nei giorni scorsi ad Anzio presso il Comando Brigata Informazioni Tattiche dell’Esercito alla presenza del nostro Sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti unitamente al Capo di SME Generale Pietro Serino, sono state consegnate le Bandiere di Guerra a 3 reparti nuovi di zecca. Scriviamo del 3° Rgt. “Bondone”, del 9° Rgt. “Rombo” e del Rgt. “CIMIC”.
Il 3° “Bondone” sarà un reggimento specialistico per l’uso bellico dei droni, il 9° “Rombo” un reggimento specialistico per la guerra cybernetica, ed in ultimo il reggimento “CIMIC” sarà una unità multiruolo per e con il concorso internazionale.
SI ripete, una bella notizia, che allontana i ricordi di quando un ilare e simpatico giovanotto salernitano che per i casi fortuiti della vita si ritrovò sottosegretario alla Difesa passava il tempo nel farsi fotografare nel suo ufficio in “tuta mimetica” e fucile mitragliatore oppure come quando in visita alla base navale di Taranto tentò di chiedere di poter guidare un sommergibile poi dissuaso dalle “volpi” dell’Ammiragliato che forse gli presentarono una “sirena” del posto.
Siamo lontani dai tempi dove una collega universitaria, sempre del ragazzo salernitano di cui sopra, una collega di “quelle brave”, divenuta Ministro della Difesa, passò alla storia per i balletti teatrali con i marinai oltre al costo del bagno dell’alloggio si servizio a lei assegnato che sembra costò quanto un bilocale a Monte Mario.
Caro lettore i due personaggi sopra citati, persone simpaticissime e preparatissime in quanto “studenti che hanno studiato” provenienti dalla stessa università capitolina da un nome strano, sono anche esperti di “intelligence”, quindi persone di profondo acume ampiamente dimostrato nelle loro conferenze e convegni.
Poi arrivò Crosetto che si inchinò davanti al “Milite Ignoto” e si tornò ad essere un pò più seri.
Ma dobbiamo anche essere seri nel segnalare che di questi tempi non si possono ancora impiegare, per non scrivere sprecare, unità come i Lagunari (quelli con il basco Verde Laguna) od i Paracadutisti (quelli con il basco Amaranto) nelle ormai decennali attività di concorso di presidio del territorio urbano perché il loro “mestiere” è un altro. Come è un altro “mestiere” quello dei ragazzi dal Fez Cremisi dei Bersaglieri che sono fucilieri assaltatori di prima linea e non dipendenti pubblici, dalle dubbie capacità, per non dire altro. Potevano mandare qualche anziano maresciallo, così con l’indennità di missione poteva avere introiti straordinari.
Qualche altra breve considerazione.
Caro lettore avranno parlato di migliaia di volte di Von Clausewitz o di Sun Tzu e dei loro testi adottati in tutte le accademie militari del mondo circa “L’Arte della Guerra”.
Caro lettore, noi, cattolici apostolici romani, abbiamo un “certo” Sant’Agostino che scriveva, a proposito della “Guerra Giusta” che “bellum non est per se inhonestum”. Invito a leggere la “Lettera 189” scritta da Agostino nel 417 a Bonifacio dove potrai verificare, tra i tanti passi letterari, il punto “4” ove “Anche i militari possono piacere a Dio”. I giapponesi si vantano del loro “Hagakure”, la loro via del Guerriero. Noi, da questa parte, abbiamo avuto un certo San Bernardo da Chiaravalle che attorno all’anno mille scrisse la “Regola” per i Cavalieri Templari, militi questi certamente non meno bravi o capaci dei più noti samurai.
Si scriveva nel titolo “Il mestiere delle Armi”. Quello del soldato è, insieme all’agricoltore ed al cacciatore, uno dei più antichi mestieri del mondo, perché da che mondo e mondo, ci sono state le guerre, e scrivere di guerre significa scrivere di morte, distruzione e carestie, ma poi sempre le guerre decidono le sorti di continenti e popoli oltre a far scrivere la Storia ai vincitori. Sono i soldati, coscritti, volontari, mercenari, semplici fanti o specialisti di cybersecurity, a combattere sul “fronte” che oggi non è solo quello cosiddetto “classico” come in Ucraina od in Medio Oriente, ma anche quello della guerra “economica”, “asimmetrica”, in futuro quella della “Intelligenza Artificiale”.
Gli antichi romani scrivevano “Si Vis Pacem Para Bellum”. Forse la sola preparazione non basta. Serve altro. Serve lo “Spirito”. Israele non ha avuto necessità di inviare le “cartoline precetto” per vedere accorrere per combattere migliaia e migliaia di giovani da tutto il mondo all’indomani dell’infame aggressione dei macellai di Hamas. E’ lo “Spirito di Israele” che fa muovere ed operare il Mossad.
E’ lo “Spirito”………e noi italiani, perché chi scrive è un italiano nato e cresciuto nelle caserme, con una giovinezza in “divisa”, che forse per arroganza intellettuale non ritiene “seconda a nessuno” nei campi e settori di cui all’articolo la nostra Patria quando a “combattere” vanno “quelli giusti”, è ciò che dobbiamo “ritrovare”.





